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News Come ottenere i voucher per baby sitter: contributo per servizi infanzia

News Pubblicato il 14 dicembre 2014

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Servizi per l’infanzia e servizi privati accreditati al posto del congedo parentale: pubblicato il decreto del Ministero del Lavoro.

In Gazzetta Ufficiale [1] è finalmente pubblicato il decreto ministeriale [2] che fornisce importanti chiarimenti in merito al nuovo contributo sperimentale per l’acquisto dei servizi per l’infanzia [3].

Il contributo per l’acquisto dei servizi per l’infanzia

Terminato il periodo di congedo di maternità e negli undici mesi successivi, la madre lavoratrice dipendente di amministrazioni pubbliche, privati datori di lavoro, la madre iscritta alla gestione separata [4] ha la facoltà di richiedere, al posto del congedo parentale, un contributo da utilizzare o per il servizio di baby sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati.

Ha diritto a presentare la richiesta anche la lavoratrice che abbia usufruito in parte del concedo parentale.

Importo del beneficio

Il beneficio consiste in un contributo pari ad un importo massimo di 600 euro mensili, per un periodo complessivamente non superiore ai 6 mesi.

Modalità di erogazione

Il contributo per il servizio di baby sitting viene erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro voucher”.

Invece, nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, il beneficio consiste in un pagamento diretto alla struttura prescelta.

Come accedere al beneficio

La madre lavoratrice deve presentare apposita domanda attraverso i canali telematici, indicando a quale delle due opzioni intende accedere e per quante mensilità intende usufruire del beneficio.

Termini

Per gli anni 2014 e 2015 le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre di ciascun anno.

Sportello Inps

Ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici, la madre lavoratrice deve recarsi presso le sedi dell’INPS per ricevere i voucher richiesti entro i successivi 120 giorni. Il superamento del termine si intende come rinuncia al beneficio.

Esclusioni

Non hanno diritto al beneficio le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono esercitare la facoltà ivi dedotta:

– risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;

– usufruiscono dei benefici di cui al Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle Pari Opportunità [5].

Le lavoratrici part-time usufruiscono dei benefici in misura riproporzionata in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa.

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono fruire dei benefici fino a un massimo di tre mesi.

Sarà l’INPS a provvedere alla pubblicazione di apposite istruzioni, sul

sito istituzionale www.inps.it sia per l’istituzione di un elenco delle strutture eroganti servizi per l’infanzia aderenti alla sperimentazione sia per le modalità di pagamento dei servizi erogati dalle strutture medesime.

Riduzione del congedo parentale

La fruizione del beneficio comporta una corrispondente riduzione del periodo di congedo parentale [6].

Al fine della rideterminazione dei periodi di congedo ancora spettanti alla lavoratrice, l’INPS comunica al datore di lavoro l’ammissione della lavoratrice al beneficio prescelto.

note

[1] Gazzetta Ufficiale – Serie generale – dell’11 dicembre 2014.

[2] Decreto del 28 ottobre 2014 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione

[3] Introdotto dall’art. 4, comma 24, lettera b) della l. n. 92/2012 (riforma Fornero).

[4] Di cui all’art. 2, comma 26, l. n. 335/1995.

[5] Istituito con l’art. 19, comma 3 del d.l n. 233/2006, convertito dalla l. n. 248/2006.

[6] Di cui all’art. 32 del d. lgs n. 151/2001.

Autore immagine: 123rf com


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