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Come si divide l’eredità tra fratelli?

9 Novembre 2022 | Autore:
Come si divide l’eredità tra fratelli?

Come si ripartisce tra più figli il patrimonio di un genitore defunto? Come si dividono i beni tra fratelli e sorelle coeredi? 

Dopo una lunga malattia, tuo padre è morto. Lascia come affetti vivi la moglie, che è tua madre, e due figli: tu e tua sorella, entrambi adulti e sposati. Non ha fatto testamento, e perciò vorresti sapere come si divide l’eredità tra fratelli e sorelle in base ai criteri legali, tenendo anche conto del fatto che vostra madre è ancora in vita e, pertanto, ha diritto alla sua quota.

Il problema pratico sorge quando ci sono beni non facilmente divisibili, come un unico immobile, o più immobili (o anche oggetti preziosi) ma di diverso valore, la cui attribuzione all’uno o all’altro figlio creerebbe sproporzioni e disparità di trattamento. In questi casi, la divisione ereditaria va compiuta seguendo le particolari regole che ti illustreremo. Se possibile, è sempre bene compiere una divisione amichevole tra parenti stretti, anziché intraprendere un lungo e costoso iter giudiziario. Per questo è bene conoscere le condizioni base che regolano la successione tra genitori e figli “a pari merito”, e le quote cui ciascuno dei familiari eredi ha diritto. Bisogna partire da qui per stabilire quanto effettivamente va all’uno ed all’altro, evitando liti inutili.

Quote di legittima spettanti ai figli

Il Codice civile [1] individua i cosiddetti “eredi legittimari”: sono il coniuge, i figli e gli ascendenti. Ad essi spetta, per legge, una quota di eredità.  Ecco quali sono le quote di legittima spettanti ai figli che sono fratelli e sorelle tra loro:

  • se il genitore muore lasciando un figlio solo, a questi è riservata la metà del patrimonio (se è in vita l’altro genitore ed è coniugato con il defunto, un terzo del patrimonio va al coniuge superstite e un terzo all’unico figlio);
  • se i figli sono due o più, la loro quota complessiva è di due terzi del patrimonio, da dividersi in parti uguali fra tutti (se il defunto era sposato, al coniuge va un quarto e ai figli la metà).

Quando il genitore può dare di più ad un figlio

La parte di eredità non compresa nelle suddette quote di legittima è la cosiddetta “quota disponibile”, di cui il genitore può disporre come meglio crede se fa testamento: ad esempio, devolvendola interamente ad un solo figlio o attribuendola a un altro parente, ad un amico o ad un estraneo, come la badante.

Se il testamento lede la loro quota di legittima, i figli pretermessi possono esercitare l’azione giudiziale di riduzione dell’eredità, per ripristinare le proporzioni di legge, anche tenendo conto di ciò che il genitore aveva donato a qualcuno di loro mentre era ancora in vita, così beneficiando maggiormente uno ed escludendo gli altri.

Quale quota di eredità spetta ai fratelli del defunto?

Sinora abbiamo considerato l’ipotesi in cui fratelli e sorelle sono coeredi del medesimo defunto in quanto figli del loro padre o della loro madre, e abbiamo visto quali sono le proporzioni di eredità loro spettanti per legge. Bisogna ora esaminare il caso dei fratelli e sorelle del defunto stesso, per capire se abbiano anch’essi diritto o meno ad una parte di eredità.

Se il defunto aveva dei figli (che, come abbiamo visto, sono i suoi eredi legittimari) ai suoi fratelli e sorelle non spetta niente, a meno che egli non avesse fatto testamento in loro favore. In altre parole, nella successione senza testamento, i figli battono sempre i loro zii e li escludono da ogni quota di eredità, se il testatore non aveva diversamente disposto. Se, invece, il defunto non aveva figli, ai suoi fratelle e sorelle spetta un terzo dell’eredità (che, se sono più di uno, si divideranno in parti uguali). Infine, se il defunto al momento della morte non aveva nemmeno genitori e coniuge – e quindi lascia solo fratelli e sorelle – ad essi, in quanto parenti superstiti più prossimi, spetta l’intera eredità, da dividere in parti uguali.

A differenza dei figli, del coniuge e dei genitori, i fratelli e le sorelle della persona deceduta non sono suoi eredi legittimari, quindi, se egli aveva fatto testamento in favore di altri eredi, non potranno esercitare l’azione di riduzione per pretendere una quota dell’eredità.

Divisione eredità tra fratelli e sorelle: come avviene?

Da quanto abbiamo esposto parlando delle quote riservate ai legittimari, che sono invalicabili al ribasso, risulta chiaro che i diritti dei fratelli e sorelle sull’eredità di un loro genitore defunto possono variare di molto, in base al loro numero e alla permanenza in vita o meno dell’altro genitore. In particolare, in mancanza di testamento, il coniuge superstite (anche se legalmente separato, e purché non divorziato) ha diritto a un terzo dell’eredità e i figli possono dividersi i rimanenti due terzi (ovviamente in proporzioni uguali fra loro), mentre se l’altro genitore non era più vivente l’intera eredità viene ripartita tra i figli e dunque tutti i fratelli e sorelle che sono figli di questo secondo ed ultimo genitore defunto concorrono nella divisione del suo patrimonio.

Ora, passando dalla matematica alla pratica, la situazione si complica perché non è sempre facile ripartire tra i vari fratelli e sorelle le quote di un patrimonio che può comprendere diversi tipi di beni: non solo denaro liquido, ma anche fabbricati, terreni, mobili e arredi, veicoli, oggetti preziosi, quote di partecipazione sociale, titoli azionari ed obbligazionari.

Per prevenire le liti, i fratelli e sorelle coinvolti nella successione ereditaria di un loro genitore possono raggiungere un accordo, operando una divisione consensuale dei beni con un’apposita scrittura privata, così evitando la più lunga e costosa procedura di divisione giudiziale. Anche in questa fase, però, è sempre necessario rispettare le proporzioni che abbiamo indicato, altrimenti la divisione è nulla, come ha affermato di recente la Corte di Cassazione [2] in una vicenda di divisione tra fratelli dei beni ereditati dal padre che era stata compiuta comprendendo, illegittimamente, nella spartizione anche la quota di un terzo dell’eredità spettante alla madre ancora in vita.

Approfondimenti

Nel caso di compresenza di fratelli germani (tutti con lo stesso padre e la stessa madre) ed unilaterali (con un solo genitore in comune), leggi “Quale quota ereditaria spetta a fratelli e sorelle?“. Per approfondire gli aspetti della divisione ereditaria, leggi “Come evitare le liti tra fratelli per l’eredità“. Per una guida pratica al calcolo delle quote ai fini di stabilire le giuste proporzioni al momento di compiere la divisione dei beni, leggi “Come dividere l’eredità tra fratelli“.


note

[1] Art. 536 e ss. Cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 32855 del 08.11.2022.


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