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Lo sai che? Redditometro: contraddittorio e difese del contribuente

Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 dicembre 2014

Scostamento, incontro con l’Agenzia delle Entrate e natura delle spese contestate.

Fine anno è tempo di mietitura per il Fisco. Così è proprio in questo periodo che scattano i controlli sui periodi di imposta a rischio prescrizione. Nel caso di dicembre 2014, si stanno definendo gli accertamenti per l’anno 2009, poiché, già dal primo gennaio prossimo, non sarà più accertabile (e se, invece, ciò dovesse avvenire, il controllo sarebbe illegittimo e a rischio impugnazione da parte del contribuente).

La fretta che spinge gli uffici territoriali a terminare le operazioni, però, pone nel rischio il rispetto di tutte le fasi necessarie a rendere valido l’accertamento con il redditometro. Prima tra tutte la fase del cosiddetto “contraddittorio” con il contribuente, momento invece essenziale per evitare successivi problemi sia per il fisco (in caso di contenzioso) che per il contribuente.

Lo scostamento del reddito

Per essere selezionati dal redditometro come “contribuenti a rischio evasione” è sufficiente che le spese sostenute dal contribuente nell’anno preso a riferimento dal redditometro siano complessivamente superiori del 20% al reddito dichiarato. Tale scostamento del 20% è il presupposto per applicare l’accertamento sintetico e con il redditometro.

In verità, l’agenzia delle Entrate ha spiegato [1] che è intenzione del Fisco selezionare solo coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa, “avendo cura di evitare situazioni di marginalità economica e categorie di contribuenti che, sulla base dei dati conosciuti, legittimamente non dichiarano, in tutto o in parte, i redditi conseguiti”.

Il contraddittorio

Prima però di inviare l’accertamento e le sanzioni al contribuente, è necessario che l’amministrazione finanziaria dia a quest’ultimo la possibilità di difendersi, presentando documentazione e motivando le ragioni dello scostamento. A tal fine il contribuente deve essere necessariamente (a pena di invalidità del redditometro) invitato a quello che viene definito “contraddittorio” in via amministrativa. Si tratta del confronto tra i funzionari delle Entrate e il contribuente “selezionato” con il nuovo redditometro.

A differenza di quanto accadeva in passato, il restyling dello strumento di accertamento ha stabilito, per legge, che l’ufficio delle Entrate ha l’obbligo di invitare il contribuente a comparire personalmente o con rappresentanti per consentirgli di fornire dati o notizie rilevanti per spiegare la sua situazione.

Una circolare [2] ha inoltre indicato agli uffici di procedere anche a un altro confronto se le spiegazioni fornite sono risultate poco convincente prima di arrivare alla proposta di accertamento con adesione.

Difese del contribuente

Una valida difesa per il contribuente potrebbe essere quella di dimostrare che le spese contestate sono state sostenute con risparmi messi da parte negli anni precedenti a quello oggetto di accertamento (necessario, a tale scopo, produrre gli estratti conto bancari da cui risulti il saldo disponibile all’inizio del periodo di imposta accertato).

In secondo luogo, il contribuente potrebbe richiedere, dopo il primo incontro con l’amministrazione, un secondo contraddittorio, nel quel tentare di abbattere lo scostamento del 20% con la produzione di ulteriore documentazione utile: come quella volta a provare che alcuni beni-indice che hanno determinato lo scostamento (v. autovetture) erano in realtà nella disponibilità di terzi soggetti che, pertanto, ne hanno anche sostenuto le relative spese.

Infine il contribuente potrebbe dimostrare che le spese contestate sono state effettuate con redditi assoggettati a tassazione alla fonte mediante ritenua.

Indagini finanziarie

I controlli effettuati con il redditometro non comportano, almeno in via automatica, anche verifiche sui conti correnti (anche chiamate, in gergo più tecnico, “indagini finanziarie”).

Al contrario, tali indagini sul conto possono scattare in casi ben precisi: per esempio se, nonostante la partecipazione al contraddittorio con l’ufficio, sussistono elementi di incoerenza o il contribuente non risponda all’invito e non fornisca le giustificazioni richieste. In tali ipotesi l’ufficio dell’agenzia delle Entrate valuta la possibilità di attivare indagini finanziarie nei suoi confronti anche in ragione della significatività dello scostamento tra reddito dichiarato e reddito ricostruito con il redditometro.

note

[1] Ag. Entrate, circolare n. 24/E.

[2] Ag. Entrate, circolare n. 24/E/2013.

Autore immagine: 123rf com


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