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Ora la politica estera italiana cambierà?

14 Ottobre 2022 | Autore:
Ora la politica estera italiana cambierà?

L’elezione di Fontana a presidente della Camera, euroscettico ed ammiratore di Vladimir Putin, fa interrogare sul futuro dell’Italia in Europa (e non solo).

Nei primi due giorni del nuovo Parlamento sono stati eletti sia il nuovo Presidente della Camera, il leghista Lorenzo Fontana, che quello del Senato, il braccio destro di Giorgia Meloni, Ignazio Benito La Russa. Due nomi simbolo di una destra conservatrice e per nulla centrista, che cambiano nettamente l’impronta lasciata dai predecessori lasciando solo immaginare l’Esecutivo che verrà.

In Italia, questi giorni di formazione dei nuovi poteri, che modificheranno la storia della Repubblica, sono preziosi e importanti, e all’estero gli occhi sono puntati sul nuovo Legislativo e sul futuro Esecutivo a guida – con ogni probabilità – di Meloni. Seppur, infatti, le nomine dei Presidenti delle Camere non vadano a incidere ufficialmente sulla politica estera del Paese, possono essere un segnale dell’indirizzo futuro del Governo.

L’elezione di Lorenzo Fontana, «un euroscettico ammiratore di Vladimir Putin», a nuovo presidente della Camera «alimenta nuovi timori sulla direzione della politica estera italiana sotto un nuovo governo di destra». Lo scrive il Financial Times in un articolo dedicato al parlamentare definito «uno stretto alleato di Matteo Salvini nel partito populista della Lega e un oppositore socialmente conservatore dell’omosessualità». La sua elezione, che apre la strada alla formazione del governo presieduto da Giorgia Meloni, commenta il quotidiano britannico, «ha evidenziato le profonde tensioni e la feroce rivalità personale tra i tre leader», Meloni, Salvini e Berlusconi.

«Secondo gli analisti, l’elezione di Fontana a presidente della Camera, riflette il forte potere e l’influenza dell’ala filo-russa della Lega di Salvini, da cui dipenderà la stabilità del nuovo Governo», sottolinea il giornale, ricordando che la leader di Fdi ha invece più volte «denunciato con forza l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e ha promesso di continuare a sostenere l’Ucraina».

«Ma durante la campagna elettorale, Salvini si è apertamente lamentato del prezzo pesante che gli italiani stanno pagando per le sanzioni economiche contro la Russia, evidenziando le tensioni all’interno dell’alleanza di destra», scrive ancora il Financial Times, secondo cui «i dubbi sulla capacità e sull’impegno del nuovo governo di continuare il percorso seguito da Mario Draghi saranno amplificati dall’elezione di Fontana».

Il quotidiano britannico parla anche di Berlusconi, «ormai 86enne e dipendente da assistenti che lo aiutano a camminare, furioso per essere stato eclissato politicamente da una donna che lui stesso ha nominato ministro nel 2008». E cita il biglietto sul quale il leader di Fi ha appuntato le accuse alla Meloni di essere «prepotente, supponente, arrogante e offensiva».



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