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Se il contribuente varia indirizzo o domicilio fiscale: quando la notifica è nulla


Se il contribuente varia indirizzo o domicilio fiscale: quando la notifica è nulla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 dicembre 2014



Equitalia: la modifica della residenza non sempre ha effetti per il fisco.

Cambiare indirizzo o residenza non sempre serve a evitare la notifica della cartella di pagamento o dell’avviso di accertamento. In alcuni casi, il tentativo di consegna al vecchio indirizzo resta comunque efficace e valido. Vediamo quando ciò accade. Con una preliminare precisazione. Secondo la Cassazione, è valida la notifica effettuata presso la residenza effettiva del destinatario dell’atto, a prescindere dall’indirizzo – eventualmente diverso – che risulta dai registri dell’anagrafe. Pertanto, sebbene i registri in Comune indichino un indirizzo diverso, se il contribuente viene raggiunto dal postino in un altro luogo ove risulti effettivamente residente (in base a elementi gravi, precisi e concordanti come potrebbero essere le testimonianze dei vicini di casa), la notifica si considera comunque valida (leggi “Notifica: non conta la residenza che risulta all’anagrafe ma quella effettiva”).

Tornando al problema del cambio di residenza, occorre innanzitutto distinguere tra variazione di indirizzo nell’ambito dello stesso Comune e vera e propria variazione di domicilio fiscale dovuta al trasferimento in un Comune diverso.

VARIAZIONE DI INDIRIZZO

La variazione di indirizzo ha effetto ai fini delle notifiche, dal 30° giorno successivo a quello:

  • – dell’avvenuta variazione anagrafica per le persone fisiche (senza alcuno specifico obbligo di comunicazione all’Ufficio tributario competente [1]);
  • – dalla ricezione, da parte dell’Ufficio, di apposita comunicazione di variazione dati IVA per le società e gli enti o del modello di comunicazione all’anagrafe tributaria di richiesta di attribuzione del codice fiscale, per i soggetti non obbligati alla dichiarazione IVA. In mancanza di comunicazione, la notifica dovrebbe ritenersi valida all’ultimo indirizzo comunicato.

Dopo il decorso di tale termine di 30 giorni, l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia devono notificare gli atti al nuovo indirizzo.

Questo vuol dire, per esempio, che se il contribuente ha variato indirizzo il 1 gennaio, tutte le notifiche intervenute fino al 30 gennaio potranno essere effettuate al vecchio domicilio. Con la conseguenza che il destinatario ben farebbe a verificare, periodicamente, se siano pervenuti tentativi di notifica, anche con deposito alla Casa Comunale. Invece dal 1° febbraio in poi, le notifiche andranno effettuate al nuovo indirizzo.

VARIAZIONE DI DOMICILIO

Le variazioni di domicilio fiscale dovute al trasferimento nel territorio di un Comune diverso da quello di provenienza hanno effetto dal 60° giorno successivo a quello in cui si sono verificate, senza che sia richiesto alcun obbligo di comunicazione da parte del contribuente.

Dopo il decorso di tale termine di 60 giorni, l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia devono notificare gli atti al nuovo indirizzo.

Ne consegue che il mutamento di domicilio fiscale è opponibile all’ufficio solo dopo decorsi 60 gironi dallo spostamento.

Nell’esempio di prima, le notifiche effettuate entro i due mesi successivi allo spostamento potranno essere valide anche se al vecchio indirizzo.

Comunque, la Cassazione [2] ha ritenuto che sia atto idoneo a rendere l’Agenzia delle Entrate a conoscenza del nuovo domicilio fiscale la sua indicazione in dichiarazione dei redditi.

DOMICILIAZIONE

Il contribuente potrebbe eleggere domicilio, ai fini della notifica degli atti tributari, presso una persona o un ufficio che siano posti nel Comune del proprio domicilio fiscale (di norma il commercialista), tramite apposita comunicazione effettuata al competente Ufficio tramite raccomandata a.r. o in via telematica, utilizzando il modulo disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

L’elezione di domicilio ha effetto dopo il 30° giorno dal ricevimento della comunicazione. Da tale momento, l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia devono notificare gli atti a questo nuovo indirizzo. È nulla la notifica effettuata presso il domicilio fiscale piuttosto che presso quello eletto [3].

note

[1] Cass. sent. n. 4997/2001.

[2] Cass. sent. n. 11170/2014.

[3] Cass. sent. n. 6114/2011.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. titolare di partita iva vuole variare la residenza anafrafica in altra provincia, le viene cambiata la partita IVA?

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