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Il piano del Governo per rottamare tasse e multe

19 Ottobre 2022 | Autore:
Il piano del Governo per rottamare tasse e multe

Il futuro Governo sta ipotizzando come poter aiutare famiglie e imprese a pagare le tasse (e le multe) riducendo i debiti  familiari e aziendali.

Come se i rincari in bolletta e l’aumento del prezzo della vita non bastassero, i prossimi mesi si apprestano ad essere intensi ed onerosi anche sotto il punto di vista di tasse e multe da dover pagare. Se, infatti, grazie al Covid il Governo aveva messo un freno all’invio di cartelle esattoriale e avvisi di intimazione a pagare,  è tutto ricominciato con settembre dello scorso anno. Ora però, a causa dell’aumento dei prezzi che ha colpito a macchia d’olio tutta l’Europa, potrebbe essere complesso riuscire a pagare i propri debiti con lo Stato per famiglie e imprese, motivo per cui la futura maggioranza aveva inserito una pace fiscale tra i punti del proprio programma di Governo. Ora, che il Governo si sta formando e manca davvero poco al suo avvio, uno dei passi imminenti da fare dovrebbe essere riuscire a dare reale vita alla promessa pace, ma come?

L’ipotesi più accreditata è quella di un provvedimento che preveda una nuova rottamazione delle prossime cartelle, con modifiche rispetto alle precedenti. L’obiettivo dovrebbe essere quello di riuscire a fare ordine nel caos esattoriale degli ultimi cinque anni: la nuova sanatoria vorrebbe riuscire a far ripartire nuovamente il contatore per aiutare famiglie e imprese in questo momento difficile. Per perseguire questo scopo una possibilità è quella di concedere la pace fiscale ai carichi affidati alla riscossione fino al 30 giugno 2022, allargando così la platea dei beneficiari anche alle cartelle inviate successivamente al Covid, comprendendo anche i debiti creatisi a causa della crisi energetica (e non solo quelli venuti alla luce a causa di quella pandemica).

Se questa ipotesi si concretizzasse sarebbe possibile pagare il debito con uno sconto di sanzioni e interessi, puntando ad un forfait del 5%, dovendo saldare la parte dell’imposta dovuta, seppur in un periodo più ampio. Tra le novità a cui starebbe pensando il futuro Governo, infatti, c’è quella di introdurre un piano di versamenti più ampio, che parta dai 10 anni, seppur potrebbero non esserci le coperture finanziarie necessarie per realizzare questa possibilità (che potrebbero, invece, bastare solo per un piano quinquennale).

Il nocciolo della questione, del resto, sta sempre qui: i fondi a disposizione del Governo per attuare la misura e, di conseguenza, il suo margine d’azione. Un’altra strada percorribile è quella dello stralcio integrale delle cartelle fino a mille euro (come già successo in passato), considerato che l’ipotesi di cancellare i debiti fino a 3mila euro proposta in campagna elettorale sembra essere economicamente insostenibile per le casse statali. Così facendo anche le multe potrebbero essere «dimenticate» e tra queste anche quasi un milione di atti ancora da recapitare a chi, nei mesi più caldi della pandemia, non ha rispettato gli obblighi vaccinali contro il Covid venendo multato con le mini-sanzioni previste per i trasgressori.

Negli ultimi cinque i Governi che si sono succeduti per aiutare gli italiani a saldare i propri debiti hanno già adottato due distinti interventi di rottamazione:

  • lo stralcio dei mini-debiti fino a mille euro con la pace fiscale nel 2018,
  • la cancellazione dei carichi fino a 5mila euro per chi aveva redditi fino a 30mila euro nel 2021.


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