Aumenta l’IVA su app, musica e prodotti digitali

10 Dicembre 2014
Aumenta l’IVA su app, musica e prodotti digitali

Addio prezzi a 0,90 centesimi: tutti i download potrebbero superare l’euro di prezzo; i consumatori nazionali si vedranno aumentare il costo dei servizi acquistati da fornitori Ue.

Dal 1° gennaio 2015 scatta un’IVA più pesante per chi acquista dal cellulare un’app, un brano musicale o, in generale, qualsiasi servizio elettronico e di telecomunicazioni. È l’effetto delle nuove regole sull’Iva secondo cui, per i download di musica, film, videogiochi, sport, programmi televisivi e di intrattenimento, telefonia fissa e mobile, internet, e-book e abbonamenti o scarico di giornali e riviste sarà applicata l’Iva vigente nel paese del consumatore (ossia colui che acquista il prodotto) e non più, come avvenuto sino ad oggi, quella del Paese del soggetto fornitore.

Questo determinerà una conseguenza particolarmente onerosa per i consumatori. Difatti, i principali “Store” (come Apple, Google e Amazon), nonostante abbiano sede negli Usa, hanno sinora utilizzato le loro sedi europee in Lussemburgo avvantaggiandosi di un’Iva che incide solo per il 15%. Dal 2015, però, tali società per le loro vendite dovranno addebitare e riscuotere l’imposta con le aliquote previste in ciascun Paese di consumo. Così, in Italia, l’Iva passerà dal 15% al 22%. E ovviamente l’aggravio ricadrà unicamente sui consumatori finali che pagheranno di più ogni singolo download.

Così, ad esempio, se dal nuovo anno si scaricherà a pagamento sul telefonino un’app o una suoneria o una rivista proveniente da un fornitore con sede in Lussemburgo, si avrà un aggravio di prezzo del 7% in più.

Ciò vale, però, anche al contrario. Per cui se un artista italiano, attraverso il proprio sito web, vende una canzone in Lussemburgo, dovrà applicare l’Iva al 15% e non al 22%. Invece se la vende in Svezia, dovrà applicare l’imposta sul valore aggiunto prevista in tale Stato, pari al 25%.



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