Questo sito contribuisce alla audience di
Cronaca | News

Tetto al prezzo del gas: la soluzione di Bruxelles

18 Ottobre 2022 | Autore:
Tetto al prezzo del gas: la soluzione di Bruxelles

Non basta il risparmio energetico e ridurre gli sprechi: ecco il pacchetto di misure che vorrebbe adottare l’Europa contro il caro energia.

Per far fronte ai prezzi di gas ed energia elettrica l’Unione Europea finalmente cerca di dare una risposta univoca ai fornitori, con un’azione congiunta dei Paesi membri, istituendo un tetto mobile e temporaneo ai prezzi del gas, a breve termine. A lungo, un benchmark complementare al Ttf specificamente concepito per il gas naturale liquefatto (Gnl). Stabilizzatori automatici per limitare la volatilità intraday sulla piazza olandese, una rinnovata spinta agli acquisti congiunti in vista dell’inverno 2023-24. E una stretta ulteriore sul risparmio energetico, per ridurre gli sprechi tuttora diffusi. Sono alcuni dei punti principali del pacchetto di misure in campo energetico che la Commissione Europea dovrebbe presentare questo pomeriggio, secondo la bozza della comunicazione pubblicata da Euractiv.

I consumi di gas russo, osserva la Commissione, sono calati al 9% delle forniture via tubo in settembre e al 14% se si include il Gnl, rispetto al 41% via tubo e al 45% includendo il Gnl nel 2021. Le scorte sono piene al 91%, ma la situazione resta estremamente impegnativa. Pertanto, l’esecutivo Ue propone una serie di misure temporanee.

Anzitutto, si vogliono adottare gli strumenti legislativi per acquistare gas in maniera congiunta: se ne parla dal marzo scorso, ma finora gli acquisti collettivi non sono decollati, come ha spiegato Emmanuel Macron, perché le compagnie avevano la priorità di riempire le scorte a tutti i costi, cosa che ha prodotto un aumento dei prezzi, perché gli acquirenti europei si combattevano a colpi di offerte.

Per evitare che la cosa si ripeta nella prossima primavera, quando andranno ricostituite le scorte in vista dell’inverno 2023-24, che si prospetta più difficile di quello entrante, la Commissione propone di aggregare la domanda a livello Ue, di prevedere una partecipazione obbligatoria al meccanismo Ue di aggregazione della domanda nella misura di almeno il 15% della capacità dei depositi e un sistema di acquisto volontario che permetta alle compagnie di formare un consorzio europeo di acquisto.

Mentre i vaccini anti Covid venivano acquistati dagli Stati, con contratti negoziati dalla Commissione, qui i player sono privati: si passa quindi ad una «cartellizzazione» degli acquisti, per aumentare il potere negoziale Ue, dato che la concorrenza interna si rivela controproducente, in queste condizioni.

Data l’importanza delle infrastrutture di trasporto, trasformazione e stoccaggio del gas, la proposta include regole sulla trasparenza della capacità inutilizzata dei terminali e dei gasdotti, «in caso di congestione a breve termine».

Per essere meglio preparati all’inverno, vengono proposte misure che consentano agli Stati membri di ridurre in via eccezionale i consumi non essenziali, come il riscaldamento degli spazi aperti, per assicurare che il gas non manchi per i servizi e le industrie essenziali. Gli Stati membri «possono ridefinire chi sono i consumatori protetti di gas, a patto che le famiglie vulnerabili siano protette in qualsiasi circostanza».

Dato poi che gli Stati sono troppo lenti nel siglare intese di solidarietà (sono stati siglati solo 6 accordi bilaterali sui 40 possibili), la Commissione propone regole di solidarietà di base, che assicurino che uno Stato in difficoltà riceva gas dagli altri, in cambio di un compenso equo.

Per limitare la pressione rialzista sui prezzi, la Commissione sta sviluppando un benchmark complementare per il gas naturale liquefatto: l’Acer, l’agenzia dei regolatori, dovrebbe raccogliere le informazioni necessarie entro fine anno; l’indice dovrebbe essere disponibile in tempo per la prossima stagione di riempimento delle scorte.

