Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Si può lavorare in cassa integrazione?

24 Ottobre 2022 | Autore:
Si può lavorare in cassa integrazione?

Chi percepisce il trattamento Inps può anche svolgere un’altra attività. Ma c’è una condizione che, se non rispettata, può comportare il licenziamento.

Il trattamento di cassa integrazione ordinaria è il principale ammortizzatore sociale a cui le aziende fanno ricorso in un momento di crisi transitoria e di breve durata. Si tratta di un intervento dell’Inps che copre la retribuzione non percepita dai dipendenti nei periodi di sospensione o di riduzione del lavoro a causa di un momento di crisi transitoria e, comunque, di breve durata. Simile ma diversa nelle motivazioni la cassa integrazione straordinaria, richiesta quando c’è da affrontare una riorganizzazione aziendale o per realizzare processi di transizione, crisi aziendale o contratti di solidarietà. In entrambi i casi, dunque, l’attività viene ridotta o sospesa e, per forza di cose, la retribuzione ne risente. A quel punto, si può lavorare in cassa integrazione per portare a casa qualche soldo in più?

Non c’è un divieto assoluto di farlo ma c’è un vincolo importantissimo che, se non rispettato (come ha avuto modo di ribadire recentemente la Cassazione), comporta la decadenza del trattamento Inps. Vediamo di che si tratta.

Quanto si prende di cassa integrazione?

Il trattamento di cassa integrazione ammonta all’80% della retribuzione globale che il dipendente avrebbe percepito per le ore non lavorate, comprese fra le zero ore e il limite dell’orario contrattuale. La prestazione viene calcolata tenendo in considerazione l’orario di ogni settimana indipendentemente dal periodo di paga.

Se la riduzione viene effettuata distribuendo l’orario su periodi di più settimane, l’integrazione dell’Inps è dovuta, nei limiti indicati, sulla base della durata media settimanale dell’orario. Non è dovuta, però, per le festività non retribuite e per le assenze che non prevedono retribuzione.

Dal 1° gennaio 2022, l’importo del trattamento di cassa integrazione è indipendente dalla retribuzione mensile di riferimento e non può superare l’importo massimo mensile annualmente rivalutato.  Dal 1° gennaio di ciascun anno, detto importo è incrementato in misura pari alla variazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Come viene pagata la cassa integrazione?

Il pagamento della cassa integrazione viene effettuato dall’impresa ai dipendenti aventi diritto alla fine di ogni periodo di paga. L’importo delle integrazioni è di norma conguagliato dall’impresa secondo le norme per il conguaglio fra contributi dovuti e prestazioni corrisposte oppure può essere rimborsato dall’Inps qualora non sia possibile il conguaglio.

Se l’intervento della cassa integrazione viene concesso, la somma pagata ha natura di integrazione salariale ed ha effetto retroattivo fin dal momento della sospensione. Se, invece, non viene autorizzato, la somma ha natura retributiva, con il conseguente obbligo del datore di lavoro di integrare la differenza fino al 100% della retribuzione spettante e di corrispondere i relativi contributi previdenziali.

Significa che il datore deve, comunque, anticipare i contributi sulla somma pagata fino alla formale ammissione.

È possibile lavorare durante il periodo di cassa integrazione?

Come anticipato, non è vietato lavorare durante la cassa integrazione, Tuttavia, la normativa prevede alcuni vincoli.

Il dipendente che intenda svolgere un’attività:

  • di lavoro subordinato per più di sei mesi o di lavoro autonomo, non ha diritto al trattamento di integrazione salariale per le giornate di lavoro effettuate;
  • di lavoro subordinato fino a sei mesi, subisce la sospensione del trattamento di integrazione salariale per la durata del rapporto di lavoro.

Lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa remunerata durante il periodo di sospensione del lavoro con diritto all’integrazione salariale comporta non la perdita del diritto per l’intero periodo ma una sua riduzione proporzionata ai proventi dell’altra attività lavorativa.

Ma, quando si vuole lavorare durante il periodo di cassa integrazione, c’è una condizione da tener ben presente: il trattamento viene definitivamente tolto se il lavoratore non dà preventiva comunicazione all’Inps dello svolgimento dell’attività. La decadenza, quindi, non si limita alle giornate di lavoro effettuate o all’importo equivalente al reddito da lavoro percepito dal lavoratore posto in integrazione salariale ma riguarda l’intero periodo di cassa integrazione.

L’obbligo di comunicazione all’Inps grava sul lavoratore nei casi di:

  • tipologie lavorative per le quali non è prevista la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto da parte del datore;
  • rapporto di lavoro instaurato con datori stranieri sul territorio di uno Stato estero;
  • lavoro somministrato;
  • rapporto con pubbliche amministrazioni.

Il rischio di lavorare altrove mentre si è in cassa integrazione e di non darne comunicazione all’Inps può anche comportare il licenziamento del dipendente. Lo ha stabilito la Cassazione in una recente ordinanza [1].

In particolare, la Suprema Corte ha ricordato che il senso di comunicare precedentemente all’Inps l’inizio di un’attività lavorativa durante il periodo di cassa integrazione è quello di consentire all’Istituto di valutare la compatibilità o meno del nuovo lavoro con l’integrazione salariale in corso di erogazione. Tale compatibilità, ad esempio, potrebbe non esistere se la nuova attività ha carattere prevalente rispetto al lavoro già svolto e in rapporto all’integrazione salariale percepita dall’Inps.


note

[1] Cass. ord. n. 31146/2022.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube