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Quando il padre abbandona la famiglia e scappa all’estero

6 Febbraio 2012
Quando il padre abbandona la famiglia e scappa all’estero

Reato abbandonare la famiglia e scappare all’estero: il padre/marito ha l’obbligo giuridico di assistenza familiare nei confronti di moglie e figli.

Essere padre non è solo un dovere giuridico, ma prima ancora un “principio etico dell’ordine familiare”: parole del Tribunale di Padova [1], che ha condannato a sette mesi di reclusione un padre il quale, per tornare al proprio Paese d’origine, ha abbandonato in Italia la famiglia con cinque figli minori.

Non ha lasciato indirizzo, numeri di telefoni né alcun’altra traccia l’uomo, venendo così meno agli obblighi di assistenza familiare. Tali obblighi impongono a entrambi i coniugi (né dunque solo all’uomo, né solo alla donna) di procurare il minimo sostentamento alla propria famiglia e, in particolar modo, ai figli.

Il mancato rispetto di questo obbligo, nel nostro ordinamento, è un reato [1]: tanto nei confronti dell’altro coniunge, quanto dei figli. Se tuttavia, nel primo caso, affinché la Procura della Repubblica possa procedere è necessaria la querela della persona offesa, nel secondo caso, invece, essa può agire anche d’ufficio.

 

 



note

[1] Trib. Padova, sent. 06.02.12.

[2] Art. 570 c.p.: “Chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla patria potestà, o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da euro 103 a euro 1.032.

Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:

1) malversa o dilapida i beni del figlio minore o del pupillo o del coniuge;

2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa.

Il delitto è punibile a querela della persona offesa salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma.

Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un’altra disposizione di legge”.


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14 Commenti

  1. Qualcuno, gentilmente , mi può spiegare come si fa a notificare il pagamento degli alimenti verso un figlio abbandonato se non si hanno più notizie del padre che non vive più paese di residenza nel quale non abita più da tre anni perchè per motivi lavorativi si sposta sempre da una parte all’altra dell’Europa? Sto vivendo un dramma personale molto angosciante. Due anni e mezzo fa ho avuto un figlio da una breve relazione con un cittadino Europeo e solo due mesi fa son riuscita ad ottenere legalmente il riconoscimento di paternità. Lui , dopo false promesse circa l’adempimento ai suoi doveri finanziari verso il minore, ha chiuso i contatti alla nascita del bambino e dopo qualche mese, a scadenza del suo contratto lavorativo è pure scappato all’estero. Affinchè le notifiche potessero avvenire validamente ho dovuto sputare sangue e passare giorni e notti in bianco su internet a cercare ogni possibile contatto o informazione che mi portassero a lui, rovinandomi la salute e sottraendo tempo ed attenzioni al neonato. Dopo varie ricerche trovo il suo posto di lavoro. Si notifica. Lui firma l’avvenuta notifica ma ne ignora il contenuto perchè non si presenta al test del DNA. Il giudice stabilisce l’ultima udienza , poi riunisce il consiglio nel mese di Giugno dove si decide la sentenza che però verrà depositata in Dicembre! Clamoroso e vergognoso sistema di INgiustizia! Nel frattempo il padre fa in modo di organizzare la propria fuga licenziandosi dal suo posto lavorativo. Ora, dopo due anni e mezzo, mi ritrovo con una sentenza che richiede il pagamento di alimenti ma non so che farci (potrei incorniciarla ed appenderla al muro , nella cameretta di mia figlia) perchè non so più dove ed a quale indirizzo notificare! Un mese fa ho provato a mandare la notifica nel suo paese di residenza , dove di fatto non abita, e sono ancora in attesa di risposta che già so, sarà negativa: destinatario irreperibile. Mi han detto che potrò rendere la sentenza penale così il padre verrà condannato al pagamento ed alla reclusione (che non gli farebbe male a sto punto) ma non ho più possibilità economiche da sprecare in avvocati. E quanto tempo passerà prima che arrivi il sostentamento economico richiesto?
    Questo è il modo vergognoso con cui la nostra legge tutela i nostri figli. Vergogna! Non solo il danno viene provocato dall’offensore, ma anche la legge si fa beffa del caso portando la parte offesa all’esasperazione.

