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Quanto tempo è valido un testamento olografo?

26 Ottobre 2022 | Autore:
Quanto tempo è valido un testamento olografo?

Il testamento scade quando viene sostituito con uno nuovo o revocato dal proprio autore. 

Non sono in pochi a ritenere che il testamento abbia una data di scadenza o che cada in “prescrizione” al pari dei comuni diritti. C’è pertanto chi si chiede quanto tempo è valido un testamento olografo. Ad esempio, un testamento fatto diversi anni addietro e lasciato da sempre nel cassetto o affidato a un terzo, senza tuttavia essere stato mai aggiornato o modificato, può ritenersi valido anche se la data in esso riportata è assai “vecchia”? 

Sul punto non ci sono dubbi: i testamenti non hanno un termine di scadenza. E ciò vale sia per quelli pubblici (ossia fatti dinanzi al notaio) che per quelli olografi (ossia fatti in casa, senza l’assistenza del pubblico ufficiale). Essi quindi mantengono inalterata la loro efficacia per sempre o, almeno, fino a quando non vengono revocati o modificati dallo stesso testatore. Solo quest’ultimo può infatti decidere la sorte del proprio testamento. E può farlo in diverso modo. Vediamo dunque quando un testamento perde valore.

Fino a quando il testamento è efficace?

Il testamento è efficace fino a quando non viene revocato. Ciò lo rende potenzialmente valido in eterno. 

In particolare, il testamento può essere revocato in due modi:

  • in modo esplicito 
  • in modo tacito. 

Analizziamo singolarmente tali due ipotesi.

Revoca esplicita del testamento

La revoca esplicita del testamento richiede una dichiarazione formale che può essere contenuta in un documento apposito o in un nuovo e distinto testamento. La prima ipotesi è piuttosto infrequente: in tal caso il testatore scrive un atto di proprio pugno, lo firma e vi appone la data, in cui dichiara che il proprio testamento (individuato con indicazione della data in cui è stato scritto) deve ritenersi revocato totalmente. 

In alternativa il testatore può redigere un nuovo testamento ove specifichi, in modo chiaro ed inequivoco, che esso sostituisce integralmente quello precedente. Tale volontà potrebbe essere espressa, ad esempio, con le seguenti parole: «Con il presente testamento revoco quello da me stesso redatto in data…, che pertanto non deve più ritenersi valido».

Se alla revoca del testamento non consegue la redazione di uno nuovo che lo sostituisca, l’eredità si divide secondo le regole fissate dalla legge che prevedono la distribuzione del patrimonio con preferenza per i parenti più stretti e, in mancanza di questi, quelli di grado più lontano.

In particolare il Codice civile prevede la seguente linea di successione in ordine di priorità:

  • coniuge;
  • discendenti legittimi e naturali (figli e figli di figli);
  • ascendenti legittimi (genitori e nonni);
  • collaterali (cugini, zii, fratelli e sorelle);
  • altri parenti entro il sesto grado.

In mancanza di tali soggetti, l’eredità finisce allo Stato. 

Revoca tacita del testamento

La revoca tacita del testamento avviene innanzitutto tramite la sua distruzione. Solo il testatore può strappare o bruciare il proprio testamento. Tale atto infatti, se fatto da un terzo non autorizzato, costituirebbe reato. Se alla distruzione del testamento non fa seguito la redazione di un altro testamento in sua sostituzione, l’eredità si divide secondo le regole fissate dal codice civile. 

Un’altra forma di revoca del testamento consiste nella redazione di un successivo testamento ove, senza specificare che il precedente viene revocato, si dispone degli stessi beni in modo differente da come si era fatto prima. 

Così, ad esempio, se nel primo testamento la casa viene lasciata alla moglie e nel secondo, invece, alla figlia, l’ultimo prevale sul precedente che, di conseguenza, perde efficacia, almeno limitatamente a tale disposizione. 

Ben è possibile revocare un testamento solo limitatamente a determinate disposizioni per lasciarlo valido in tutte le altre. È il caso del padre che decida di lasciare il conto a una persona diversa rispetto a quella in precedenza individuata, lasciando però inalterata la precedente ripartizione dell’eredità. Egli, a tal fine, potrà scrivere nel nuovo testamento, quali disposizioni del primo intende modificare. 

Annullamento testamento 

Il testamento perde efficacia infine nel caso in cui venga contestato dagli eredi. I motivi di impugnazione del testamento possono essere svariati. Li elenchiamo sinteticamente qui di seguito:

  • testamento redatto in stato di incapacità di intendere e volere (ad esempio in presenza di una grave malattia che riduca le capacità intellettive);
  • testamento redatto da interdetto o inabilitato;
  • testamento redatto sotto violenza fisica o psicologica (si pensi a chi minaccia un anziano di abbandonarlo e lasciarlo senza cure se questi non farà testamento in proprio favore);
  • testamento redatto sotto l’effetto di dolo, ossia un artificio o raggiro volto a viziare la volontà del testatore. Non basta una semplice lusinga o le adulazioni, anche se fatte solo per interesse. Sono necessari atti volti a trarre in inganno il soggetto (ad esempio facendogli credere esistente un fatto mai avvenuto come l’avergli salvato la vita);
  • testamento redatto per errore (si pensi al padre che creda che una persona è suo figlio quando non lo è);
  • testamento che lede le quote di legittima (ossia le quote che la legge riserva sempre al coniuge, ai figli o, in loro assenza, ai genitori del defunto);
  • testamento redatto con mezzi meccanici;
  • testamento senza data;
  • testamento senza firma;
  • testamento redatto con la guida fisica di una terza persona;
  • testamento redatto da una terza persona, ossia non di pugno del testatore.

In tutti questi casi, il testamento perde efficacia solo a seguito di una sentenza del tribunale. A seguito dell’annullamento, il testamento perde efficacia e l’eredità viene divisa secondo le regole fissate dalla legge in caso di assenza di testamento.



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