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Vuoi raccogliere informazioni? Prima chiedi una licenza al Prefetto

14 dicembre 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 dicembre 2014



Secondo una norma del TULPS chiunque faccia ricerche o raccolga informazioni per conto di privati deve prima chiedere una licenza alla Prefettura.

Solo di recente ho focalizzato l’attenzione su una norma del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza [1] che suona alquanto bizzarra nell’attuale “società dell’informazione”.

Art. 134 TULPS, comma 1

Senza licenza del Prefetto è vietato ad enti o privati di prestare opere di vigilanza o custodia di proprietà mobiliari od immobiliari e di eseguire investigazioni o ricerche o di raccogliere informazioni per conto di privati.

Premesso che si tratta di una palese reminiscenza del Ventennio (il testo originario del TULPS è appunto del 1931), la norma risulta formalmente ancora vigente e il procedimento per ottenere la licenza è ancora normalmente attivo presso le Prefetture.

Tuttavia, si pone legittimamente il dubbio se una disposizione del genere abbia ancora ragion d’essere. Infatti, pur rivolgendosi “formalmente” alle agenzie di investigazioni e agli istituti di vigilanza privati, la norma – per come è scritta – sembra colpire tout court qualsiasi ente che fa ricerche e raccoglie dati/informazioni; attività sempre più frequente e diffusa in un’economia basata proprio sulla gestione dell’informazione. Pensiamo ad esempio anche ad aziende che si occupano di rating aziendali, di risk modelling, di analisi statistiche.

Simone Aliprandi

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note

[1] Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.

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1 Commento

  1. Buongiorno a tutti. Le condizioni poi, sine qua non, per richiedere e non necessariamente ottenere la licenza prefettizia, a mio modesto parere, parrebbero essere sufficientemente restrittive, considerato poi l’esiguo guadagno che si può realizzare nel raccogliere e vendere informazioni a fronte di un diritto giuridicamente rilevante da tutelare.

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