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Covid, rave party, Riforma Cartabia: cos’ha deciso il Cdm

31 Ottobre 2022 | Autore:
Covid, rave party, Riforma Cartabia: cos’ha deciso il Cdm

Il Consiglio dei ministri ha prorogato l’obbligo di mascherine negli ospedali, punendo gravemente i rave party e rinviando la riforma Cartabia: ecco le novità.

Il lavoro da fare è tanto e il tempo è poco: per questo, oggi pomeriggio, quando il Consiglio dei ministri si è trovato per discutere delle misure più urgenti, le ha approvate tutte in un’unica misura. Sono contenute in un unico decreto legge, infatti, le norme su:

  • ergastolo ostativo;
  • rinvio dell’entrata in vigore delle disposizioni della riforma Cartabia sulla giustizia;
  • obblighi di vaccinazione anti-Covid e prevenzione;
  • contrasto dei raduni illegali.

Vediamo insieme che cosa è stato deciso dai ministri questo pomeriggio.

Rave party, da 3 a 6 anni di carcere

Il Cdm ha dato il via libera alle norme che prevedono la stretta sui rave party. «Abbiamo strutturato questo intervento normativo che prevede la fattispecie specifica delle invasioni di terreni ed edifici finalizzati a raduni di oltre 50 persone da cui possono derivare pericoli per l’incolumità pubblica, l’ordine pubblico o la sanità pubblica» ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Ci siamo mossi e ci stavamo già lavorando – ha aggiunto in relazione al decreto sui rave party – i requisiti di necessità e urgenza li ravvisavamo nel fatto che probabilmente l’assenza di una disciplina normativa efficace nel nostro Paese ci rendeva particolarmente vulnerabili, come la cronaca degli ultimi anni testimonia. Peraltro si tratta di eventi particolarmente pericolosi non solo per le stesse persone che li commettono ma sono anche molto dispendiosi anche per l’impiego delle forze dell’ordine che ne consegue».

È stata prevista una sanzione abbastanza significativa per chi organizza i rave party, da 3 a 6 anni, mentre la sola partecipazione riduce la pena. Sono state previste inoltre multe da 1.000 a 10.000 euro e la possibilità di procedere d’ufficio «se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica».

Riforma Cartabia rinviata

Com’era stato annunciato, l’entrata in vigore della riforma Cartabia è stata rinviata di due mesi. «Qualcuno ha detto che con il rinvio al 30 dicembre rischiamo di far saltare il Pnrr. Il rinvio della riforma Cartabia non cambia nulla per il Pnrr. Ci siamo presi due mesi mantenendo i nostri impegni con la Commissione europea per offrire più tempo ai nostri uffici giudiziari affinché possano adempiere alla norma». Lo ha detto Giorgia Meloni nella conferenza stampa a seguito del Cdm. «Il prossimo 2 novembre sarebbe entrata in vigore la riforma Cartabia nella parte sul processo penale ma nei giorni scorsi il ministro della Giustizia è stato raggiunto da una lettera di tutti i procuratori generali che segnalavano come quella disposizione, in assenza di strumenti, rischiava di creare problemi significativi».

In pratica, gli uffici giudiziari ad oggi «non sono pronti ad adempiere e rischiava di produrre la paralisi del sistema giudiziario. Nelle more dell’applicazione di questa norma si rischiava che una serie di detenuti uscissero dal carcere».

Confermato l’uso delle mascherine in Rsa e ospedali

A grande richiesta, il Consiglio dei ministri ha prorogato l’obbligo di utilizzare le mascherine negli ospedali, nelle strutture sanitarie, di riposo e cura, per evitare il diffondersi del virus. «Stamane alle 8 ho firmato un’ordinanza che proroga l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine nelle strutture sanitarie, in relazione non solamente allo scenario di Covid-19, ma anche al fatto che ci stiamo approssimando alla stagione influenzale. Mai abbiamo pensato di non andare in questa direzione, è una scelta condivisa con il primo ministro, non c’è alcun ripensamento». Lo ha sottolineato il ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Stop all’obbligo vaccinale per i sanitari

Il Cdm ha confermato l’anticipo di due mesi dello stop all’obbligo vaccinale per il personale sanitario che, a partire da domani 1° novembre, non sarà più obbligato né a sottoporsi al vaccino né a stare a casa in caso di mancanza dello stesso. Grazie a questa mossa sarà possibile reintrodurre circa 4mila lavoratori specializzati negli ospedali e nelle strutture sanitarie.

Ergastolo ostativo adeguato alla pronuncia della Consulta

«Avevamo promesso che saremmo stati veloci e veloci siamo… Stamane abbiamo provveduto ad approvare un primo decreto che secondo me è molto importante per i provvedimenti che porta al suo interno», così Giorgia Meloni nella conferenza stampa seguita al Cdm. «Su proposta del ministro Nordio -ha spiegato il premier- abbiamo deciso di intervenire su una materia che ci sta particolarmente a cuore da diverso tempo, che riguarda il tema del carcere ostativo. E per rispetto del lavoro fatto dal Parlamento abbiamo deciso di prendere la norma così come votata alla Camera e inserita nel decreto» ha concluso la leader di Fdi.

Sull’ergastolo ostativo «è stata accolta l’indicazione della Corte costituzionale» ha specificato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in conferenza stampa dopo il Cdm. «Avevamo una indicazione da parte della Corte costituzionale, che si sarebbe pronunciata su alcune criticità di questa disciplina che riguardavano essenzialmente l’automatismo – ha spiegato – cioè che per il semplice fatto di essere condannati per alcuni reati scattassero certi provvedimenti o limitazioni ai provvedimenti. Indicazione che è stata accolta e inserita nel decreto approvato. Non c’è più questo automatismo ma è devoluta al giudice tutta una serie di valutazioni».



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