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Le Guide Compensazione tra debiti e crediti verso lo Stato

Le Guide Pubblicato il 9 dicembre 2014

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> Le Guide Pubblicato il 9 dicembre 2014

La compensazione dei tributi statali non pagati con i crediti vantati verso l’erario ha delle regole precise: vediamo quali sono.

In generale il contribuente potrebbe richiedere, ad Equitalia, la compensazione dei propri debiti con i crediti da questi vantati nei confronti dell’Erario. Tale compensazione, però, non è possibile se il contribuente abbia accumulato debiti superiori a € 1.500,00 per i quali è già stata avviata la procedura di recupero [1] da parte di Equitalia. In tal caso, dovrà prima provvedere al pagamento dei debiti scaduti.

Il contribuente può avere un quadro completo della propria situazione debitoria, consultando via internet il proprio estratto conto online negli archivi di Equitalia, in modo da poter utilizzare nel migliore dei modi gli eventuali crediti vantati per la compensazione (leggi: “Come fare per sapere se ho debiti con Equitalia”).

Divieto di compensazione

Il divieto di utilizzo in compensazione riguarda esclusivamente i crediti relativi a imposte dirette (Irpef ed Ires) e relative addizionali, Irap, IVA e altre imposte indirette (ad esempio, imposta di registro, ipotecaria, catastale). Sono quindi esclusi dall’ambito di applicazione i tributi locali e i contributi di qualsiasi natura.

Somme a debito da monitorare

I debiti da tenere sotto osservazione sono quelli iscritti a ruolo (il “ruolo” è l’elenco dei debitori e delle somme da pagare) o risultanti da avvisi di accertamento esecutivi (diventano esecutivi trascorsi 60 giorni dalla notifica, senza che sia intervenuto il pagamento richiesto) per le imposte precedentemente indicate. Sono esclusi i contributi e le agevolazioni erogate a qualsiasi titolo sotto forma di credito d’imposta.

Gli importi accessori comprendono: sanzioni e interessi, aggi, interessi di mora, altre spese collegate al ruolo (ad esempio le spese di notifica).

 

Determinazione del limite di € 1.500,00

Per determinare il limite di 1.500,00 euro, è necessario fare riferimento agli importi per i quali è scaduto il termine di pagamento al momento della compensazione. Per cui, nel caso di più cartelle o avvisi di accertamento aventi importi e scadenze diverse, bisognerà sommare tutti i debiti già scaduti al momento in cui si effettua la compensazione. In caso di debito rateizzato, nel calcolo della soglia di 1.500,00, non andranno computate tutte le rate, ma solo quelle già scadute.

Il divieto di compensazione

Il divieto di compensazione scatta per le cartelle esattoriali e gli accertamenti diventati “esecutivi” il cui termine per il pagamento sia già decorso, ossia, per le cartelle, decorsi 60 giorni dalla notifica.

Il divieto non opera nei seguenti casi:

– se è stata chiesta ed ottenuta la sospensione della riscossione;

– in caso di utilizzo in compensazione di crediti derivanti dal cosiddetto “bonus Irpef” anticipato nel 2014 dai sostituti d’imposta ai lavoratori dipendenti e recuperato con la compensazione [2];

– in presenza di fallimento (o di altre procedure concorsuali) per i debiti iscritti a ruolo scaduti e non pagati, maturati in data antecedente alla dichiarazione di fallimento.

Pagamento del debito scaduto

È possibile superare il divieto di compensazione attraverso il versamento diretto all’Agenzia delle Entrate dell’intero importo del debito scaduto oppure utilizzando il credito stesso per compensare, anche in parte il debito.

Per eseguire il versamento del debito iscritto a ruolo mediante compensazione occorre utilizzare il modello F24, da compilare telematicamente nel modo seguente:

– nella sezione “Accise/Monopoli ed altri versamenti non ammessi in compensazione”, in corrispondenza degli “importi versati a debito”, bisogna indicare il codice tributo “Ruol”;

– nel campo “ente”, va indicata la lettera “R” e nel campo “Prov.” va indicata la sigla della provincia di competenza dell’Agenzia delle Entrate presso cui il debito è stata preso in carico;

– il campo “codice amministrativo”, il campo “mese”, il campo “anno di riferimento” non devono essere compilati.

 

Compensazione parziale

Se il pagamento mediante compensazione è parziale, cioè i crediti riescono a coprire solo in parte i debiti iscritti a ruolo, il contribuente deve comunicare all’Agenzia delle Entrate quali debiti intende estinguere. Tale comunicazione deve essere compiuta tramite il modello “dichiarazione di avvenuta compensazione e/o richiesta di imputazione dei pagamenti”. In mancanza di comunicazione, l’Agenzia delle Entrate estingue i debiti partendo da quelli più datati.

 

Credito eccedente

Se il credito risulta superiore ai debiti, per ottenere il rimborso dell’eccedenza, è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate apposita istanza.

 

Sanzioni

Per ciascuna compensazione compiuta senza che ve ne siano i presupposti, si applica la sanzione del 50% dell’importo dei debiti [3].

note

[1] Si parla di debiti iscritti a ruolo o derivanti da avvisi di accertamento esecutivo.

[2] Circ. AE n. 22/E dell’11.07.2014.

[3] Art. 31, c. 1, d.l. n. 78/10.

Autore immagine: 123rf com


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