    1. Il problema non è ovviamente la notifica – che può essere fatta, nel caso di destinatario irreperibile, ai sensi dell’art. 143 c.p.c. Ma l’esecuzione della sentenza. Ovviamente qui ci scontriamo con un sistema che non riguarda solo il diritto di famiglia, ma ogni tipo di processo. Vero è che il procedimento penale sarebbe una spada di Damocle piuttosto forte, ed è anche vero che lei potrebbe costituirsi parte civile per ottenere anche il risarcimento del danno.

  2. Infatti, questo sistema giudiziario è talmente superficiale ed oggettivo che invece di trattare ogni caso nella sua individualità e quindi valutarne l’effettiva urgenza, pone tutto sullo stesso piano con la scusa che “tanto in Italia i processi vanno così… per le lunghe”. Questa frase mi è stata ripetuta più volte dal cancelliere del tribunale con cui più volte mi sono scontrata telefonicamente. Questo non è un caso di diverbi tra vicini di casa, spartizione di beni o quant’ altro, qua, avvocato, c’ è di mezzo un bambino, un minore, che non ha colpa alcuna se non quello di essere venuto al mondo, in un mondo ostile, dove persino la giustizia sembra fregarsene. Questo è un caso di un minore abbandonato non solo dal padre ma anche da una giustizia negligente. 2 anni e mezzo, dico, 2 anni e mezzo, per ottenere una sentenza (tra l’altro ingiusta per quanto concerne l’importo economico da pagare nei confronti del minore) che si poteva benissimo scrivere nel giro di poco tempo, senza nemmeno richiedere il test DNA dal momento che il soggetto accusato, ha desistito dall’ apparire in tribunale quando gli è stato richiesto, ma ha pure permesso il reinvio della prima udienza depistando il corso della legge, attraverso menzogne raccontate agli ufficiali giudiziari. Non bisogna essere grandi geni per capire il tipo di situazione e quindi agire con rapidità, dal momento che il soggetto in questione trattasi di cittadino straniero del quale poco si conosce. Nessuno ha idea degli irreparabili danni psicologici, emotivi, fisici (si , pure fisici, perchè uno finisce per ammalarsi quando viene preso da ansia, nervosismo ed insonnia) esistenziali che la lentezza ed il menefreghismo di questo nostro sistema anacronistico comporta a chi si deve addossare tutte le responsabilità morali e finanziarie, inclusa la difficoltà di relazionarsi al minore con serenità dal momento che la precarietà finanziaria porta a tutta una serie di scompensi emotivi che si riversano sul bambino che non c’entra nulla.
    E di ciò ne è responsabile chi opera nel settore giudiziario.
    Il padre tanto è sparito, continua la sua vita come nulla fosse, ha avuto tempo a sufficienza per spogliarsi dei propri beni e magari venderli a terzi , e chissà quali altri disastri sta provocando in giro per il mondo ad altre innocenti vittime che si fanno abbindolare al suo fascino, ignare della sua seconda vita (come lo successe a me all’epoca del fatto).
    Per tali soggetti, la legge dovrebbe prevedere la possibilità di una denuncia penale immediata, senza passaggi civili. Sei il padre? Non lo sei? Ok, ti facciamo il test del DNA immediato. E qui, sono della convinzione che è il diritto che è marcio. Invece di tutelare la parte offesa la scoraggia ( perchè settimane d’attesa che diventano mesi ed anni, aspettando che qualcosa succede, ma nulla succede, indeboliscono lo spirito tanto da pensare di rinunciare a portare avanti la causa), e permette all’accusato non solo di predisporre tutte le strategie e difese possibili, ma anche di mettersi in salvo in qualche luogo della terra irragiungibile. Ho fatto una denuncia penale per “dichiarazione di falso a pubblico ufficiale”. Son passati 13 mesi e non ho avuto ancora risposta. Noto quindi che in Italia le forze dell’ordine si muovano a fare indagini solo se ci scappa il morto…..
    Da tutta questa vicenda, ho imparato che se non hai dei fondi economici personali per mantenere il figlio, pagare consulenze legali ed intraprendere una causa giudiziaria di questo tipo, non potrai mai fare giustizia, e tuo figlio rimarrà, scusate il termine, “bastardo” a vita.
    Che se ne fa uno di una sentenza , se appunto, non riesce a renderla esecutiva? Ti dicono tutti “beh , prima o poi i nodi arrivano al pettine”….già ma quando? Premetto: 80 euro per ogni notifica all’estero….e due mesi per ottenere risposta di notifica…ad un certo punto, insieme alla pazienza terminano pure le finanze perchè piuttosto di buttare denaro al vento preferisco utilizzarlo per tutelare mio figlio e me stessa.
    I nodi arrivano al pettine solo se apri il portafoglio per pagare ulteriori consigli legali e notifiche all’estero. A sto punto il risarcimento del danno lo pretendo, non solo il padre, ma pure da questo sistema malsano costituito da vecchi giudici addormentati, cancellieri maleducati ed ufficiali giudiziari che non sanno svolgere il loro lavoro come si deve. Ho implorato il giudice diverse volte, mandandogli solleciti e prospettandogli la situazione d’urgenza che si prospettava, visto che il padre di mia figlia era in procinto di abbandonare il suo posto lavorativo. Nulla è valso per smuovere il corso della legge che sembra considerare quest’ imperdonabile lentezza come una “normalità” del nostro sistema. E meno male che l’ Europa ci ha pure condannati per questo. Il mio pensiero va a tutte quelle donne che si trovano nella mia stessa situazione e che non hanno la possibilità di intraprendere un azione giudiziaria e far quindi giustizia ai propri figli per via delle scarse possibilità economiche (sappiamo tutti che affidandosi agli avvocati d’ufficio non se ne cava piede…). La mia fortuna è stata quella di avere un amico avvocato clemente che si è preso carico del mio triste problema, altrimenti, questa battaglia non sarebbe mai potuta cominciare. Io questa battaglia la porto avanti perchè ormai ci sono dentro, ma i danni esistenziali che ho subito nell’intraprendere questo cammino comincio a pensare che mai verranno considerati. Mi scuso per lo sfogo, ma mi viene difficile riuscire ad essere lucida ed oggettiva quando parlo di questa logorante vicenda.

