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Come si fa a capire chi è il passeggero in un incidente stradale?

21 Ottobre 2022 | Autore:
Come si fa a capire chi è il passeggero in un incidente stradale?

Se non si può stabilire chi era alla guida dell’auto al momento dell’incidente, bisogna propendere per il proprietario.

In caso di incidente, il passeggero ha diritto a essere risarcito sempre e per intero, mentre il conducente solo se non ha responsabilità per il sinistro. Ma come si fa a capire chi è il passeggero in un incidente stradale? Molto semplice: basta verificare chi non si trova sul lato del volante. Ma non sempre le cose vanno così. Si pensi a una coppietta che si apparta in una strada sterrata. Lui si sposta sul sedile accanto per scambiare le effusioni amorose ma dimentica di mettere il freno a mano. Così l’auto cade in una scarpata. In questo caso, quando arrivano i soccorsi, non è facile comprendere chi fosse il conducente e, in quanto tale, avesse la responsabilità del veicolo. A chi dei due dunque spetta il risarcimento? 

Sulla questione è intervenuta la Cassazione [1]. La sentenza è anche la scusa per fare il punto della situazione sui diritti del passeggero, ossia il cosiddetto “terzo trasportato”. 

Chi è il terzo trasportato?

Il terzo trasportato è colui che comunemente viene chiamato “passeggero”. Viene detto “terzo” perché è appunto un soggetto terzo rispetto alle parti in causa che, normalmente, in caso di incidente, sono il titolare del veicolo e l’assicurazione. 

Il terzo trasportato è dunque colui che non guida, indipendentemente se si trovasse, al momento dell’incidente, sul sedile anteriore o su quelli posteriori.

Che diritti ha il passeggero?

In caso di incidente stradale, il passeggero ha sempre diritto ad essere risarcito, anche se il sinistro è stato causato da una condotta colpevole del conducente che gli ha dato un passaggio.

Secondo la Cassazione, il terzo trasportato va risarcito anche quando accetta di salire a bordo di un’auto condotta da una persona in evidente stato di ubriachezza.

Chi risarcisce il passeggero?

Il passeggero viene risarcito sempre dall’assicurazione di colui che lo trasportava. È a quest’ultima dunque che deve rivolgersi per ottenere il risarcimento. A tal fine, tutto ciò che il terzo trasportato deve dimostrare sono le lezioni e la sua presenza all’interno del veicolo. Come detto, non deve – come invece il conducente – dimostrare di chi fosse la responsabilità per l’incidente stradale.

Entro quanto tempo il passeggero può chiedere il risarcimento?

Per quanto attiene al termine di prescrizione, si applicano le stesse regole previste per il conducente e il proprietario del veicolo: il passeggero deve inoltrare la domanda di risarcimento all’assicurazione competente entro massimo due anni dall’incidente.

Entro quanto tempo viene risarcito il passeggero?

Il passeggero viene, di norma, risarcito entro breve tempo visto che l’assicurazione non deve fare verifiche preliminari sulle responsabilità. Dovrà tutt’al più verificare l’entità dei danni. In presenza di un CID, l’assicurazione ha 30 giorni di tempo per presentare un’offerta di ristoro economico. Senza CID, invece, il termine si allunga a 45 giorni.

Come si fa a stabilire chi è il passeggero?

Quando, a seguito di un incidente, passeggero e conducente vengono catapultati fuori dall’auto o comunque non si trovano più sui loro originari posti, è necessario stabilire chi fosse il terzo trasportato. Come infatti detto, solo questi avrà diritto all’integrale risarcimento mentre il conducente potrà accampare pretese economiche solo qualora dimostri di non aver avuto alcuna responsabilità nella dinamica del sinistro. 

Secondo la Cassazione, nei casi in cui non è possibile accertare chi fosse effettivamente al volante, il proprietario dell’auto si presume essere stato al volante. 

In altri termini, se a bordo del veicolo coinvolto nel sinistro vi era il proprietario, o altro soggetto affidatario del veicolo, allora si presume che fosse lui il soggetto alla guida. Ai fini assicurativi, l’altro soggetto all’interno della autovettura deve essere considerato come terzo trasportato. 

La Cassazione ha così deciso sul ricorso presentato dai genitori di un ragazzo deceduto a causa di un tragico incidente. L’auto con dentro il giovane e la sua fidanzata, proprietaria della vettura, era precipitata in mare da una banchina portuale con il conseguente annegamento della coppia.

I corpi vennero trovati sollevati dai sedili “quasi a toccare il tetto in quanto privi di cinture di sicurezza”. Mentre il sedile del lato guida si trovava spostato in avanti e quello accanto invece aveva lo schienale reclinato. Sia il Tribunale che la Corte di appello negarono il risarcimento, chiesto in qualità di passeggero dagli eredi, perché non era stata fornita la prova che viaggiasse in qualità di terzo trasportato né quella della circolazione stradale al momento del sinistro. 

La Cassazione ha però completamente ribaltato il verdetto. Per prima cosa, spiega la Corte, anche il veicolo «una volta fermatosi in sosta e senza che alcuno degli occupanti fosse più alla guida (intesa come guida funzionale all’effettivo movimento), deve ritenersi comunque in circolazione».

In secondo luogo, la Cassazione ha detto ha detto che, se non è possibile stabilire chi fosse alla guida dell’auto al momento dell’incidente, questi si presumerà essere il proprietario o chiunque altro, a bordo del veicolo, ne avesse la materiale disponibilità (ad esempio il coniuge del proprietario, il figlio, ecc.).

«Ne consegue – prosegue il ragionamento – che a favore di chi abbia agito per il risarcimento del danno deducendo di essere stato a bordo del veicolo come terzo trasportato o a favore degli eredi che agiscano per il caso che egli sia venuto a mancare nel sinistro e abbiano dedotto la sua presenza come terzo trasportato, qualora risulti accertata la dedotta presenza a bordo del titolare o dell’affidatario (provvisti di idoneità legale di fatto alla guida), si deve ritenere raggiunta la prova dell’essere stato quel soggetto un terzo trasportato».


note

[1] Cass. ord. n. 30723/2022.

Autore immagine: depositphotos.com


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