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Lo sai che? Equitalia: la cartella di pagamento può essere impugnata per difetto di motivazione

Lo sai che? Pubblicato il 11 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 dicembre 2014

La motivazione carente rende impossibile l’esercizio del diritto di difesa.

La cartella di pagamento notificata da Equitalia deve essere sempre motivata: essa cioè deve spiegare il fondamento dell’iscrizione a ruolo dell’imposta nei confronti del contribuente.

Infatti, anche se l’obbligo di motivazione non è espressamente previsto dalla legge in relazione alla cartella esattoriale, esso si evince comunque dal principio generale che involge tutti gli atti amministrativi in generale [1],

Nel caso, però, di cartella emessa a seguito di

altro atto, la motivazione può essere adempiuta con il rinvio a tale atto che costituisce, evidentemente, il presupposto della richiesta di pagamento;

sentenza di condanna, la motivazione può limitarsi a indicare tale provvedimento del giudice;

– iscrizione a ruolo di tributi a seguito di controllo formale, è sufficiente l’indicazione del tributo recuperato, del periodo di imposta, dell’imponibile e dell’aliquota applicata. La natura e l’ammontare del tributo deve essere indicato in forma chiara con l’evidenziazione dell’errore commesso dal contribuente.

Alcuni esempi di cartelle annullate per difetto di motivazione

Diverse sentenze hanno annullato le cartelle esattoriali perché viziate da difetto di motivazione. Ecco qualche esempio di pronunce più interessanti.

È stata ritenuta nulla la cartella emessa a seguito di sentenza di parziale accoglimento del ricorso presentato dal contribuente, che indicava però solo gli estremi della sentenza e non il calcolo dell’imposta [2].

Invalida è anche la cartella che indichi “omessi o carenti versamenti” rendendo poco agevole per il contribuente la verifica sull’eventuale esattezza dei dati e calcoli forniti dall’Ufficio e per il fatto che tali elementi sono stati ritenuti inidonei a comprendere quale fosse effettivamente l’imposta presunta dovuta e la motivazione che ha generato tale liquidazione [3].

Alcuni giudici hanno ritenuto insufficiente la motivazione contenuta nella cartella in cui vengono semplicemente indicati gli importi per omessi o carenti versamenti per imposte dovute a seguito di controllo automatizzato [4].

È stata ancora censurata la cartella con oggetto il bollo auto in cui non emerge la targa del veicolo per cui si chiede il recupero della tassa automobilistica [5].

In ogni caso, secondo la Cassazione [6], il difetto di motivazione non comporta la nullità della cartella tutte le volte in cui il contribuente, con l’impugnazione, dimostra di aver avuto piena conoscenza dei presupposti per l’imposizione fiscale. Quindi, a tutto voler concedere, il contribuente potrebbe sollevare la contestazione al momento di ricevimento di un successivo atto (fermo/ipoteca o pignoramento).

note

[1] Art. 25 dPR n. 602/73 e Cass. sent. n. 18415/2005.

[2] CTR Publia sent. n. 85 dell’11.04.2011.

[3] CTP Torino, sent. n. 42/2008

[4] CTP Treviso, sent. n. 111/2008

[5] CTR Lombardia sent. n. 128/2008.

[6] Cass. S.U. sent. n. 11722 del 14.05.2010.

Autore immagine: 123rf com


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