    1. Partecipiamo con Lei della sua pena come persone altrettanto danneggiate da un sistema giudiziario inefficiente e indifferente

  3. Un padre che divorzia e lascia nei debbiti la famiglia, all’eta’ di 53 anni. La famiglia viene condannata da un giudice a pagare gli alimenti.Adesso all’eta’ di ottantatre anni percepisce la pensione sociale piu’ gli alimenti. Il padorne di casa sua, lo vuole sfrattare perche’ non pulisce e ha reso l’appartamento invivibile( da quanto e sporco bisognerebbe bonificarlo da impresa di pulizie specializata) Ma possibile che la famiglia sia sempre responsabile di tutto quello che lui fa’?? ci sembra di vivere in un incubo.

  4. B. giorno avvocato, le volevo dire che conosco u padre divorziato che ha sempre seguito la figlia con molte difficoltà, con cui con la mamma di questa bambina non cè nessun rispetto lei lo ha preso come un bancomat gli fa causa su cause per nulla è vince sempre, questo padre vuole scappare dall’ italia. Cosa può fare?

  5. mi aiutate su un testo cioè : ” tuo padre e all’estero per motivi di lavoro scivo una lettere cosa posso scrivere????

  6. conosco una persona che ha abbandonato la figlia in tenera eta’ e sta’ vivendo in un isola tropicale thailandese solo per egoismo, parassita vive alle spalle dei genitori anziani in pensione, nel quale ha lasciato la figlia, questa piccola creatura soffre e lui non e’ interesato a lei, lo possiamo definire DELINQUENTE?

  7. non non si può definire delinquente…si deve anche tener conto delle leggi italiane e delle donne in generale…che spesso costringono i migliori mariti alla fuga se non vogliono finire a vivere sotto un ponte—-meditate

  8. Lasciatemi dire che a volte le sofferenze di un padre sono tali e tante, anche a causa della condotta di un figlio adolescente, che vien davvero voglia di fare due dei gesti più disperati: piantare tutto e fuggire senza lasciar traccia oppure, in estrema ratio, propendere per il suicidio? A cosa serve continuare a vivere così ?

  9. mi sorge però un dubbio cervellotico:
    se si viene a sapere che il padre vuole espatriare non lo si può fermare.
    prevedendo il reato una pena non idonea all’applicazione delle misure cautelari personali (fosse anche il divieto di espatrio), il PM ha le mani legate… o mi sbaglio?

