Diritto e Fisco | Articoli

Anche se non versa il mantenimento il padre può ottenere il passaporto

17 dicembre 2014


Anche se non versa il mantenimento il padre può ottenere il passaporto

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2014



Il giudice deve solo verificare se l’espatrio del genitore sia incompatibile con gli interessi del minore.

Il padre inadempiente all’obbligo di mantenimento ben può ottenere il passaporto e l’autorizzazione all’espatrio se da ciò non deriva un danno al figlio minore. Non è negando l’espatrio che si può costringere il genitore a far fronte ai suoi obblighi.

A tanto è arrivato un recente decreto del tribunale di Vercelli [1].

Secondo il provvedimento in commento, il provvedimento con cui il giudice tutelare verifica se accordare o meno il rilascio del passaporto ha lo scopo non di dirimere un conflitto tra i genitori del minore, quanto piuttosto a valutare se il mancato assenso di uno dei due è rivolto o meno all’interesse del figlio. In pratica, il giudice tutelare deve limitarsi a valutare se detto mancato assenso da parte dell’altro genitore abbia solo un carattere pretestuoso (al fine, magari, di ottenere, per vie traverse il pagamento degli assegni di mantenimento arretrati) o se, invece, l’espatrio dell’espatrio del genitore sia effettivamente incompatibile con l’interesse del minore.

Dunque, non si può negare a priori il passaporto al padre solo perché questi non adempie al mantenimento dei figli. Il giudice, infatti, deve anzitutto verificare se l’espatrio del genitore può essere dannoso per i minori.

E in realtà la legge italiana [2] che consente di negare il passaporto: essa serve a impedire il rientro nella terra d’origine a chi si sottrae agli “obblighi alimentari”, ma non si adatta più nella nostra epoca in cui il fenomeno dell’immigrazione è ormai di massa. Dunque, se anche il primo presupposto per negare il documento è verificato, manca quello del danno al minore.

L’interesse, la dedizione e l’amore di un padre nei confronti dei figli – si legge nel decreto – non potranno mai essere garantiti da alcun provvedimento del giudice. E in effetti non è negando l’espatrio al padre che lo si può convincere ad adempiere agli obblighi di cura, di educazione, di visita della prole, se non vi è una spontanea volontà. Specie se l’altro coniuge abbia già avviato tutte le procedure esecutive nei confronti dell’ex inadempiente ed esse siano risultate tutte inutili.

note

[1] Trib. Vercelli, decr. del 12.12.2014.

[2] L. n. 1185/67.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI