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Infortunio in cantiere: chi è il responsabile?

1 Novembre 2022 | Autore:
Infortunio in cantiere: chi è il responsabile?

Quando viene attribuita al committente la colpa di un incidente durante i lavori di manutenzione straordinaria e quando ne risponde l’impresa.

Quando si appalta un lavoro di manutenzione straordinaria in un edificio, la responsabilità della sicurezza in cantiere non grava solo sull’impresa edile chiamata ad effettuare le opere ma anche, entro certi limiti, sul committente. Se il fabbricato da sistemare è un condominio, per committente si intende l’amministratore. Quindi, quando si verifica un infortunio in cantiere, chi è il responsabile?

Non sempre il committente può essere chiamato in causa, anche se ha certi doveri che riguardano la sicurezza. Secondo una recente sentenza della Cassazione, infatti, occorre verificare quanto la sua condotta sia stata determinante a causare l’infortunio in base alla scelta dell’appaltatore, delle capacità professionali di quest’ultimo e della sua ingerenza nei lavori. Vediamo.

I doveri del committente per evitare infortuni in cantiere

L’amministratore del condominio o, comunque, qualsiasi committente di un appalto per la manutenzione straordinaria di uno stabile deve osservare certi obblighi per garantire la sicurezza in cantiere ai lavoratori dell’impresa edile ed evitare infortuni. Nello specifico, è tenuto a:

  • controllare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione alle opere, ai servizi e alle forniture da affidare loro;
  • verificare prima e durante lo svolgimento dei lavori il rispetto delle norme di sicurezza da parte dell’appaltatore, dei subappaltatori e dei dipendenti di questi ultimi. Deve, pertanto, garantire i presidi e le cautele necessarie per evitare la presenza nel luogo di svolgimento dell’appalto di persone non regolarmente assunte, non formate né informate;
  • dopo la sottoscrizione dell’appalto e prima dell’inizio delle opere, informare in modo dettagliato le imprese e i lavoratori autonomi sui rischi specifici presenti nell’ambiente di lavoro in cui devono operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate;
  • promuovere la collaborazione ed il coordinamento con le imprese appaltatrici, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi (il cosiddetto Duvri) che indichi le misure adottate per eliminare o, se ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Il documento è allegato al contratto di appalto e va adeguato in funzione dell’evoluzione dei lavori.

I doveri di committente e impresa per evitare infortuni in cantiere

Sempre nell’ottica di evitare che succeda un infortunio in cantiere durante i lavori di manutenzione straordinaria, ci sono altri doveri che devono essere rispettati sia dal committente sia dall’impresa edile. Entrambi devono:

  • collaborare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi di incidenti;
  • coordinare gli interventi di prevenzione e di protezione contro i rischi per i lavoratori, informandosi reciprocamente allo scopo di evitare i pericoli dovuti a possibili interferenze fra i lavoratori delle diverse imprese coinvolte nell’esecuzione dell’opera complessiva. Tale coordinamento deve essere promosso dal committente, ma non deve estendersi ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi;
  • informare sul proprio piano di emergenza e prendere visione del piano di sicurezza redatto da ogni impresa appaltatrice, tenendo anche presenti gli eventuali rischi che l’attività dell’appaltatore introduce nel luogo in cui sta per operare.

Il committente, inoltre, ha l’obbligo di coordinarsi con il subappaltatore per gli aspetti che riguardano la sicurezza con i relativi datori di lavoro, anche tenendo presenti gli eventuali rischi legati all’attività da svolgere.

È, invece, specifica responsabilità dell’appaltatore indicare espressamente al committente chi svolge la funzione di preposto, cioè chi è la persona che, per via delle sue competenze professionali ed entro i poteri gerarchici e funzionali adeguati al suo incarico, sovrintende all’attività lavorativa, garantisce l’attuazione delle direttive impartite e controlla la corretta esecuzione dei lavori.

Infortunio in cantiere: quando non è colpa del committente?

Abbiamo visto, dunque, che il committente ha una parte importante di responsabilità sulla sicurezza in cantiere quando appalta delle opere di rifacimento o di manutenzione straordinaria di un immobile. Ma, se accade un infortunio, non è sempre colpa sua.

La Cassazione [1] ha recentemente stabilito che l’amministratore di condominio che non interferisce nell’esecuzione dei lavori non può essere ritenuto responsabile dell’incidente, non avendo le competenze per valutare la correttezza con cui vengono eseguiti i lavori.

La sentenza in commento stabilisce, in pratica, che il committente:

  • non può essere ritenuto responsabile della scelta di un appaltatore quando è privo di cognizioni tecniche e si rivolge ad un’impresa in possesso di adeguate competenze tecniche, che ha predisposto il piano operativo di sicurezza ed ha incaricato un professionista (in questo caso, un geometra) del compito di coordinamento della progettazione e della sicurezza;
  • valuta positivamente il piano operativo di sicurezza apparentemente privo di lacune riscontrabili in modo macroscopico, partendo dal presupposto che non ha le capacità tecniche e le competenze professionali per entrare nelle questioni specifiche;
  • non viola l’obbligo di vigilanza quando si allontana dal cantiere dopo essere stato rassicurato dal responsabile dell’impresa appaltatrice circa la previsione dei rischi per i lavoratori. La giurisprudenza, inoltre, non prevede una vigilanza continua, pressante o capillare sull’organizzazione e sull’andamento dei lavori.

In estrema sintesi: il committente è tenuto a predisporre quanto da parte sua sia fattibile per garantire la sicurezza nel cantiere e deve controllare (non in modo continuo e pressante, come, appunto, ha sancito la Cassazione) che l’impresa rispetti le misure adottate per evitare i rischi. Ma sul modo in cui l’impresa stessa ed i singoli dipendenti lavorano, non ha alcuna responsabilità, non avendo la preparazione tecnica per interferire sul modo di operare.

Il committente risponde insieme all’impresa, invece, quando:

  • non è disponibile a collaborare nell’attuazione delle misure di prevenzione e protezione, nonché di informazione reciproca per evitare i rischi;
  • c’è un danno causato a terzi perché l’impresa ha eseguito una precisa indicazione del committente riportata nel contratto d’appalto.

note

[1] Cass. sent. n. 39485/2022.

Autore immagine: canva.com/


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