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Ponte sullo Stretto, nuovo studio di fattibilità: cosa dice

24 Ottobre 2022 | Autore:
Ponte sullo Stretto, nuovo studio di fattibilità: cosa dice

Secondo un recente studio di fattibilità risulta che l’area dove dovrebbe sorgere il ponte sullo Stretto è in realtà altamente sismica.

Il ritorno del «Ponte sullo Stretto di Messina», spesso utilizzato come esempio di vane e irrealizzate promesse, è stato uno dei cavalli di battaglia della Lega in questa campagna elettorale. E uno dei progetti che, adesso che Matteo Salvini  è a capo del ministero delle Infrastrutture, dovrà cercare di realizzare (ma prima risolvere).

«Il ministro Matteo Salvini, dopo il primo Consiglio dei Ministri che ha confermato anche il suo ruolo di VicePresidente del Consiglio, sta approfondendo i dossier sulle oltre 100 opere pubbliche rilevanti e commissariate in tutta Italia: si tratta di un investimento complessivo superiore ai 100 miliardi di euro». Ha reso noto la Lega.  «Nell’elenco ci sono strade, ferrovie, porti, dighe, caserme, metropolitane, impianti sportivi. Sul tavolo del ministro ci sono anche opere come la Gronda di Genova ed altre di cui si parla da decenni e che nelle intenzioni di Salvini dovranno trasformarsi in realtà come il Ponte sullo Stretto».

«Ci metterò tutta la mia energia» ha detto Matteo Salvini, vice premier e ministro delle Infrastrutture, che a Rtl 102.5 ha citato le sue priorità: «la gronda di Genova, il Ponte di Messina e i cantieri stradali aperti». «Ci sono infrastrutture ferme da 20 anni… Sbloccare i cantieri significare creare sicurezza e creare lavoro».

Eppure, non certo a sorpresa, il ponte sullo Stretto di Messina potrebbe non essere una missione così semplice da compiere, anzi. Nonostante se ne discuta ormai da anni, il collegamento rapido a cui ora punta Salvini potrebbe – ancora una volta – non essere così rapido.

Secondo l’ultimo studio sui fondali marini dello Stretto di Messina e sulla sismo-tettonica di tutta l’area, condotto dal Dipartimento di Scienze biologiche, geologiche e ambientali dell’Università di Catania, il Center for Ocean and Society-Institute of Geosciences dell’Università di Kiel in Germania e l’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la zona è altamente sismica.

Gli studiosi che hanno effettuato l’analisi, infatti, hanno scoperto che nel 1908, quando un devastante sisma colpì Sicilia e Calabria provocando ben 120mila vittime, la possibile faglia da cui si originò la scossa sarebbe proprio nella zona interessata dal ponte dello Stretto. La ricerca si intitola «The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake» ed è stata pubblicata sula rivista internazionale Earth-Science Reviews. Nello studio è illustrato come la faglia sarebbe in grado di scatenare terremoti di magnitudo 6.9, potenzialmente capace di provocare una scossa forte quanto quella di oltre 100 anni fa. Un rischio catastrofico.

Nel corso degli ultimi 20 anni si sono susseguite, con l’alternarsi dei Governi, le più disparate ipotesi per il ponte sullo Stretto. Il Governo Berlusconi nel 2005 aveva portato all’aggiudicazione dell’appalto per la costruzione con un bando internazionale vinto da un’impresa italiana. Secondo il progetto, dal valore di appena 2.9 miliardi di euro, sarebbero stati creati 118mila posti di lavoro, considerando anche tutte le opere connesse nelle aree interessate dalla costruzione. In ogni caso, il progetto era poi morto.

Nel 2021 il Governo Draghi ha affidato alle Ferrovie dello Stato un nuovo studio di fattibilità per la costruzione del collegamento tra l’isola e la penisola, lasciando un anno di tempo per capire se fosse o meno possibile avviare il progetto. Secondo il ministero delle Infrastrutture del governo Draghi (che ora, col Governo Meloni, è nelle mani di Salvini) «sussistono profonde motivazioni per realizzare un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche in presenza del previsto potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi (collegamento dinamico)». Tra le ipotesi illustrate nell’ultimo aggiornamento ufficiale sul progetto, però, è stata inserita anche «l’opzione zero» ossia la possibilità che realizzare il Ponte potrebbe essere inutile e improduttivo.

Spetta ora vedere il nuovo ministro delle Infrastrutture che cosa deciderà di fare.



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