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Lo sai che? Cambiano le etichette alimentari su valori nutrizionali, ingredienti, provenienza

Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 dicembre 2014

Più tutelato il consumatore che acquista prodotti edibili al supermercato.

Dal 13 dicembre, scatta una mini-rivoluzione per quanto attiene le confezioni dei prodotti alimentari che acquisterai al supermercato. Tra pochi giorni, infatti, cambiano gli obblighi per le aziende che dovranno indicare, in modo molto più completo e chiaro rispetto all’attuale disciplina, origine, valori nutrizionali, ingredienti, provenienza, tipo di grassi, allergeni, ecc.

Le nuove regole europee per le etichette alimentari – imposte, ancora una volta, dalla Comunità europea (da sempre attentissima alla tutela del consumatore) [1] investiranno i più svariati aspetti, compresa la data di scadenza, che dovrà essere riportata non solo sulla confezione esterna, ma anche su ogni singola monoporzione preconfezionata.

Purtroppo, però, la disciplina dimentica ancora una volta di imporre, ai venditori, la trasparenza sugli alimenti sfusi e preincartati, cioè quelli confezionati presso i punti vendita (anche su richiesta del consumatore).

Non è stata accolta neppure la richiesta di inserire le informazioni nutrizionali sul fronte della confezione dei prodotti alimentari (la parte più in vista al momento dell’acquisto): starà a noi girare l’involucro.

Ancora una volta, gli alcolici la fanno franca: sono stati infatti esentati dal riportare in etichetta gli ingredienti e le informazioni nutrizionali.

VALORI NUTRIZIONALI SEMPRE RIPORTATI

Solo a partire da dicembre 2016 diventerà obbligatoria per tutti gli alimenti la tabella nutrizionale.

Diventeranno obbligatorie le informazioni finora facoltative, come quelle su zuccheri e grassi saturi. Le indicazioni relative al sodio vanno invece sostituite con quelle sul sale.

In definitiva la tabella nutrizionale dovrà contenere:

calorie,

carboidrati,

zuccheri,

grassi,

grassi saturi

sale.

Restano facoltativi altri nutrienti, tra cui la fibra.

INDICAZIONE SULL’ORIGINE

L’obbligo di segnalare la provenienza è esteso non solo alla carne bovina (introdotto dopo lo scandalo della “mucca pazza”) ma anche al pollame, suini, ovini e caprini.

Da aprile 2015 dovrà figurare sulla confezione il luogo di allevamento e macellazione anche sulle carni suine, ovine, caprine e sul pollame.

Stretta sulle indicazioni d’origine anche per denominazioni come “Yogurt greco”, che risultano ingannevoli se, per esempio, lo yogurt in questione è stato prodotto con latte tedesco. Per questo motivo, in tutti i casi in cui l’origine dell’ingrediente principale sia diversa da quella presente nella denominazione del prodotto, il regolamento prevede che venga chiaramente specificato.

FACILE LEGGIBILITÀ

Al bando i caratteri minuscoli, indecifrabili per gli anziani. Il nuovo regolamento stabilisce la grandezza minima: l’altezza dei caratteri non può più essere inferiore a 1,2 millimetri. Per i piccoli imballaggi (quelli la cui superficie più ampia non superi gli 80 cm²) il limite scende a 0,90 millimetri.

Rimandati a una futura norma dettagli su colore dei caratteri e contrasto con lo sfondo, escamotage spesso utilizzati dai produttori per rendere poco leggibili informazioni scomode, ma obbligatorie.

GRASSI: MASSIMA CHIAREZZA

Oli e grassi vegetali dovranno essere chiari in confezione. Non si potrà più scrivere, genericamente, nella lista degli ingredienti, parole come “olio vegetale” o “grasso vegetale”. Bisognerà invece precisare, per esempio, che si tratta di “olio di girasole” o “grasso vegetale di palma”.

INGREDIENTI E METODI DI LAVORAZIONE

Ingredienti e metodi di lavorazione di alcuni prodotti alimentari dovranno essere più chiari.

 

Decongelato: se un alimento è stato congelato e poi decongelato per essere messo in vendita, bisognerà che la confezione riporti la dicitura “decongelato” in bella vista.

Data di congelamento: alcuni prodotti congelati come carne, preparazioni a base di carne e prodotti non trasformati a base di pesce dovranno indicare la data di congelamento oltre quella di scadenza.

Imitazioni: quando si sostituisce un ingrediente tipico (per esempio le uova nella maionese) con un altro che invece è un surrogato, questo deve essere menzionato vicino alla denominazione dell’alimento.

Aggiunta di acqua: se nella carne e nel pesce (che si presentano sotto forma di fetta o filetto) viene aggiunta una quantità di acqua che supera il 5% del peso del prodotto finito, bisogna specificarlo vicino alla denominazione del prodotto.

Nel caso in cui il loro involucro-budello non sia commestibile lo si deve chiarire espressamente con la specifica indicazione: “non edibile”.

ALLERGENICI

Gli ingredienti che potrebbero comportare un rischio allergie dovranno essere esplicitati nella lista degli ingredienti con una certa evidenza: in grassetto, in un colore diverso, con una sottolineatura. Nel caso degli alimenti per cui non è previsto l’obbligo di riportare la lista degli ingredienti, il nome dell’allergene dovrà essere segnalato sull’imballaggio dopo la parola “contiene”: per esempio “contiene soia”.

note

[1] Regole previste dal regolamento n. 1169/2011.

Autore immagine: 123rf com


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