  10. Salve, mio figlio, nato in Francia da padre francese e madre italiana non sposati e riconosciuto prima della nascita, non vede suo padre che ogni 6 mesi o piu poiché da che aveva 4 mesi ( adesso ne ha 4 anni ) il padre é sempre andato via lasciandomi e rendendosi irreperibile. Irreperibile su telefono, email, e persino con la complicità di madre padre e fratelli e sorelle. . Non avendo io i diritti sociali in Francia a quel tempo , ed essendo disoccupata ho vissuto innumerevoli peripezie completamente sola con mio figlio, aiutata economicamente dalla mia famiglia che dall’Italia mi ha sostenuto. Da un anno sono tornata in Italia su consenso del padre con il quale c era stato un leggero riavvicinamento e una frequentazione pubblica come coppia riunita.. ma tutto è tornato vano dal momento che qualsiasi accordo e progetto espresso con questa persona si è nuovamente vanificato quando lui dopo le ultime vacanze di natale é nuovamente sparito e ha ricominciato a rispondermi bruscamente ai messaggi . Beh io ho bisogno di regolarizzare la mia situazione, sono iscritta all AIRE ma non ho residenza in nessun posto dal momento che gli alloggi in Francia sono stati tanti e l’ultimo era una domiciliazione proprio da lui in un monolocale che ha disafittato recentemente. Devo immatricolare in italia il mio veicolo di cui pago un assicurazione collegata ad un indirizzo estero in cui non vivo piu ergo assicurazione non valida sebbene la paghi, avere una tutela sanitaria che adesso non ho ne per me ne per mio figlio, pago il pediatra e tutte le cure , e poter inserire mio figlio a scuola. So che questa persona non potrà mai permettersi economicamente e anche filosoficamente di pagarmi gli alimenti , non ho intenzione di chiedere cio, ma io vorrei almeno tutelare la relazione che nel quotidiano da che ha vita ho con mio figlio e poter costruire la sua istruzione senza il ricatto che venga portato via da lui che per adesso è stato assolutamente assente, nonostante i momenti difficilissimi del mio personale che ho dovuto attraversare non mostrando un briciolo di umanità.

    Io non so come si svolge il processo di dichiarazione di abbandono. a chi devo rivolgermi ? come ?

    Quando mio figlio aveva 13 mesi , in francia, chiesi consiglio ad un assistente sociale per la sparizione del padre/mio compagno e su come io sostenermi economicamente non potendo lavorare essendo h24 sola con mio figlio, e mi fu detto che dal momento che non avevo denunciato l abbandono di famiglia non avevo nessuna tutela anzi se fossi andata in italia avrei IO rischiato l accusa di rapimento di minore. in gendarmeria mi dissero che non potevo nemmeno denunciare la scomparsa di persona poiché se si trattava di un allontanamento volontario io non potevo denunciarlo.. io poi a quel tempo , ma ancora adesso , non desideravo fare guerra a questa persona ma piuttosto che tornasse ad fare il padre quindi non ho mai denunciato.. finendo persino poi quando è episodicamente tornato anche col passare io dalla parte del torto della” donna italiana attaccata alla famiglia che gli impediva la liberta”.. poiche gli assistenti sociali che consultammo nel tentativo di parlare e organizzare dei tempi col piccolo volevano imporre la “garde alternee” alla moda in francia cioe tenere il bambino ( di 2 anni all epoca) una settimana da un genitore e una settimana dall altro .. io mi opposi poiché ritenevo che per un capriccio del padre avremmo trattato nostro figlio come una valigia e non mi importava nulla delle loro mode poiche avevo la mia idea di accudimento. La storia è molto lunga e articolata ma in breve questa persona appare e scompare quando vuole creandomi ferite dell anima profondissime a ogni nuovo abbandono e da cui ho l obbligo pure di riprendermi essendo h24 sola con mio figlio( non ho genitori che facciano i nonni e melo tengano ) al quale cerco di non svelare i miei risentimenti raccontandogli che ” papa non viene perche sta scalando una montagna altissima” “papa non telefono perche deve aver perso il telefono nel bosco” “forse il computer di papa per le videochiamate ha la batteria scarica”:. per tutti i bidoni su bidoni e l assenza continua che questa persona ci regala.

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