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Nuove grane per Meloni nella formazione del Governo

31 Ottobre 2022 | Autore:
Nuove grane per Meloni nella formazione del Governo

Mancano poche ore al Consiglio dei ministri, che dovrebbe essere il primo definitivo, ma ancora alcuni nomi per le sottocariche di Governo sono traballanti.

La premier c’è, i ministri anche, le Camere si sono instaurate e sono stati nominati i presidenti: mancano solo i sottosegretari e i viceministri, ma una soluzione ancora non si trova. La squadra di Governo dovrebbe definitivamente formarsi oggi, mettendo un punto sulle trattative in corso tra gli alleati di maggioranza. Tra Forza Italia e Fratelli d’Italia continua ad esserci maretta, soprattutto ora che il partito di Giorgia Meloni si è messo di traverso per l’elezione del candidato forzista Giuseppe Mangialavori.

La premier punta a chiudere il dossier sottosegretari nella mattinata di oggi, prima del Consiglio dei ministri in programma alle 13. I partiti della maggioranza di centrodestra stanno definendo in queste ore le liste con i loro nomi per le caselle del sottogoverno, ma a tenere banco è soprattutto il ‘caso’ del forzista Giuseppe Mangialavori. Le quotazioni del deputato calabrese, dato in corsa fino a ieri per il posto di sottosegretario alle Infrastrutture, sarebbero in forte discesa. Con un inevitabile rimescolamento delle carte in casa Forza Italia.

Il nome di Mangialavori viene citato in alcune inchieste sulla ‘ndrangheta e questo, nonostante l’esponente azzurro non sia indagato, starebbe creando fibrillazioni tra gli alleati, soprattutto dalle parti di Via della Scrofa. Parlamentari e consiglieri regionali calabresi di Forza Italia intanto fanno quadrato attorno al deputato. A partire dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè: «Saremmo all’anno zero della politica se nella scelta dei sottosegretari dovesse esserci un problema, addirittura, come riportano alcuni giornali, un veto o un ‘no’, nei confronti dell’onorevole Giuseppe Mangialavori, che non è stato né condannato, né imputato, né indagato, né raggiunto da alcun avviso di garanzia per vicende legata a fatti di ‘ndrangheta o altro», ha detto ai microfoni di Radio 24 il parlamentare forzista.

Essendo a rischio il posto di Mangialavori, in Fi si starebbe ragionando su come riempire la sua casella sempre con un rappresentante della Calabria (avendo lì preso Forza Italia ben il 16% di preferenze alle elezioni). Stando alle indiscrezioni, sarebbero in calo le chance di Paolo Barelli al Viminale: al posto del capogruppo uscente di Forza Italia alla Camera si farebbe il nome di un altro fedelissimo di Antonio Tajani, Francesco Battistoni. Blindati sarebbero Valentino Valentini (sempre in pole come viceministro al nuovo Mise, forse con delega alle Tlc), Francesco Paolo Sisto (dato come vice di Carlo Nordio alla Giustizia). Come sottosegretario all’Editoria è in corsa l’ex presidente della Vigilanza Rai Alberto Barachini. In lizza ci sarebbero anche Matteo Perego, la siciliana Matilde Siracusano e l’ex governatore sardo Ugo Cappellacci: qualora quest’ultimo non dovesse spuntarla, potrebbe entrare in squadra l’attuale coordinatrice di Fi in Friuli Venezia Giulia Sandra Savino. Per ora gli esponenti campani di Fi resterebbero fuori dai giochi.

In casa Fdi viene dato come certo l’ingresso di Giovanbattista Fazzolari (avrà la delega all’Attuazione del programma) e Maurizio Leo (viceministro dell’Economia con delega alle Finanze). L’ex questore della Camera Edmondo Cirielli sarebbe destinato alla Farnesina come viceministro, mentre ad Alessio Butti toccherebbe l’incarico di sottosegretario all’Innovazione. Come papabili circolano anche i nomi di Andrea Delmastro (Giustizia), Paola Frassinetti (Istruzione), Marcello Gemmato (Salute), Isabella Rauti (Difesa, dicastero per il quale è in corsa anche il collega Salvatore Deidda), Wanda Ferro (Interno o Sud), Galeazzo Bignami (Sviluppo). Per quanto riguarda la Lega, invece, i posti sicuri – tra gli altri – sarebbero quelli di Edoardo Rixi (Infrastrutture), Nicola Molteni (Interno) e Claudio Durigon (Lavoro). Per il Carroccio circolano con insistenza anche i nomi di Vannia Gava (Ambiente), Andrea Ostellari (Giustizia, dove è ‘accreditato’ anche Jacopo Morrone), Lucia Borgonzoni (Cultura), Rossano Sasso (Istruzione), Lorenzo Viviani (Agricoltura), Giuseppina Castiello (Rapporti con il Parlamento).

I riflettori sono puntati sul Cdm di oggi, chiamato a varare misure in materia di giustizia e salute. Ma l’attenzione del Governo resta concentrata sul caro energia. Tema di cui ieri è tornata a parlare via social la premier Meloni: «Il governo è al lavoro per rafforzare le misure nazionali a sostegno di cittadini e attività, con l’obiettivo di far fronte a questa difficile situazione. La nostra priorità è mettere un argine al caro energia e alla speculazione, accelerare in ogni modo la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e la produzione nazionale. Gli italiani chiedono risposte immediate, e noi gliele daremo. Non c’è più tempo da perdere», ha rimarcato la leader di Fdi.



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