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Pirati della strada liberi grazie alla riforma penale

8 Novembre 2022 | Autore:
Pirati della strada liberi grazie alla riforma penale

D’ora in avanti per le lesioni stradali gravi o gravissime vi deve essere la querela di parte per procedere, in caso contrario l’autore non è perseguibile.

Tutti i nodi della riforma Cartabia, la cui entrata in vigore è stata rimandata al 30 dicembre, stanno lentamente venendo al pettine. Il tema della giustizia riparativa è uno dei cardini della riforma del processo penale, che assegna un importante ruolo ai programmi di mediazione tra vittima e autore del delitto, con lo scopo di ridurre al minimo gli effetti pregiudizievoli del reato tramite impegni dell’autore verso la vittima oppure nel risarcimento dei danni per eliminare le conseguenze del crimine commesso (quando è possibile farlo).

Tra le novità introdotte dalla Riforma c’è il ritorno della procedibilità a querela di parte per quanto riguarda le lesioni stradali gravi o gravissime causate da una violazione del Codice della strada (precedentemente soppressa con la legge 41/2016). La nuova norma verrà applicata anche ai procedimenti in corso, pertanto nel caso in cui siano partiti d’ufficio, la vittima dovrà essere avvisata e avrà tre mesi di tempo per proporre querela. Ciò significa che, ad esempio, una volta ricevuta la notizia, se la vittima di un incidente stradale fosse impossibilitata a sporgere denuncia per tre mesi l’autore del reato sarebbe libero, non potendo l’Autorità procedere contro di lui in assenza dell’azione della parte lesa, pur nell’evidenza della commissione dell’illecito fatto.

Altra novità introdotta con la Riforma Cartabia è una modifica all’istituto della particolare tenuità del fatto: non viene più previsto un limite massimo di pena, ma solamente quello minimo che è fissato a due anni. Si calcola la diminuente speciale del concorso di cause per gli incidenti stradali con morti e feriti gravi, restando rilevante anche la condotta tenuta dall’autore del reato successivamente alla commissione del fatto. Cosa significa questo? Che anche reati come l’omicidio stradali o quello di lesioni stradali gravi e gravissime potranno rientrare in questo beneficio. È il caso, ad esempio, di un incidente stradale avvenuto in concorso di colpa con la vittima: se il guidatore, che viaggiava a regolare velocità, dopo lo scontro si ferma a prestare soccorso alla vittima ma risulta essere di poco superiore alla soglia dello stato di ebbrezza, per lui scatterebbe più automaticamente l’inasprimento della pena.

Sarà anche possibile, grazie al nuovo art. 20-bis del Codice penale, che le pene non superiori a quattro anni vengano sostituite con il regime di detenzione domiciliare o di semilibertà, mentre quelle sotto ai tre anni con il lavoro di pubblica utilità: il tutto naturalmente, è collegato alla necessità di ridurre quanto possibile il sovraffollamento carcerario.

In base alle novità, la messa alla prova o la concessione della non punibilità del fatto sarebbero più facilmente concessi in seguito al positivo esito di programmi di giustizia riparativa, risarcimento dei danni e rispetto degli obblighi comportamentali. Non solo: il buon esito del programma di giustizia riparativa è considerato ora un’attenuante specifica di cui il giudice deve tenere conto nella determinazione della pena, e garantisce al reo una diminuzione fino ad un terzo della pena.

Altra possibilità di ottenere una pena che sia proporzionata al concreto disvalore del reato commesso è data dalla tripletta programma di giustizia riparativa, risarcimento del danno e rito abbreviato con svolgimento di una perizia.



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