Diritto e Fisco | Articoli

Se l’avvocato accetta un incarico contro un suo ex cliente

4 Dicembre 2014


Se l’avvocato accetta un incarico contro un suo ex cliente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Dicembre 2014



Assunzione di incarichi contro una parte già assistita: la deontologia pone precisi paletti.

Non perché un avvocato abbia, in passato, difeso un cliente non può, in futuro, fargli causa per conto di un altro cliente. Infatti, sebbene sussista questo divieto di “conflitto di interessi” durante l’espletamento di un mandato (cosicché un legale non potrebbe, da un lato, assistere un soggetto e, nello stesso, assisterne un altro contro il primo), tale divieto non è “a vita.”

A riguardo, il codice deontologico [1] degli avvocati stabilisce precise regole di comportamento in situazioni come questa.

In generale, ben può l’avvocato assumere un incarico professionale contro una parte già da questi assistita in passato, ma ad una sola condizione: che siano trascorsi almeno due anni dalla cessazione del rapporto professionale con quest’ultima (per esempio: la chiusura della causa, la consegna della consulenza, ecc.).

L’avvocato, però, al di là del suddetto limite del biennio, non può mai assumere un incarico professionale contro una parte già assistita qualora l’oggetto del nuovo incarico non sia estraneo a quello espletato in precedenza. Allo stesso modo, l’avvocato ha comunque il categorico divieto di utilizzare notizie acquisite in ragione del rapporto già esaurito, anche a distanza di molti anni.

Proprio per tale ragione il legale che prima assista entrambi i coniugi per una separazione, poi, dopo qualche anno, non può assisterne solo uno nel relativo giudizio di divorzio (leggi: “L’avvocato che prima ha assistito entrambi i coniugi, dopo non può difendere l’uno contro l’altro”). Proprio il codice deontologico dispone, infatti, che “L’avvocato che abbia assistito congiuntamente coniugi o conviventi in controversie di natura familiare deve sempre astenersi dal prestare la propria assistenza in favore di uno di essi in controversie successive tra i medesimi”. Altrettanto, l’avvocato che abbia assistito il minore in controversie familiari deve sempre astenersi dal prestare la propria assistenza in favore di uno dei genitori in successive controversie aventi la medesima natura, e viceversa.

note

[1] Art. 68 Nuovo Codice deontologico forense (in vigore dal 15/12/2014), Approvato dal Consiglio nazionale forense nella seduta del 31 gennaio 2014, in GU Serie Generale n. 241 del 16-10-2014.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI