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Alcoltest, l’automobilista va avvertito che può chiamare un avvocato

12 Dicembre 2014


Alcoltest, l’automobilista va avvertito che può chiamare un avvocato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Dicembre 2014



Guida in stato di ebbrezza: in caso di etilometro la telefonata al legale di fiducia non si rifiuta mai, ma bisogna anche aspettare che questi arrivi?

 

La polizia ha l’obbligo di avvisare l’automobilista di poter essere assistito da un legale nel caso in cui si stia per procedere alla verifica dell’alcoltest, ma non è tenuta anche ad aspettare che questo arrivi sul posto, in quanto il decorso di troppo tempo potrebbe pregiudicare l’efficacia della prova dell’etilometro (in questo senso leggi l’articolo “La polizia può fare l’alcoltest se l’avvocato del conducente non è ancora arrivato”).

Questo concetto è stato estremizzato da una recente sentenza della Cassazione [1] secondo cui gli agenti possono procedere ugualmente alla verifica dello stato di ebbrezza anche se l’avvocato si trova a pochi chilometri di distanza ed è prossimo ad arrivare sul posto. Secondo i Supremi giudici, infatti, “l’accertamento strumentale di tale stato (cosiddetto alcoltest) costituisce atto di polizia giudiziaria urgente ed indifferibile cui il difensore può assistere senza diritto di essere previamente avvisato, dovendo la polizia giudiziaria unicamente avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da difensore di fiducia.” Insomma, l’avvertimento è obbligatorio, ma l’effettiva presenza del legale non lo è affatto. Anche se quest’ultimo è quasi arrivato.

La pronuncia, per quanto (come detto) apparentemente conforme alle regole del codice di procedura penale, lascia perplessi per il fatto che, forse, tutta questa fretta non è necessaria. È infatti la stessa Cassazione che, in due pronunce precedenti [2], aveva ritenuto possibile e accettabile (in quanto non tale da inficiare la validità dell’alcoltest), la verifica di un arco di tempo modesto tra il momento della condotta incriminata e quindi del relativo accertamento e, dall’altro lato, il momento esecutivo dell’alcoltest.

In passato, infatti, la Suprema Corte ha ribadito come “il decorso di un intervallo temporale tra la condotta di guida incriminata e l’esecuzione del test alcolimetrico è inevitabile e non incide sulla validità del rilevamento alcolemico”; in simili casi essa infatti aveva ritenuto che l’intercorrere di un arco di tempo compreso tra i 23 ed i 30 minuti, potesse essere contingente in ragione delle concrete situazioni senza che ciò arrivasse ad inficiare la validità del test.

note

[1] Cass. sent. n. 7967/2014.

[2] Cass. sent. n. 21991/13 e n. 13999/14.

Autore immagine: 123rf com


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