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Lo sai che? Non sai come pagare le tasse? Puoi cedere un quadro allo Stato

Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 9 dicembre 2014

Opere d’arte: l’adempimento dei debiti tributari con la cessione all’erario del proprio pezzo da collezione.

 

Si è molto discusso, in questi mesi, della comunicazione, diffusa dal Ministero della Cultura dello scorso 12 ottobre, di poter saldare il proprio conto con l’erario attraverso la cessione allo Stato di opere d’arte e beni culturali, mobili ed immobili, anche vincolati. In questo modo, il contribuente può estinguere, in un sol colpo, il proprio debito accumulato in tasse come Irpef e imposte sulla successione. Di tanto avevamo già parlato in “Pagare le tasse con le opere d’arte ora si può”.

Arrivano quindi le prime applicazioni pratiche, dopo la ri-costituzione della Commissione di esperti d’arte prevista dalla Legge del 1982 [2] per la stima delle opere da cedere.

È il TAR Lazio a fare da apripista in un campo che, c’è da scommetterci, sarà rispolverato dagli italiani. La sentenza è di questi giorni [3].

È vero, ricordano i giudici amministrativi, i debiti tributari possono essere saldati cedendo opere d’arte, ma è prima necessario trovare l’intesa sul valore delle opere. Le stime dei tecnici del fisco, infatti, non possono essere disattese dal contribuente.

Ben potrebbe avvenire, allora, che il cittadino stimi in modo più elevato un bene rispetto al valore attribuitogli dall’erario.

In caso di contrasto, si potrebbe chiedere l’intervento del Tribunale Amministrativo Regionale (e non, come invece qualcuno potrebbe credere, della Commissione Tributaria Provinciale [4]). Con questa importante precisazione: il tribunale non ha il potere di sostituirsi all’amministrazione dei beni culturali nel potere di definire il corrispettivo dei beni. Il giudice non potrebbe neanche disporre una consulenza tecnica d’ufficio per verificare la stima corretta del bene. Tutto ciò che, al limite, può fare il Tar è verificare la logica e la coerenza della stima effettuata dai funzionari interpellati dall’amministrazione.

note

[1] Legge n. 512 del 2 agosto 1982.

[2] Le norme di riferimento sono quelle sulle imposte dirette (articolo 28-bis del Dpr 602/1973), con princìpi applicabili anche a quelle di successione (articolo 39 del Dlgs 346/1990).

[3] Tar Lazio sent. n. 12266/2014 del 4.12.2014.

[4] Il Tar ha ritenuto di poter decidere la questione perché la valutazione dell’opera non attiene direttamente agli atti impugnabili in Commissione e si ripercuote solo in modo indiretto sugli interessi del fisco, diversamente da come quanto accade sul domicilio fiscale (contestabile innanzi la magistratura tributaria: articolo 59 Dpr 600/1973). La giustizia amministrativa ha prevalso perché la decisione sull’opportunità di acquistare il bene incideva su problemi di bilancio dei Beni culturali prima che sull’interesse alla gestione delle entrate tributarie.

 

Autore immagine: 123rf com


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