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Doppia laurea: quante tasse si pagano?

24 Ottobre 2022 | Autore:
Doppia laurea: quante tasse si pagano?

Come funziona l’esonero contributivo per chi vuole frequentare due corsi universitari in contemporanea? Quali sono le soglie di esenzione?

Dall’autunno 2022 gli studenti che hanno ottenuto il diploma di Maturità hanno la possibilità di iscriversi non a uno ma a ben due corsi di laurea. Un decreto del ministero dell’Università e della Ricerca, infatti [1], ha mandato definitivamente in pensione una delle leggi più vecchie che erano ancora in vigore nel nostro ordinamento, cioè un Regio decreto del 1933 che impediva di iscriversi a due facoltà diverse. Viene subito un dubbio: se già ottenere un titolo universitario costa, per una doppia laurea quante tasse si pagano?

Il provvedimento del Mur punta a facilitare le cose ai ragazzi, non a complicargliele. Lo scopo, infatti, è che chi ama i libri e se la sente di impegnarsi possa ottenere più titoli senza inutili perdite di tempo e senza gravare troppo sulla famiglia in termini economici. L’obiettivo, dunque, è dare la possibilità di avere un percorso formativo più ricco senza far diventare i genitori poveri.

A tal proposito, il decreto stabilisce che l’esonero, totale o parziale, dal versamento del contributo onnicomprensivo annuale si applica a entrambe le iscrizioni e non a una sola. Vediamo, allora, come si può ottenere una doppia laurea e quante tasse si pagano.

A quanti corsi universitari è possibile iscriversi?

Con il provvedimento ministeriale che ha abrogato il Regio decreto del 1933, oggi è già possibile iscriversi a due diversi corsi di laurea, di laurea magistrale o di master, anche presso più università, scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale.

È consentito fare altrettanto anche per due corsi di diploma accademico, di primo o di secondo livello, presso le istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica. Non sarà, invece, accettata l’iscrizione contemporanea ai corsi appartenenti alla stessa classe.

Nello specifico, lo studente può frequentare contemporaneamente:

  • due corsi di studio se appartengono a classi di laurea o di laurea magistrale diverse e se i due corsi si differenziano per almeno due terzi delle attività formative, conseguendo due titoli di studio distinti;
  • un corso di laurea o di laurea magistrale e un corso di master, di dottorato di ricerca o di specializzazione, ad eccezione dei corsi di specializzazione medica;
  • un corso di dottorato di ricerca o di master e un corso di specializzazione medica. Nel caso di contemporanea iscrizione a un corso di dottorato di ricerca e a un corso di specializzazione medica, la frequenza contestuale è disciplinata dalle singole università;
  • un corso di dottorato di ricerca o di master e un corso di specializzazione non medica;
  • due corsi ordinari di scuole o Istituti superiori ad ordinamento speciale.

Nel caso in cui uno dei due corsi di studio sia a frequenza obbligatoria (escludendo quelli per i quali tale vincolo sia previsto solo per attività laboratoriali e di tirocinio), è consentita l’iscrizione a un secondo corso di studio che non presenti obblighi di frequenza.

Per agevolare la frequentazione dei doppi corsi, le università possono attivare la didattica a distanza o prevedere modalità organizzative coerenti con una frequenza part-time degli studenti.

Quante tasse bisogna pagare per avere una doppia laurea?

Se poter ottenere due lauree in contemporanea è già una buona notizia per chi punta in alto sulla propria formazione e sulla possibilità di trovare un lavoro alla fine del percorso universitario, lo è anche l’esenzione dal contributo universitario per la seconda iscrizione quando non è in atto anche sulla prima.

Ciò significa che chi frequenta contemporaneamente due facoltà può beneficiare di quelli che il Ministero definisce «strumenti e servizi a sostegno del diritto allo studio» per una sola iscrizione, eletta dallo studente, fermo restando l’esonero, totale o parziale, dal versamento del contributo onnicomprensivo annuale, che si applica a entrambe le iscrizioni, in presenza dei requisiti previsti.

Ad oggi, sono i vari atenei a decidere se, come e quando attuare l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie. In alcuni casi, ad esempio, sono esentati gli studenti che ottengono alla Maturità un voto di 100/100 e lode. In altre università, invece, chi supera l’esame di Stato alla fine del liceo con il punteggio massimo ottiene solo una riduzione dei contributi.

È esonerato dalle tasse universitarie anche chi si iscrive al primo anno e presenta un Isee non superiore a 20.000 euro, poiché rientra nella no tax area. Chi ha un Isee al di sopra di questa soglia, può ottenere uno sconto pari a:

  • l’80% con Isee tra 20.000 e 22.000 euro;
  • il 50% con Isee tra 22.000 e 24.000 euro;
  • il 30% con Isee tra 24.000 e 26.000 euro;
  • dal 20% al 10% con Isee tra 26.000 e 30.000 euro.

Per gli anni successivi al primo, l’esonero dal pagamento delle tasse universitarie è legato al merito, in base ai crediti formativi conseguiti durante l’anno:

  • non meno di 10 Cfu nel secondo anno entro il 10 agosto;
  • non meno di 25 Cfu nei 12 mesi antecedenti il 10 agosto che precede l’iscrizione per gli anni successivi al secondo.

C’è, infine, l’esenzione per invalidità di almeno il 66% e per disabilità certificata ai sensi della legge 104 senza limiti Isee. Occorrerà presentare il relativo certificato rilasciato dall’Asl.


note

[1] DM n. 930/2022 del 29.07.2022.

[2] Regio decreto n. 1592/1933.


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