Questo sito contribuisce alla audience di
Cronaca | News

Sanità e liste d’attesa: i soldi stanno per finire

4 Novembre 2022 | Autore:
Sanità e liste d’attesa: i soldi stanno per finire

I fondi sono insufficienti, per questo c’è chi chiede che nella prossima legge di Bilancio siano rifinanziate le misure per il recupero delle liste di attesa.

Nel 2020, quando è scoppiata una pandemia che è diventata presto mondiale, gli ospedali non avevano il posto per accogliere chi aveva bisogno di cure e il personale sanitario era trattato come eroe, la reazione univoca è stata quella di sorprenderci per la pessima situazione della sanità del nostro Paese. Strutture fatiscenti, personale che scarseggia, macchinari obsoleti, dispositivi insufficienti. L’elenco delle criticità era sotto gli occhi di tutti ma l’alba di una nuova sanità era stata annunciata per il futuro da ogni parte politica. Il tempo poi è passato, sono trascorsi due anni e la situazione pare essere non solo immutata ma addirittura peggiorata. I fondi stanziati dal Governo per recuperare le liste d’attesa chilometriche formatesi a causa delle visite cancellate per la pandemia stanno finendo mentre l’obiettivo non è neppure lontanamente raggiunto.

«Il recupero e il governo delle liste di attesa rappresentano una priorità per cittadini e Servizio sanitario nazionale, sulla quale tutte le Regioni devono continuare a lavorare con molta attenzione. Infatti, sono diverse le Regioni che ad oggi non hanno ancora raggiunto gli obiettivi programmati di recupero. Inoltre, le risorse stanziate a questo fine si riferiscono al 2022, mentre per il prossimo anno non vi è alcun stanziamento specifico. Per questo nella prossima legge di Bilancio chiediamo che siano rifinanziate le misure per il recupero delle liste di attesa da parte delle Regioni. Le risorse dovranno essere finalizzate all’obiettivo specifico e, differentemente da quanto previsto oggi, erogate solo contestualmente alla certificazione del raggiungimento degli obiettivi di recupero concordati tra Stato e Regioni». Così Tonino Aceti, presidente di Salutequità, intervenendo alla presentazione dell’analisi «Cure mancate e Pdta per la conicità».

Nonostante il progressivo miglioramento della gestione di Covid-19 da parte del Ssn e lo stazionamento dal 2020 a oggi di circa 1 miliardo di euro per il recupero delle liste di attesa, l’attuale capacità del Ssn di garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie è ancora inferiore al periodo pre-pandemico (2019) e con inaccettabili differenze regionali. Nel primo semestre 2022 sono saltate in media a livello nazionale circa una prima visita specialistica su 5 rispetto allo stesso periodo del 2019, con punte di oltre una prima visita su due nella Pa di Bolzano (-55,2%); circa una su 3 in Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria e Molise; circa una su 4 in Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo e Sicilia. A rimetterci sono anche le cure per i malati cronici, che hanno visto saltare a livello nazionale circa una visita di controllo su 5 e fino a oltre una su 3 rispetto al 2019 in Molise (-36,78%), Sardegna (-36,38%), Pa Bolzano (-36,67%) e Valle d’Aosta (-38,05%).

La pandemia ha penalizzato anche il rispetto dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta), soprattutto per ciò che riguarda l’aderenza alle terapie e alle prestazioni necessarie per un buon controllo della malattia e della qualità di vita. Per quanto riguarda ad esempio il controllo annuale dell’occhio per le persone con diabete, tra il 2017 e il 2020 la riduzione della percentuale di pazienti che l’hanno eseguito è stata di circa il 50%, con punte fino a oltre il 68% in Piemonte.

Anche l’aderenza al trattamento farmacologico per le persone affette da cronicità ha subito variazioni nel periodo pandemico. Il livello di alta aderenza è molto differenziato tra pazienti affetti da diverse patologie croniche: risulta più alta nelle persone con ipertensione, scompenso cardiaco e si riduce progressivamente tra le persone con asma e Bpco e quelle con diabete.

«Ora è urgente rilanciare una strategia per la corretta presa in carico delle cronicità – insiste Aceti – Per questo chiediamo che la prossima legge di Bilancio preveda un finanziamento finalizzato all’attuazione e all’aggiornamento del Piano nazionale della cronicità alla luce delle novità intercorse in termini di politiche del personale, modelli organizzativi e investimenti/riforme Pnrr (es. sanità digitale, Dm 77) anche integrando le patologie ricomprese (es. sclerosi multipla, psoriasi, cefalea cronica, Osas, poliposi nasale, asma anche nell’adulto, etc.)».



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube