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Quanto tempo hanno gli eredi per impugnare il testamento?

7 Novembre 2022 | Autore:
Quanto tempo hanno gli eredi per impugnare il testamento?

Termini di decadenza e contestazioni da sollevare contro l’apertura di un testamento olografo. 

Per impugnare un testamento la legge prevede termini diversi a seconda del tipo di contestazione che si intende sollevare. Non è vero, quindi, come spesso si legge su internet, che per impugnare il testamento ci vogliono 10 anni. In alcuni casi il termine si riduce alla metà. È quindi bene distinguere le varie ipotesi. Ad esempio c’è il caso in cui il testamento è falso, è scritto sotto minaccia o violenza. E poi ci sono le numerose ipotesi di testamenti che non rispettano la quota di legittima che compete al coniuge e ai figli.

Cerchiamo allora di comprendere quanto tempo hanno gli eredi per impugnare il testamento secondo ciascuna ipotesi.

Termine per impugnare testamento falso

Il testamento scritto da una persona diversa dal testatore è nullo, non produce effetti. Sicché può essere impugnato in qualsiasi momento: non sono cioè previsti termini di decadenza.

Termine per impugnare testamento non firmato o con firma falsa

Anche nel caso di testamento privo di firma o con firma falsificata da altra persona, siamo in presenza di una causa di nullità del testamento che non implica alcun termine di decadenza: sicché l’azione può essere proposta in qualsiasi momento.

Termine per impugnare testamento senza data

Come negli altri casi appena visti, non esistono termini per impugnare un testamento privo di data essendo questo un elemento essenziale ai fini dell’esistenza del testamento stesso.

Testamento redatto sotto minaccia

La minaccia che rende annullabile un testamento non è solo quella fisica, magari sotto la pressione di una pistola o di un coltello alla gola: è anche quella psicologica. Si pensi a chi venga indotto a fare testamento in favore di un figlio il quale, in caso contrario, minacci il genitore di lasciarlo a sé stesso e di non fornirgli l’assistenza materiale e medica di cui ha bisogno per mantenersi in vita. 

In tal caso il termine di decadenza per l’azione è di 5 anni decorrenti dall’apertura della successione ossia dalla morte del testatore

Testamento redatto per errore

Un altro tipico vizio della volontà del testatore che comporta l’annullabilità del testamento è quando ci sia un errore scusabile. Si pensi a una persona che faccia testamento in favore del figlio appena concepito, credendo che sia proprio quando poi, dopo la sua nascita, si scopra che è di un altro uomo. Anche in tale ipotesi il termine per impugnare il testamento viziato per errore è di 5 anni decorrenti dall’apertura della successione.

Testamento redatto per inganno 

La volontà del testatore potrebbe essere viziata dal dolo altrui, ossia da un inganno, da un artificio o un raggiro volto a carpirne la volontà. Tali non sono le adulazioni, le lusinghe, le smancerie che fa chi è animato da un interesse economico. È necessario invece un vero e proprio imbroglio, una trappola, un trucco, una truffa, un tranello. Si pensi a chi falsifichi una laurea per dimostrare di aver preso il titolo di avvocato e farsi lasciare dal testatore un appartamento da destinare a proprio studio, quando invece non ha ottenuto alcun titolo.

Anche in questo caso il termine per impugnare il testamento frutto di dolo è di 5 anni decorrenti dall’apertura della successione ossia dalla morte del testatore.

Termine per impugnare il testamento di persona incapace

Di solito, all’inizio del testamento, si scrive per prassi «Io sottoscritto… nel pieno delle mie capacità fisiche e mentali…», questo perché la capacità d’intendere e volere è condizione essenziale per la validità del testamento. Un soggetto interdetto o inabilitato non può fare testamento. Non lo può fare neanche chi è momentaneamente incapace, ad esempio perché sottoposto a cure farmacologiche particolarmente pesanti, è ubriaco o sotto l’effetto di droghe (salvo però poter riscrivere il testamento una volta lucido). 

Si considera valido il testamento di chi è sottoposto ad amministrazione di sostegno.

Poi c’è il testamento di chi è affetto da malattie senili, legate cioè all’età, o degenerative. 

In tutti questi casi però è necessario dimostrare l’incapacità del testatore non già al momento della morte ma all’atto della redazione del testamento.

Per contestare il vizio di mente del testatore ci sono 5 anni di tempo dall’apertura della successione.

Termine per impugnare testamento per lesione della legittima

Chi fa testamento deve sempre lasciare una quota minima del proprio patrimonio al coniuge e ai figli o, in assenza dei figli, ai genitori. Costoro sono chiamati eredi legittimari: ad essi cioè spetta sempre una parte del patrimonio e non possono mai essere diseredati.

Ebbene, se il testatore viola le quote di legittima, il testamento può essere impugnato entro 10 anni dalla morte. In questo modo, si attiva la cosiddetta «azione di riduzione della legittima» volta a ristabilire le giuste quote tenendo anche conto delle donazioni che il defunto ha fatto quando ancora era in vita. Succede infatti spesso che la lesione della legittima si realizzi a seguito di donazioni che pertanto verranno dichiarate inefficaci a partire dalle ultime per risalire via via a ritroso nel tempo.

Ma che succede se, nel frattempo, il donatario ha venduto il bene a un altro soggetto? Gli eredi potranno riprendere tale bene, ormai passato di proprietà, a condizione che non siano decorsi più di 20 anni dalla donazione. In caso contrario, il bene resta all’acquirente e il donatario (colui cioè che ha ricevuto il bene in donazione dal defunto prima che questi morisse) è tenuto a conferire agli altri coeredi il relativo valore in denaro. 



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