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Le Guide Equitalia: effetti della rateazione. Se il contribuente non ha i soldi per pagare la cartella

Le Guide Pubblicato il 10 dicembre 2014

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> Le Guide Pubblicato il 10 dicembre 2014

Dilazione: gli effetti sull’ipoteca e sui pignoramenti in corso.

Da ieri, sul nuovo sito di Equitalia, il contribuente può presentare, direttamente online, le istanze di rateazione di cartelle, avvisi di accertamento e/o avvisi di addebito Inps per debiti fino a 50mila euro. Per la prima volta, infatti, rispetto al passato, il contribuente può evitare di recarsi direttamente allo sportello di Equitalia o di spedire tramite raccomandata a/r l’istanza di dilazione, potendo d’ora in avanti trasmetterla dalla propria postazione internet.

Cos’è la rateazione e quali effetti ha

Se il contribuente non è in grado di effettuare il pagamento del debito maturato con Equitalia in un’unica soluzione, può richiedere all’Agente della Riscossione la rateazione del debito, ossia una dilazione dei pagamenti in rate mensili.

Nello specifico, egli può chiedere:

1. la rateazione ordinaria della durata massima di 72 rate (mensili): in caso di temporanea situazione di obiettiva difficoltà, (mensili). In tal caso, per debiti fino a 50.000 euro, Equitalia non fa alcuna valutazione dell’istanza (che non deve essere neanche documentata) e concede la rateazione a semplice richiesta motivata. Invece, per importi superiori a 50.000 euro, Equitalia valuta l’effettiva ricorrenza in concreto della temporanea obiettiva difficoltà;

2. la rateazione straordinaria della durata massima di 120 rate (mensili): in caso di comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica e per ragioni estranee alla propria responsabilità.

È possibile calcolare preventivamente in quante rate si può dilazionare una cartella attraverso un simulatore di calcolo disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it.

La rateazione può essere richiesta anche a rate variabili e crescenti, anziché a rate costanti. L’importo minimo di ogni rata non può essere inferiore a 100,00 euro.

A partire dal 2015, i possibili piani di dilazione saranno direttamente allegati alla cartella di pagamento.

Si decade dalla rateazione a seguito del mancato pagamento di otto rate anche non consecutive. In tal caso, il contribuente è considerato in mora a partire dalla data di scadenza dell’ultima rata pagata. Inoltre, l’intero importo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in un’unica soluzione.

Se il contribuente è decaduto da una precedente dilazione, non può ottenere una nuova rateazione per i suddetti ruoli già dilazionati. Egli può, però, ottenere la dilazione per ulteriori somme iscritte a suo carico nel caso in cui effettui il pagamento in un’unica soluzione delle precedenti somme non onorate. Il suddetto limite, che vincola la possibilità di subordinare ulteriori dilazioni al pagamento del pregresso carico, è contenuto solo in una direttiva di Equitalia [1], e non già in una legge. Ebbene, poiché le direttive dell’Agente della Riscossione non sono fonti del diritto, e quindi vincolano solo l’ente e non la collettività, secondo alcuni interpreti ben potrebbe il contribuente pretendere – eventualmente ricorrendo al giudice – un nuovo piano di rateazione per nuove cartelle, nonostante per le altre sia decaduto da una precedente rateazione.

Effetti dell’istanza di rateazione

L’istanza di dilazione ha degli indubbi vantaggi.

Innanzitutto nelle somme rateizzabili, che comprendono gli interessi di mora e gli aggi, non vengono calcolati i diritti di notifica della cartella di pagamento e le spese sostenute da Equitalia per eventuali procedure di riscossione coattiva già intraprese.

Inoltre l’istanza tempestivamente presentata

– impedisce l’avvio di azioni cautelari (ossia l’iscrizione dell’ipoteca) ed esecutive (eventuale pignoramento), se non nel caso di rigetto dell’istanza o di decadenza;

– impedisce il blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione;

 

– gli eventuali pignoramenti già notificati sono abbandonati;

– il contribuente non è considerato inadempiente e può partecipare a gare di affidamento delle concessioni e degli appalti ai lavori, forniture e servizi pubblici.

L’istanza presentata oltre il termine di pagamento è comunque ammissibile, ma non sospende eventuali procedure esecutive già in corso.

note

[1] Direttiva Equitalia n. 2008/12 del 27.03.2008.

Autore immagine: 123rf com


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