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Perché ora gli Usa vogliono parlare con Putin

8 Novembre 2022 | Autore:
Perché ora gli Usa vogliono parlare con Putin

Il rischio di un attacco nucleare continua ad aleggiare, per questo gli Stati Uniti hanno deciso di tastare il terreno tentando dei contatti con la Russia.

Nel giro di poche settimane, gli Stati Uniti sono passati dal pugno durissimo contro il presidente russo Vladimir Putin, al quale sono state sbarrate tutte le porte, ad un canale di comunicazione per mediare e trovare un accordo se non di pace almeno di tregua.

Il Consigliere americano per la Sicurezza nazionale Mike Sullivan ha dichiarato che la Casa Bianca mantiene aperte le linee di comunicazione con Mosca per evitare una catastrofe nucleare. «Lo abbiamo fatto quando è stato necessario per chiarire possibili malintesi e cercare di ridurre il rischio e la possibilità di una catastrofe come il potenziale uso di armi nucleari», ha detto ieri sera Sullivan all’Economic club di New York, secondo quanto riferisce il Guardian.

Ieri, il Wall Street Journal ha riferito di contatti di Sullivan con due stretti collaboratori del presidente russo Vladimir Putin: il consigliere Yuri Ushakov e il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Nikolai Patrushev.

Ma da Mosca arriva un’altra versione dei fatti: «la Russia non sta negoziando con gli Stati Uniti sull’Ucraina». Lo ha fatto sapere il vice ministro degli Esteri russo Andrei Rudenko dopo che il consigliere per la sicurezza della Casa Bianca Jack Sullivan aveva affermato che i canali tra Washington e Mosca restano aperti nonostante la guerra in Ucraina. Lo riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti. Allo stesso tempo, il vice di Sergei Lavrov ha affermato che Mosca non sta mettendo alcuna condizione preliminare alla ripresa dei negoziati con Kiev. I colloqui, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa, non si sono interrotti per colpa della Russia che, al contrario, è sempre disponibile a negoziare con l’Ucraina.

Il vice ministro degli Esteri russo ha quindi spiegato che proseguono i colloqui per la creazione di una zona di sicurezza attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa nel sud dell’Ucraina.

«L’Ucraina ha adottato una legge che le vieta di condurre negoziati pacifici con la Russia. Questa è una loro scelta. Abbiamo sempre dichiarato la nostra disponibilità a tali negoziati, che sono stati interrotti non per nostra colpa», ha detto Rudenko ai giornalisti, dando una personale interpretazione della storia, che non tiene conto dei fatti e degli attacchi della Russia delle ultime settimane. «Non ci sono precondizioni da parte nostra, fatta eccezione per la condizione principale: che l’Ucraina mostri buona volontà», ha aggiunto Rudenko.



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