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Mobilitazione parziale: in Russia finisce un incubo

31 Ottobre 2022 | Autore:
Mobilitazione parziale: in Russia finisce un incubo

Da Mosca arriva la notizia che con oggi cessano le operazioni relative alla mobilitazione parziale voluta dal presidente russo per rinfoltire le fila militari.

Da fine febbraio sono due le nazioni che stanno vivendo un incubo: oltre all’Ucraina, martoriata dall’attacco armato di Mosca, anche la Russia risente del terribile scontro che ormai da oltre otto mesi va avanti. I cittadini russi (come quelli ucraini) hanno dovuto subire passivamente la decisione di una guerra che non hanno scelto, costretti a causa della mobilitazione parziale voluta dal presidente russo Vladimir Putin ad imbracciare le armi e andare al fronte senza alcuna preparazione per difendersi o uccidere.

È arrivata poco fa, però, la notizia che sono finalmente terminate tutte le operazioni relative alla mobilitazione parziale dei riservisti russi da inviare in Ucraina: lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca, come riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti. I punti di raccolta dei riservisti verranno quindi chiusi e le postazioni riportate al loro precedente utilizzo, prosegue il ministero. Gli ufficiali militari ai quali era stato affidato il compito di gestire le operazioni di mobilitazione parziale dovranno rientrare nei loro compiti abituali, così come indicato dal Cremlino.

Il ministero della Difesa russo ha quindi spiegato che «sono sospese la preparazione e la consegna delle citazioni in giudizio» per coloro che si sono sottratti alla mobilitazione generale in quella che Mosca definisce «l’operazione militare speciale» in Ucraina. E spiega che «in futuro, il lavoro dei commissariati militari per il reclutamento delle forze armate della Federazione Russa sarà organizzato solo accettando volontari e candidati al servizio militare in base al contratto». Una scelta ben differente da quella fatta finora che a portato Mosca, oltre ad imporre l’arruolamento obbligatorio per buona parte del Paese, ad arruolare militari andando a selezionarli tra i detenuti nelle carceri o nell’esercito afghano ormai «disoccupato» in seguito al ritorno dei talebani.

«Le stazioni e le sedi di allerta, i punti di raccolta per i cittadini dei commissariati militari, nonché gli edifici e le strutture utilizzati per misure di mobilitazione parziale, tornano al loro scopo precedente«, prosegue la nota. «Inoltre, secondo le istruzioni, a partire dal 31 ottobre di quest’anno è ordinato il rientro di tutto il personale dei commissariati militari coinvolti nella mobilitazione parziale», in modo che possano tornare a «svolgere i loro compiti come di consueto».



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