Nel frattempo, la Commissione propone di introdurre un «meccanismo per limitare i prezzi sul Ttf», da attivare in caso di bisogno. Il meccanismo creerà sul Ttf un «limite di prezzo dinamico» per le transazioni, evitando la volatilità estrema ed eccessivi rialzi, come pure la speculazione, che «potrebbe provocare difficoltà nella fornitura di gas naturale ad alcuni Stati membri».

Per limitare la volatilità intraday, dovrebbe inoltre essere introdotto un meccanismo volto a mettere un tetto ai rialzi nella giornata sui mercati dei derivati, caratterizzati da una forte volatilità.

La Commissione poi «svilupperà con gli Stati membri modalità per limitare l’impatto dei prezzi elevati del gas su quelli dell’elettricità». Si tratta dell’estensione della cosiddetta ‘eccezione iberica’, un cap al prezzo del gas usato per la produzione elettrica. L’idea non convince tutti (l’Italia è contraria, perché peserebbe sui conti pubblici) e la Commissione avverte che la proposta comporta alcuni rischi se estesa a tutta l’Ue e che gli Stati membri sono diversi tra loro. Occorre disegnare una soluzione che funzioni per tutti e che sia in linea con l’obiettivo di non aumentare il consumo di gas e di gestire i flussi di gas oltre i confini europei.

La Commissione emenderà poi il quadro temporaneo degli aiuti di Stato, «preservando il level playing field nel mercato unico». Verranno estesi i limiti di tempo per il sostegno pubblico alle imprese e verranno offerte nuove opzioni per sostenere le imprese, che riducano la domanda di energia.

L’esecutivo introduce anche, tramite due regolamenti delegati, misure per allentare la pressione generata sulle utilities, a corto di liquidità per le crescenti margin call (richiami di margine) sui derivati: la soglia di clearing per le controparti non finanziarie viene innalzata a 4 miliardi di euro e viene ampliata la lista di asset che le controparti centrali possono accettare a copertura del rischio, cosa che consentirà alle utilities di usare anche altri tipi di garanzia per onorare i richiami di margine (la notifica che un trader, o un’azienda, riceve quando il saldo del conto scende al di sotto del requisito necessario a mantenere aperta una posizione).

La Commissione vuole poi rendere più flessibile la politica di coesione, consentendo di usare alcuni fondi per sostenere le pmi, combattere la povertà energetica, sostenere l’accesso al lavoro. Le spese per queste misure eccezionali potranno raggiungere il 10% dei fondi nazionali di coesione 2014-20: per il 2023 i pagamenti a questo fine dal bilancio Ue potranno ammontare a 5 miliardi (escludendo ReactEu). Oltre a misure per proteggere meglio le infrastrutture critiche, sono proposte anche norme per assicurarsi che nessuna società possa prenotare capacità nelle infrastrutture per il trasporto del gas e lasciarla inutilizzata.

Infine, la Commissione ricorda ancora una volta che le procedure amministrative e autorizzative per realizzare nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili sono troppo lunghe. Con ReactEu, la Commissione ha già fatto proposte per accelerare le procedure, ma non sono state ancora approvate: vista l’urgenza della materia, l’esecutivo Ue esorta i colegislatori a raggiungere rapidamente un accordo sulle proposte. La Commissione è pronta a proporre un regolamento, quindi una norma Ue direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, per semplificare direttamente i processi autorizzativi per alcuni progetti di energia rinnovabile in modo coordinato e armonizzato nell’Ue.

Nel pacchetto di oggi manca qualsiasi riferimento a un finanziamento comune delle misure necessarie a combattere il caro energia. L’esecutivo comunitario si limita a ricordare che è «cruciale che siano perseguite soluzioni condivise a livello Ue, per evitare soluzioni nazionali, dipendenti dal differente spazio fiscale nei diversi Stati membri». Non viene spiegato come questo si possa ottenere senza un meccanismo di finanziamento comune.



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube