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Imu sulla casa del coniuge: al via i rimborsi

14 Ottobre 2022 | Autore:
Imu sulla casa del coniuge: al via i rimborsi

Dopo la pronuncia della Consulta ora le coppie sposate residenti in due case differenti potranno richiedere il rimborso dell’Imu degli ultimi anni.

Per le coppie sposate o unite da unione civile che abitano in due case differenti questi sono giorni felici e di importanti cambiamenti economici. In seguito alla rivoluzionaria sentenza della Corte Costituzionale [1], che ieri ha dichiarato incostituzionale la norma che impone il pagamento dell’Imu su una delle due case dove i coniugi vivono separatamente, si apre ora l’ipotesi di un rimborso di quanto versato negli ultimi anni.

Per marito e moglie (o marito e marito, o moglie e moglie) sarà, dunque, possibile non solo ritenersi esenti dal pagamento dell’Imu su entrambe le abitazioni dove realmente vivono separatamente, ma anche richiedere la restituzione dei versamenti pagati, eccezion fatta per le situazioni già definite perché i termini per il rimborso sono decorsi oppure perché la sentenza è già passata in giudicato.

L’esenzione, come spiegato dalla Consulta, è diritto della coppia esclusivamente nel caso in cui i due coniugi, abitanti in case differenti, abbiano residenza anagrafica e dimora abituale ciascuno in uno dei due immobili, a prescindere dalla residenza e dalla dimora dell’altro.

Il principio enunciato dalla Corte ha lo scopo di non penalizzare le coppie sposate per il sol fatto di aver compiuto questa scelta: nel caso in cui, infatti, i due fossero stati solo fidanzati, fino ad ora a differenza dei coniugi non sarebbero stati obbligati a pagare l’Imu su una delle due case. Diritto di cui, da oggi in poi, potranno anche godere le coppie sposate.

Chiarito quanto stabilito dai giudici di costituzionalità, entra ora in gioco un altro importante fattore: quello del rimborso dell’Imu pagata negli ultimi anni. La sentenza della Consulta mette a rischio gli accertamenti comunali notificati negli ultimi anni che facevano fede a quanto stabilito dalla Cassazione, che imponeva il pagamento su una delle due case non essendoci l’unitarietà della dimora del nucleo familiare (principio ora smentito dalla Corte Costituzionale).

In ogni caso – e la Consulta è stata lapidaria su questo – l’esenzione è valida solamente se le coppie sono residenti in case separate di proprietà, non è un’ipotesi estesa anche alle seconde case. Spetterà ai Comuni verificare se i coniugi sono effettivamente residenti dove dichiarano di essere e, in caso contrario, a loro spetterà il pagamento dell’Imu sulla seconda casa. Per scoprire se quanto dichiarato dalla coppia è vero, le amministrazioni comunali avranno la possibilità di verificare, tramite la consultazione delle utenze di gas, luce e acqua, l’effettiva residenza.

Ma a chi spetta provare cosa? Tramite un’interpretazione della riforma del processo tributario [2] si ritiene che al fine di ottenere il rimborso di quanto pagato l’onere sia differente a seconda delle situazioni:

  • nel caso in cui si sia in presenza di un’istanza di rimborso l’onere è in capo al contribuente,
  • nel caso di un atto di accertamento da parte del Comune spetterà a quest’ultimo procurarsi le prove utili a contestare l’esenzione richiesta dal contribuente.

note

[1] Corte Cost. sent n. 209/2022

[2] D.Lgs. 546/1992. articolo 7, comma 5-bis


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