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Assegno di separazione modificabile se nasce un figlio nella nuova famiglia

11 dicembre 2014


Assegno di separazione modificabile se nasce un figlio nella nuova famiglia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 dicembre 2014



Ogni elemento nuovo relativo alle modifiche di vita dell’interessato va prodotto all’udienza presidenziale.

Se ti sei separato da tua moglie e con la nuova convivente hai avuto un figlio, puoi chiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento che versi in favore della prima. Lo puoi fare presentando – per il tramite di un avvocato – un’istanza al tribunale in cui chiedi la revisione delle condizioni di separazione.

Questo orientamento, condiviso da gran parte dei giudici (sebbene una regola generale, specie in materia di famiglia, non possa essere mai tracciata), è stato di recente riaffermato da un recente provvedimento del Tribunale di Roma. Il decreto, però, sottolinea un elemento particolarmente importante: se la richiesta è presentata con la presentazione della domanda di divorzio, è necessario che la situazione reddituale dell’interessato e la nascita del suo nuovo bimbo venga fornita in modo completo e tempestivo, cioè sin dalla prima udienza di comparizione davanti al Presidente del tribunale (si tratta di una prima fase sommaria, prevista sia nei procedimenti di separazione giudiziale che di divorzio giudiziale). È già da questo momento – si legge nel provvedimento – che scatta l’obbligo per le parti di fornire tutte le indicazioni al Presidente. Ivi compreso l’intervenuto mutamento di una situazione della vita rispetto ai presupposti su cui era stata decisa la precedente separazione.

Così, all’udienza presidenziale – ferme e impregiudicate quelle che saranno le decisioni poi prese dal giudice al termine della causa – è consentito di modificare, anche in via provvisoria, le statuizioni della separazione, disponendo la riduzione dell’assegno di mantenimento.

In ogni caso, l’orientamento dei giudici – si diceva – è quello di tutelare la nascita in seno al nucleo familiare di nuova costituzione. E, quindi, per non far mancare al nuovo figlio le risorse a cui avrebbe diritto dal padre, quest’ultimo ha diritto di ottenere uno “sconto” sul mantenimento versato alla precedente moglie. Riduzione che – è bene sottolineare – questi non potrà effettuare in autonomia, autoriducendo l’assegno. Ma dovrà sempre coinvolgere prima il giudice. La differenza è abissale: se, infatti, la riduzione non viene autorizzata dal tribunale, l’uomo potrebbe incorrere anche nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare.

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Autore immagine: 123rf com

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