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Usura: condanna per lite temeraria per chi sostiene il cumulo degli interessi

7 dicembre 2014


Usura: condanna per lite temeraria per chi sostiene il cumulo degli interessi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 dicembre 2014



Per il calcolo dei tassi usurari della banca non si può sostenere che gli interessi corrispettivi si sommino a quelli moratori, posta la diversa finalità.

 

Attenti a non sostenere tesi “maccheroniche” contro le banche: qualche giudice potrebbe prenderla male e non solo rigettare la vostra domanda giudiziale e, per l’effetto, imporvi il pagamento delle spese processuali, ma anche condannarvi al risarcimento nei confronti dell’istituto di credito per “lite temeraria[1].

Così succede a Torino dove il tribunale non tollera che si commetta più l’errore giuridico, nel calcolare l’eventuale superamento del tasso soglia dell’usura nell’ambito di un mutuo, di sommare gli interessi corrispettivi a quelli moratori. I primi infatti si applicano solo sulle rate a scadere del finanziamento, quale giusto corrispettivo dovuto all’istituto per il prestito. I secondi, invece, scattano solo nella fase patologica del rapporto, ossia sul debito scaduto e non ancora onorato.

Sicché, trattandosi di due cose distinte e separate, che non possono convivere nello stesso momento (o si applicano gli uni – in caso di corretto adempimento del contratto – o gli altri – in caso, invece, di adempimento ritardato), gli interessi corrispettivi e quelli di mora non vanno mai sommati. Chi, invece, pretende di sostenere che la banca abbia superato il tetto dell’usura, dopo aver cumulato tali due valori, commette un errore grossolano (sempre secondo tale interpretazione che, invero, è ormai seguita da gran parte dei tribunali, nonostante le prime perplessità). E allora rischia la doppia condanna: spese processuali e lite temeraria.

Legittimo l’ammortamento cosiddetto “alla francese”

Nella stessa pronuncia, il tribunale piemontese si occupa anche del cosiddetto ammortamento alla francese: ossia un piano di rimborso del mutuo graduale, in particolare con rata fissa costante. Secondo la sentenza in commento (così come tante altre dello stesso segno), tale tipo di contratto è pienamente lecito per tre motivi:

1) gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo;

2) alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso del mutuo, essendo tale pagamento periodico della totalità degli interessi elemento essenziale e caratterizzante, in particolare dell’ammortamento alla francese dove la rata costante e la quota capitale rimborsata è determinata per differenza rispetto alla quota interessi;

3) peraltro, visto che la rata paga, oltre agli interessi sul capitale a scadere, anche la quota del debito in linea capitale – quota man mano crescente con il progredire del rimborso – a ciò segue che il pagamento a scadenza del periodo X riduce il capitale che fruttifica nel periodo X+1, ossia si verifica un fenomeno inverso rispetto alla capitalizzazione.

note

[1] Art. 96 cod. proc. civ.

[2] Trib. Torino sent. del 17.09.2014.

Autore immagine: 123rf com

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6 Commenti

  1. Buon giorno, quello che dite e quello che dice il Tribunale è vero…ma solo in alcuni casi. Infatti non si possono e non si devono sommare gli interessi di Mora con il TAN quando non è previsto in contratto, o meglio, quando in contratto all’articolo in caso di ritardo di pagamento di anche sola una rata il mutuatario dovrà corrispondere alla Banca un interesse di “mora pari al 5%” (Numero espresso a caso). MENTRE INVECE se in un altro contratto di Mutuo o Finanziamento l’interesse di Mora è espresso alle seguenti condizioni Contrattuali: “in caso di ritardo di pagamento di anche sola una rata il mutuatario dovrà corrispondere alla Banca un interesse di “mora pari al Tasso pattuito + il 3%” IN QUESTO CASO E SOLO IN QUESTO CASO IL TASSO CORRISPETTIVO “TAN” DEVE E PUO’ ESSERE SOMMATO ALLA PERCENTUALE ESPRESSA NEL 3% IN PIU’. Spero di essere stata chiaro.

  2. Sarebbe opportuno meglio precisare quando si postano tali corrette sentenze.
    Bisognerebbe consigliare alle persone di utilizzare Associazioni Consumatori al posto di ” avvoltoi” della perizia.
    Ed anche l’avvocato che ha depositato la causa ………. Condannerei lui alla lite temeraria e non lo sprovveduto Cittadino.

    Diciamola tutta… le banche hanno sbagliato i contratti…… basta leggerli correttamente.

    Rivolgetevi sempre e solo ad associazioni che fanno gratis le perizie oltretutto.

  3. Attenzione: Bisogna analizzare il caso specifico. La sentenza é in aderenza a quel caso. Nel nostro ordinamento giuridico non esiste il principio dello Stare Decisis, per fortuna.

  4. L’ammortamento francese è assolutamente illegittimo, l’anatocismo insito nel piano è matematicamente dimostrabile.

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