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Flat tax: chi saranno i nuovi beneficiari

31 Ottobre 2022 | Autore:
Flat tax: chi saranno i nuovi beneficiari

Tra commercialisti, consulenti del lavoro e avvocati la maggioranza già beneficia della flat tax ma la platea si amplierà con l’innalzamento del tetto proposto.

Le proposte dell’Esecutivo sono sempre più appetibili per i liberi professionisti, anche per coloro che fino ad oggi sono stati salassati dalle tasse superando la soglia limite di 65mila euro per rientrare nel regime forfettario.

Con le novità che il Governo Meloni intende apportare in ambito fiscale, in particolar modo la flat tax per tutte le partite Iva che fatturano fino a 100mila euro, sono molti i professionisti che potrebbero beneficiare del regime forfettario. La platea di categorie di lavoratori che verrebbero avvantaggiati dalla flat tax, infatti, continua a crescere: vediamo insieme chi, in linea generale (quindi con un conteggio di guadagni medio per settore), potrebbe rientrare nella manovra proposta, con particolare focus su avvocati, consulenti del lavoro e commercialisti.

Innanzitutto, va sottolineato che ad oggi è piuttosto difficile che il provvedimento economico fiscale verrà approvato nell’immediato, non essendoci i fondi economici per farlo, mentre è piuttosto probabile che si inizi un percorso a tappe per la sua attuazione. È possibile, ad esempio, che prima di passare a una flat tax per i ricavi fino ai 100mila euro si passi a una flat tax per quelli fino a 85mila euro per il 2023, aumentando gradualmente col passare degli anni (e sempreché le casse dello Stato lo consentano).

Complessivamente, se la tassa piatta venisse estesa ai redditi fino a 100mila euro, sarebbero circa il 10/11% in più rispetto all’attuale totale i professionisti che ne beneficerebbero, secondo l’analisi dei redditi dichiarati dalle tre categorie di lavoratori che andiamo ora ad esaminare.  Per questi tre settori, in realtà, già circa l’80% dei professionisti rientra nel regime forfettario. Si è contato, infatti, che solo il 5% degli oltre 225mila avvocati che nel 2020 hanno fatto la dichiarazione dei redditi potrebbero ora rientrare nella platea di nuovi beneficiari, il 12% dei commercialisti e il 9% dei consulenti del lavoro.

Esaminando nello specifico questa categoria è possibile scoprire che sono 225.875 le dichiarazioni dei redditi che nel 2021 ha ricevuto la Cassa forense (in merito all’anno 2020) e di queste più di 198mila rientravano nei 65mila euro ed hanno potuto beneficiare del regime forfettario: ciò significa che, a prescindere dall’ampliamento dei beneficiari, già ad oggi l’88% dei legali beneficia della flat tax. Se l’aumento avvenisse in maniera progressiva, alzando a 85mila euro la soglia per la tassazione al 15%, il 3% in più dei legali potrebbe beneficiarne, ossia circa 7mila. Se e quando la soglia arriverà ai 100mila euro, invece, si aggiungerà un ulteriore 2% di legali: in questo caso, complessivamente sarebbero più di nove avvocati su dieci quelli che beneficerebbero della flat tax, pari quindi quasi alla totalità del settore.

Per quanto riguarda i commercialisti, invece, su 67mila iscritti alla Cassa di categoria il 71%, ossia circa 48mila, rientrano nell’area della flat tax già oggi. Sarebbero 5mila in più i beneficiari nel caso la soglia si alzasse a 85mila, ossia il 7%, mentre se ne aggiungerebbero altri 3mila se il tetto arrivasse a 100mila euro. in questo modo sarebbero appena il 16% i commercialisti esclusi dalla tassazione agevolata.

Infine, per la categoria dei consulenti del lavoro, sono già oltre 18mila i professionisti che possono beneficiare della flat tax su oltre 25mila complessivi. Sarebbero 1.500 in più i consulenti del lavoro tassati meno se l’asticella del limite arrivasse a 85mila, pari al 6%, mentre un ulteriore 3% rientrerebbero col tetto a 100mila euro.



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