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Errori nel 730: come rimediare?

18 Ottobre 2022 | Autore:
Errori nel 730: come rimediare?

Come correggere la dichiarazione già presentata: modi e termini per fare tutte le integrazioni e rettifiche necessarie.

Puntuale come un orologio, hai compilato e inviato il tuo modello 730. E così anche quest’anno hai fatto la tua brava dichiarazione dei redditi. Poi, però, ti sei accorto di qualche dimenticanza e omissione: non hai inserito una detrazione che ti spettava e non hai riportato un piccolo reddito che avevi percepito, per il quale ti era stata applicata la ritenuta. Ora come rimediare a questi errori nel 730? Niente paura: esiste un’apposita procedura di integrazione e correzione da seguire, che ti spieghiamo passo per passo, e con la quale puoi sistemare tutto.

Quando si può correggere il modello 730?

La correzione del modello 730 è un’operazione volontaria, che viene compiuta dal contribuente per rettificare alcuni dati errati o integrare informazioni mancanti e così modificare, a posteriori, la dichiarazione già presentata. Questo serve a prevenire efficacemente le possibili contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, che porterebbero ad una rettifica dei redditi imponibili e delle correlative imposte, con l’applicazione di sanzioni.

Si può correggere il modello 730 in tutte le situazioni di incompletezza o difformità dei dati dichiarati rispetto a quelli effettivi. In particolare, le esigenze più frequenti sono quelle di:

  • inserire oneri deducibili o detraibili che non erano stati indicati (ad esempio, alcune spese mediche o farmaceutiche);
  • dichiarare alcuni redditi percepiti ed omessi, o riportati con importi errati, nel 730 già acquisito dall’Agenzia delle Entrate.

Correzione modello 730: credito o debito Irpef?

Le conseguenze delle correzioni nel modello 730 sono diverse: nel primo caso che ti abbiamo indicato ci sarà una diminuzione della base imponibile, e quindi potrà emergere un credito d’imposta, o un minor debito Irpef, mentre nella seconda ipotesi risulterà quasi sicuramente una maggiore imposta da pagare, dovuta sui “nuovi” redditi che non erano stati dichiarati nel modello 730 originario o che erano stati riportati per un importo incompleto.

In altre parole, la dichiarazione risultante a seguito dell’integrazione potrà essere a favore o a sfavore del contribuente, oppure “neutra” quando non cambia l’imposta da pagare. Qui, però, si apre un bivio, perché nel caso di modifiche a favore è possibile  presentare il modello 730 integrativo (che, come quello base, è abbastanza semplice da compilare), mentre se vi sono modifiche a sfavore occorre fare il modello Redditi persone fisiche, che è più complesso e articolato.

Modello 730 integrativo: quando e come?

Se la correzione delle voci errate o mancanti risulta a favore del contribuente, si può presentare un modello 730 integrativo entro il 25 ottobre dello stesso anno in cui è avvenuta la presentazione (ricordiamo che il termine per la presentazione del modello 730 base è scaduto il 30 settembre).

Il modello 730 integrativo non può essere presentato autonomamente dal contribuente, ma richiede sempre l’assistenza di un intermediario abilitato (Caf o professionista), che dovrà eseguire il controllo di conformità sulla documentazione esibita dal contribuente. Questo significa, all’atto pratico, che il dichiarante deve:

  • presentare solo la documentazione relativa all’integrazione, se il 730 era già stato inviato tramite un Caf o un professionista (infatti la precedente è già in loro possesso e non occorre esibirla nuovamente);
  • presentare tutta la documentazione giustificativa di redditi e spese, se il modello da correggere era stato presentato dal contribuente stesso o tramite il suo sostituto d’imposta (questa regola vale anche nel caso di dichiarazione precompilata che era stata accettata senza compiere alcuna modifica).

Nel modello 730 integrativo bisogna riportare i seguenti codici descrittivi del tipo di correzione compiuta:

  • codice 1 in caso di maggior credito o di minor debito Irpef;
  • codice 2 se la modifica riguarda soltanto i dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio Irpef (è il caso di chi ha cambiato lavoro nel frattempo);
  • codice 3 in presenza di entrambe le variazioni suindicate.

Correzione 730 con il modello Redditi persone fisiche

Se gli errori compiuti in fase di presentazione del modello 730 avevano determinato un maggior debito d’imposta, o un minor credito, la correzione deve avvenire con la presentazione del modello Redditi persone fisiche: non è possibile farla con il 730 integrativo. Viceversa, se si vuole, è possibile presentare il modello Redditi anche per le correzioni che avrebbero potuto essere fatte con il 730 integrativo.

Il modello Redditi potrà essere semplicemente correttivo del modello 730 se viene presentato entro il 30 novembre dell’anno di riferimento (questo è utile per chi non è riuscito a rispettare la scadenza del 25 ottobre, prevista per il 730 integrativo); ma si può presentare un modello Redditi integrativo anche dopo tale data, purché ciò avvenga entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione del 730 che si vuole correggere.

Ovviamente, in questi casi, oltre all’imposta ci saranno da pagare anche gli interessi per il ritardo e le sanzioni per il mancato rispetto delle scadenze previste per i pagamenti Irpef. I versamenti potranno comunque essere regolarizzati con il “ravvedimento operoso“, che consente una notevole diminuzione degli importi. Lo “sconto” è tanto maggiore quanto più il pagamento avviene a minor distanza di tempo dalla scadenza originaria e non rispettata.



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