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Quando il tradimento è causa di addebito

26 Ottobre 2022 | Autore:
Quando il tradimento è causa di addebito

Cosa comporta l’addebito per tradimento e quali sono le conseguenze sul mantenimento, sul risarcimento e sull’eredità. Come difendersi da una accusa di infedeltà. 

Secondo il nostro codice civile, la fedeltà è uno dei doveri invalicabili del matrimonio, cui non si può derogare neanche se c’è l’accordo tra le parti. Sicché il coniuge che tradisce l’altro rischia il cosiddetto “addebito”: con la sentenza di separazione viene cioè dichiarato responsabile per la fine dell’unione coniugale. Tale responsabilità implica due conseguenze: l’impossibilità di chiedere il mantenimento e la perdita dei diritti all’eredità dell’ex. Ma non sempre il tradimento è causa di addebito. Il tradimento è causa di addebito quando esso sia stato la causa esclusiva della rottura tra marito e moglie. Se invece dovesse risultare che la coppia era già in crisi per ragioni diverse e anteriori, il tradimento non comporta l’addebito. 

Sarà tuttavia bene approfondire il discorso e analizzare tutte le possibili ipotesi che si possono verificare.

Tradimento con il consenso del coniuge

Abbiamo esordito dicendo che la fedeltà è un dovere inderogabile della coppia sposata. Questo significa che non avrebbe alcun valore l’accordo con cui i due coniugi si autorizzano reciprocamente a tradirsi. Il coniuge tradito, nonostante la firma apposta su un documento del genere, potrebbe ugualmente chiedere all’altro la separazione con addebito.

Tradimento per ripicca

Ben è possibile invece tradire per ripicca. Il coniuge tradito è giustificato se, a sua volta, e come reazione per la delusione, intrecci una relazione con un’altra persona. In tal caso, a subire l’addebito è il coniuge che per primo si è macchiato di adulterio. È infatti quest’ultimo l’unico responsabile per la fine della comunione coniugale. 

Quindi la donna che tradisca il marito dopo aver scoperto l’amante di quest’ultimo avrà ugualmente diritto al mantenimento.

Tradimento reciproco

Ben potrebbe succedere però che tanto il marito quanto la moglie si tradiscano a vicenda e lo vengano a scoprire in momenti diversi. Qui, a differenza dell’ipotesi precedente, il tradimento dell’uno non trova causa nel tradimento dell’altro: si tratta di due comportamenti autonomi e indipendenti. Il giudice, in una situazione del genere, pronuncerà il cosiddetto “addebito reciproco” ossia a carico di entrambi i coniugi. Nessuno dei due quindi potrà vantare il diritto al mantenimento e all’eredità dell’ex.

Tradimento perdonato

Il tradimento dà diritto a chiedere la separazione con addebito. Ma non è scontato che ciò succeda. Il coniuge tradito potrebbe anche tentare il perdono. In questi casi è bene distinguere due ipotesi.

C’è la possibilità che il coniuge tradito riaccolga a casa il coniuge fedifrago e tenti di riallacciare l’unità familiare. Ma se, dopo qualche mese, si accorge di non poter superare l’episodio, il fatto che vi sia stato il tentativo di ripristinare la fiducia non gli impedisce di chiedere ugualmente la separazione con addebito.

Si potrebbe però verificare che la coppia superi davvero il momento di crisi e che tra marito e moglie si ristabilisca l’amore e la fiducia. In tal caso, non sarà più possibile chiedere l’addebito in un momento successivo. Così, ad esempio, la moglie che tradisca il marito ma venga perdonata non potrà poi subire l’addebito su richiesta del marito che, dopo qualche anno, viene scoperto con l’amante e, per difendersi, deduca il precedente tradimento di lei.

Tradimento in una coppia già in crisi

Se la coppia è già in crisi per motivi indipendenti dal tradimento, quest’ultimo non è causa di addebito. 

Facciamo qualche esempio. 

Nell’ipotesi in cui il marito tradisca la moglie la quale, senza una valida ragione, rifiuta di avere con lui rapporti e che ormai dorma in un letto separato, la sua infedeltà non è causa di addebito.

La moglie che tradisce il marito andato via di casa o che la picchia e l’umilia non può subire l’addebito.

Non è causa di addebito il tradimento consumato nel periodo in cui i coniugi si sono separati di fatto in attesa di presentare le carte della separazione in tribunale, quando già cioè hanno deciso di sciogliere il matrimonio perché non vanno più d’accordo o non si amano più. 

In tutti questi casi, però, poiché il tradimento è già di per sé sufficiente causa di separazione con addebito, spetta a chi viene incolpato di infedeltà difendersi deducendo che non è stato l’adulterio a determinare la crisi coniugale ma che questa era già in atto e dipende da una causa diversa e preesistente.

Accusa di tradimento: come difendersi

Il tradimento non è solo la relazione fisica. Non è neanche necessaria la prova di un legame tra il coniuge e l’amante. È tradimento anche quello online, come la conversazione segreta in una chat che denunci un coinvolgimento fisico o sentimentale. È tradimento anche l’atteggiamento equivoco manifestato in pubblico con un’altra persona, che possa ledere la reputazione e l’onore del coniuge, anche se non v’è la prova di una relazione concreta ed effettiva.

È tradimento l’amore platonico, quello virtuale. 

Le prove del tradimento possono essere acquisite anche tramite investigatori privati e fotografie, nonché testimonianze. 

Per difendersi dall’accusa di tradimento bisognerebbe dimostrare che non esiste alcuna relazione o legame con il/la presunto/a amante sconfessando ogni eventuale prova acquisita. Oppure bisognerebbe dimostrare che il tradimento non è la causa della crisi ma l’effetto di una crisi già in atto per ragioni pregresse. 

Cosa comporta il tradimento con addebito?

Come anticipato in apertura il tradimento è causa di addebito. L’addebito è la pronuncia del giudice che addossa la responsabilità per la fine del matrimonio in capo a uno dei due coniugi. L’addebito non comporta l’obbligo di risarcire il danno o di versare il mantenimento (il mantenimento è infatti dovuto a prescindere dall’addebito, come conseguenza della disparità di reddito tra i due coniugi). Quali sono allora le conseguenze dell’addebito? Eccole. Il coniuge cui viene addebitata la separazione perde innanzitutto il diritto al mantenimento anche se disoccupato e privo di reddito. Egli inoltre perde la qualità di “erede legittimario”: non ha cioè diritto a una quota del patrimonio dell’ex, qualora questi dovesse morire tra la separazione e il divorzio. Invece con il divorzio, tutti i diritti ereditari cessano a prescindere dall’addebito. In pratica, nonostante la separazione i coniugi restano ancora l’uno erede dell’altro, se non c’è stato addebito. Con il divorzio invece questo non succede più. 

Il tradimento non è causa di risarcimento del danno a meno che non avvenga in modo plateale, ossia dinanzi ad altre persone in modo da ledere la reputazione dell’altro coniuge. 



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