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Fare la spesa è sempre più difficile

28 Ottobre 2022 | Autore:
Fare la spesa è sempre più difficile

Ad ottobre, l’Italia ha raggiunto un tasso di inflazione che non vedeva dal 1983, che si ripercuote inevitabilmente sulle famiglie.

Eccezion fatta per qualche battuta d’arresto, negli ultimi mesi, il prezzo dei beni sta crescendo sempre più e il tasso d’inflazione non è mai stato così alto negli ultimi 39 anni. Un tasso che sembra non volersi fermare e che a ottobre 2022 ha raggiunto l’11,9% su base annua. Le famiglie sono in difficoltà, fare la spesa è sempre più difficile e riuscire a sostenere le quotidiane spese sta diventando una vera e propria impresa. Purtroppo, le previsioni europee sono tutt’altro che rosee.

La Bce rivede ancora al rialzo le prospettive per l’inflazione nel periodo 2022-24, secondo quanto emerge dalla periodica Survey of Professional Forecasters (SPF) della Banca centrale europea (BCE), in cui i previsori ora stimano la crescita dei prezzi all’8,3% quest’anno, all’5,8% il prossimo e al 2,4% nel 2024 con un incremento rispettivamente di 1,0, 1,2 e 0,3 punti percentuali rispetto alla precedente indagine. Secondo gli intervistati, le revisioni al rialzo riflettono principalmente una combinazione di prezzi più elevati dell’energia e dei prodotti alimentari, ma anche il loro trasferimento ad altri prezzi e una maggiore crescita prevista per le retribuzioni. Le aspettative di inflazione a più lungo termine (per il 2027) sono rimaste invariate in media al 2,2%.

Per quanto riguarda l’Italia, però, la situazione è ancora peggiore rispetto a quella europea se si considera l’ulteriore impennata del tasso di inflazione di ottobre. Secondo le stime preliminari, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra un aumento del 3,5% su base mensile e dell’11,9% su base annua (da +8,9% del mese precedente). È questo quanto emerge dalle più recenti rilevazioni dell’Istat. La forte accelerazione dell’inflazione su base tendenziale si deve soprattutto ai prezzi dei Beni energetici sia regolamentati sia non regolamentati, e in misura minore ai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati sia non lavorati e degli altri beni. Rallentano invece i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.

Accelerano i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto. È necessario risalire a giugno 1983 (quando registrarono una variazione tendenziale del +13,0%) per trovare una crescita dei prezzi del carrello della spesa, su base annua, superiore a quella di ottobre 2022. L’attuale tasso di inflazione, quindi, è il più alto degli ultimi 39 anni.

«La netta accelerazione registrata ad ottobre dall’inflazione, superiore alle nostre stime (9,8%), rappresenta indubbiamente uno shock per il nostro sistema. In un solo mese si è, infatti, registrata una variazione dei prezzi (+3,5%) analoga a quella rilevata complessivamente tra il 2017 ed il 2021. Le tensioni, che hanno portato a tassi di crescita dei prezzi eccezionali nel comparto energetico, si stanno diffondendo ormai a tutti i settori, principalmente beni di largo consumo. Questa situazione non è, purtroppo, destinata a registrare modifiche sostanziali nel breve periodo, anche alla luce degli aumenti che si stanno rilevando nelle fasi antecedenti il consumo con i prezzi alla produzione che, a settembre, segnalano un +41,8% su base annua». Questo il commento dell’Ufficio Studi di Confcommercio ai dati Istat di oggi sull’inflazione.

«In questo contesto – prosegue la nota – le famiglie hanno sempre maggiori difficoltà a mantenere l’attuale mix di consumi, essendo costrette a spostare una quota sempre più rilevante del proprio reddito, in riduzione in termini reali, verso le spese di base (energia, alimentazione, ecc). Alla luce di questa situazione, che potrebbe determinare un netto stop al recupero della domanda per consumi da parte delle famiglie, i timori di una recessione prolungata, che vada oltre il periodo a cavallo tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, si fanno sempre più concreti. È opportuno ricordare – conclude Confcommercio – che dall’inizio del 2023 si potrà osservare una riduzione dei costi dell’energia, almeno temporanea, con qualche beneficio sulla dinamica dei prezzi al consumo».



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