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Energia: la lettera (fantasma) inviata dall’Italia all’Ue

14 Ottobre 2022 | Autore:
Energia: la lettera (fantasma) inviata dall’Italia all’Ue

Sono cinque i Paesi dell’Ue che hanno inviato una lettera alla Commissione Europea per sollecitare l’istituzione di un tetto al prezzo del gas.

Una soluzione su come ridurre i prezzi di gas ed energia l’Europa non è ancora riuscita a trovarla, nonostante i numerosi solleciti da parte dei Paesi membri. L’ultimo, in ordine cronologico, arriva dall’Italia e da altri quattro Paesi, nonostante il portavoce capo della Commissione Europea abbia dichiarato di non aver ancora ricevuto la richiesta.

Italia, Belgio, Polonia, Grecia e Olanda hanno inviato una lettera congiunta alla Commissione Europea delineando possibili soluzioni per calmierare i prezzi del gas. La lettera, annunciata ieri sera via social dalla ministra dell’Energia del Belgio Tinne van der Straeten, segnala un’evoluzione importante nelle posizioni degli Stati membri, poiché l’Olanda finora è stata una delle più fiere oppositrici a interventi sul prezzo del gas, fedele alla sua linea di fiducia nella ‘mano invisibile’ del mercato. Restano opinioni divergenti sugli effetti che potrebbe avere un price cap, ma il fatto che i cinque abbiano firmato una lettera congiunta, dopo mesi di schermaglie, segnala comunque un avvicinamento delle posizioni.

La missiva non scende in dettagli tecnici, ma delinea alcune misure chiave, che includono:

  • fruttare il potere del mercato europeo attraverso una piattaforma di acquisto congiunta; coordinamento e ottimizzazione delle traiettorie di riempimento degli stoccaggi di gas (ad esempio, utilizzando la piattaforma);
  • coordinare e intensificare la diplomazia energetica sulle importazioni di gas con tutti i partner affidabili;
  • sviluppare un nuovo benchmark per il gas naturale liquefatto per ridurre l’impatto dell’indice Ttf sui contratti relativi al gas;
  • necessità di maggiori sforzi per ridurre il consumo di energia: promuovere e accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, in particolare rimuovendo immediatamente le barriere normative, che restano il principale ostacolo alla realizzazione di nuovi impianti.

In secondo luogo, scrivono, «cerchiamo una soluzione che consenta al Ttf, fortemente interconnesso, di fare affidamento su un mercato ben funzionante per abbinare domanda e offerta senza razionamento, affrontando allo stesso tempo l’effetto di spillover per la zona non Ttf, dato che i contratti a lungo termine sono spesso ancorati a Ttf. Di conseguenza, vorremmo che la Commissione esplorasse le seguenti opzioni e proponesse possibili soluzioni. L’opzione numero uno consiste nel modificare i riferimenti all’indice Ttf nei relativi contratti attraverso una misura legale e/o regolamentare dell’Ue. Le opinioni divergono sulla fattibilità legale di tale opzione e sui potenziali effetti collaterali di mercati biforcati. L’opzione numero due consiste nell’applicare un prezzo massimo/corridoio al mercato all’ingrosso e creare un meccanismo separato per abbinare domanda e offerta se viene raggiunto il limite di prezzo (ad esempio, tramite transazioni fuori mercato, gare d’appalto, mercato separato).

Le opinioni divergono su questa opzione e non c’è accordo sulle conseguenze che avrebbe, «se sia possibile ed economicamente efficiente oppure se possa portare a razionamento, arbitraggio o sovvenzioni».

Eppure, nonostante quanto annunciato da questi Paesi, all’Europa la lettera non è ancora stata «recapitata»: «Siamo al corrente di articoli che riguardano la lettera» di Belgio, Italia, Polonia, Grecia e Olanda che delinea possibili soluzioni comuni per affrontare il caro gas, «ma secondo le mie informazioni non abbiamo formalmente ricevuto lettere da questi Stati membri». Lo precisa il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles.



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