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Spid per i minorenni: come si fa?

26 Ottobre 2022 | Autore:
Spid per i minorenni: come si fa?

Le procedure per ottenere l’identità digitale degli under 18 e per l’accesso ai servizi in Rete a loro dedicati.

Lo Spid è solo «roba da grandi»? Niente affatto: anche i minori hanno il diritto alla loro identità digitale. Chi non ha ancora compiuto i 18 anni può attivarlo per accedere ai servizi a loro dedicati. Ma possono richiederlo autonomamente o ci vuole l’intervento dei genitori? Lo Spid per i minorenni, come si fa?

In realtà, il rilascio dello Spid ai minori nella fascia di età da 5 a 14 anni e il suo utilizzo per l’accesso ai servizi online sono consentiti in via sperimentale fino al 30 giugno 2023, per la sola fruizione dei servizi in rete erogati dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Anche dalla scuola dell’infanzia, visto che l’identità digitale può essere richiesta già per un bambino di 5 anni.

Vediamo come funziona lo Spid per minorenni, secondo quanto disposto nelle linee guida dell’AgID, l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Chi rilascia lo Spid per i minori?

Lo Spid è il Sistema pubblico di identità digitale, dotato di Id e password, introdotto al posto delle vecchie credenziali di accesso ai portali della Pubblica amministrazione. L’utilizzo è gratuito, mentre per l’attivazione alcuni provider potrebbero prevedere un costo per il rilascio o per la procedura di riconoscimento.

Ci sono tre livelli di sicurezza dello Spid:

  • primo livello: consente di accedere ai servizi online con login e password scelti dall’utente;
  • secondo livello: l’accesso avviene attraverso Id e password scelti dall’utente, un codice temporaneo generato dal sistema (one time password, cioè una chiave utilizzabile una sola volta) oppure l’uso di un’app dal dispositivo;
  • terzo livello: prevede l’utilizzo di ulteriori soluzioni di sicurezza e di dispositivi fisici (ad esempio, una smart card) che vengono erogati dal gestore dell’identità.

In genere, per ottenere lo Spid l‘utente deve avere a disposizione:

  • un indirizzo e-mail;
  • un cellulare su cui ricevere degli sms di conferma;
  • un documento di identità e tessera sanitaria con codice fiscale.

Per i minorenni, come vedremo più avanti, non è previsto l’obbligo del numero di cellulare.

Lo Spid viene rilasciato da un Identity Provider (IdP) cioè da una società autorizzata a fare questo tipo di procedura e a creare l’identità digitale del cittadino.

Gli Identity provider autorizzati sono:

  • Aruba;
  • InfoCert;
  • Intesa Id;
  • Poste Italiane;
  • Lepida;
  • Namiral;
  • Sielte;
  • Spid Italia;
  • TeamSystem;
  • TI Trust Technologies.

Come richiedere lo Spid per i minori?

La procedura per ottenere lo Spid per i minorenni è la seguente. Innanzitutto, l’Identity Provider mette a disposizione dell’utente un servizio dedicato alla richiesta di rilascio dell’identità digitale in favore dei minori e rende apposita informativa sul trattamento dei dati personali del ragazzino.

I vari passaggi per il rilascio dello Spid devono essere compiuti da un genitore o da chi ne fa le veci, il quale deve:

  • accedere con credenziali di livello 2 (vedi sopra) al servizio reso disponibile dal proprio IdP;
  • inserire i seguenti dati relativi al minore in favore del quale intende chiedere il rilascio dello Spid: nome, cognome, codice fiscale, data nascita;
  • dichiarare la propria qualità di esercente la responsabilità genitoriale sul minore o di essere delegato alla richiesta da parte dell’eventuale genitore non richiedente o di essere l’unico esercente la responsabilità genitoriale sul minore;
  • accettare la ricezione di notifiche (ordinarie o push) da parte dell’IdP per l’autorizzazione all’utilizzo dello Spid da parte del minore.

