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Lo sai che? Assegno postdatato: si può portare all’incasso e pagare prima?

Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 dicembre 2014

Si può versare un assegno postdatato prima della data ed cosa rischia chi lo versa? Che succede se nel conto del debitore non vi sono soldi a sufficienza?

La legge [1] prevede che l’assegno bancario è pagabile a vista. Ed ogni contrario accordo tra le parti si considera come se non fosse mai stato scritto. Con la conseguenza che l’assegno bancario presentato al pagamento prima del giorno indicato come data di emissione è pagabile nel giorno di presentazione.

Questo significa, in buona sostanza, che nel momento stesso in cui il creditore presenta il titolo allo sportello, lì gli deve essere pagato, anche se sul titolo è stata scritta una data futura.

Sempre la legge [2] precisa che, qualora nell’assegno venga indicata una data di emissione posteriore a quella dell’effettiva emissione dell’assegno (non giustificata dal periodo di tempo necessario per far pervenire il titolo al destinatario o da altra materiale impossibilità di presentazione) e sempreché la data non differisca di oltre quattro giorni da quella dell’emissione, si rende applicabile la tassa graduale delle cambiali [3]. Ciò significa che la data successiva (postdatazione) non comporta la nullità dell’assegno bancario, ma soltanto la nullità del relativo patto (i tecnici la chiamano, usando una espressione latina,”pactum de non petendo“). Tale accordo, infatti, si considera contrario a norme imperative poste a tutela della buona fede e della regolare circolazione dei titoli di credito perché non consente al creditore di esigere immediatamente il pagamento dell’assegno.

Per cui l’assegno bancario postdatato, non diversamente da quello regolarmente datato, deve considerarsi venuto a esistenza come titolo di credito e mezzo di pagamento al momento stesso della sua emissione. Si considera, come data di emissione, il distacco materiale del titolo dalla sfera del traente: quando cioè, il debitore (traente) lo consegna al creditore (prenditore) [4].

Un tempo, invece, l’emissione di un assegno postdatato era un reato. Oggi non lo è più, ma la condotta è soggetta a sanzione amministrativa per evasione dell’imposta di bollo. Ne sono responsabili sia il traente che il prenditore, nonché anche la banca negoziatrice.

Che succede se il prenditore porta all’incasso l’assegno postdatato prima della scadenza?

Egli, se vuole utilizzare l’assegno come titolo esecutivo (il che gli consente di ottenere il pagamento immediatamente) dovrà prima eseguire la procedura di regolarizzazione del titolo in suo possesso mediante versamento dell’imposta proporzionale calcolata come per le cambiali (12 per mille), nonché attraverso il pagamento delle sanzioni sancite in materia di bollo. Escluso ciò, il titolo è perfettamente valido e deve essere pagato al prenditore che lo presenti allo sportello.

Ecco perché chi emette assegni postdatati farebbe sempre bene a fare in modo, per prudenza, che sul conto vi sia, da subito, la provvista sufficiente a soddisfare il creditore qualora questi porti all’incasso, prima del tempo, il titolo in suo possesso.

Infatti, nell’ipotesi in cui non vi sia la disponibilità sul conto corrente bancario del debitore, l’assegno può essere protestato. Tuttavia, come detto, al fine di procedere al protesto, la legge impone la regolarizzazione fiscale a carico del presentatore del titolo (il prenditore dovrà recarsi all’Agenzia delle Entrate per versare sia l’imposta dovuta, pari al 12 per mille dell’importo, sia la sanzione).

Il presentatore dovrà altresì versare le spese notarili per il protesto, tenendo presente che tutti i costi sostenuti sono da ritenere anticipati dal prenditore dell’assegno e che, pertanto, nella procedura esecutiva che sarà poi avviata saranno posti a esclusivo carico del debitore [5].

note

[1] Art. 31 del Rd 1736/1933.

[2] Art. 121 del Rd 1736/1933.

[3] Salvo le sanzioni di cui all’art. 66, n. 5, della legge del bollo 30 dicembre 1923, n. 3268.

[4] Cass. sent. n. 2160/2006.

[5] Cass. sent. n. 191/1985.

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. Ma se faccio 3 assegni post datati e il fornitore non rispetta la data di consegna non posso annullarli?

  2. Se io scrivo dell’assegno la piazza es.Roma data,10/08/2018 io sapevo che poteva essere incassato al momento della presentazione.
    Mentre se la data riporta 10 agosto 2018 scritto in corsivo il mese sapevo che non poteva essere incassato.

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