Successivamente, l’Identity Provider:

  • genera il codice del genitore, composto dal risultato della funzione CRC-32 applicato al codice fiscale del genitore;
  • genera il codice di verifica assegnato al minore (univoco nell’ambito di ogni IdP), associando al codice del genitore un codice casuale di tre numeri;
  • comunica il codice di verifica al genitore, il quale, a sua volta, lo passa al minore.

Il ragazzo, a questo punto, comunica il codice di verifica all’IdP scelto dal genitore mediante il servizio messo a disposizione dal provider, il quale:

  • verifica la presenza dell’autorizzazione del genitore al rilascio dello Spid;
  • identifica il minore attraverso le modalità definite dalla normativa, controllando la corrispondenza della sua identità con i dati precedentemente forniti dal genitore. Se l’identificazione del minore avviene de visu (ad esempio, in videoconferenza) il minore di 14 anni deve obbligatoriamente essere affiancato dal genitore;
  • rilascia l’identità digitale al minore;
  • invia una notifica al genitore con l’indicazione del nome del minore per il quale è stato rilasciato lo Spid.

Per quanto riguarda la fase di identificazione del minore, non è obbligatorio il rilascio di un numero di cellulare del minore (che, quando ancora piccolo, potrebbe non averlo). In tal caso, l’eventuale secondo fattore funzionale alle autenticazioni di livello Spid 2, sarà trasmesso su canali alternativi come, ad esempio, un indirizzo di posta elettronica oppure generato attraverso un apposito dispositivo fisico rilasciato al minore. Resta valida la possibilità di abbinare l’identità digitale del minore ad un numero di cellulare del genitore utilizzabile unicamente per le funzionalità di gestione della sicurezza dell’identità digitale del ragazzino. Non è possibile, invece, utilizzare il telefono del genitore per l’invio del secondo fattore di autenticazione con riferimento all’accesso del minore ai servizi con livello SPID 2

Come può utilizzare lo Spid il minore?

I minori possono accedere con lo Spid ai servizi in rete a loro dedicati in uno di questi due modi.

La prima procedura di accesso riguarda il caso in cui, sulla base delle verifiche effettuate a monte, non debba essere richiesta al genitore l’autorizzazione all’accesso. In tal caso:

  • il minore chiede l’accesso al servizio al fornitore;
  • il fornitore del servizio invia al provider la richiesta di autenticazione;
  • l’IdP effettua la procedura di autenticazione del soggetto minore, comprendente anche la verifica di congruenza fra l’età richiesta dal fornitore del servizio e l’età effettiva del minore: qualora la verifica dia esito negativo, la procedura di autenticazione viene interrotta; qualora invece la verifica dia esito positivo, l’IdP porta a termine il processo di autenticazione del minore presso il fornitore:
  • il minore fruisce del servizio richiesto.

La seconda procedura si applica, invece, nei casi in cui il fornitore debba chiedere l’autorizzazione al genitore per l’accesso al servizio. Accade, in pratica, per i soli minori con più di 14 anni che richiedono un servizio non inserito tra quelli di prevenzione o di consulenza forniti direttamente al minore. In tal caso:

  • il ragazzino chiede l’accesso al servizio del fornitore;
  • il fornitore invia al provider la richiesta di autenticazione;
  • l’IdP effettua la procedura di autenticazione del soggetto minore, comprendente la verifica di congruenza fra l’età richiesta e l’età effettiva del minore;
  • l’IdP invia al minore la richiesta di conferma della sua volontà di chiedere al genitore l’autorizzazione all’accesso: qualora il minore non confermi tale volontà, la procedura di autenticazione viene interrotta; qualora invece il minore confermi tale volontà, la procedura di autenticazione prosegue con i passaggi successivi;
  • l’IdP invia al genitore una notifica contenente il nome e il cognome del minore, la denominazione del fornitore al cui servizio il minore ha chiesto di accedere, la data e l’ora della richiesta di accesso e la richiesta di autorizzazione all’accesso del minore;
  • qualora il Genitore non autorizzi l’accesso, la procedura di autenticazione viene interrotta; qualora invece il fornisca l’autorizzazione, l’IdP porta a termine il processo di autenticazione del minore presso il fornitore;
  • il minore fruisce del servizio richiesto.


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