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Notifica nulla al domicilio se l’atto è consegnato a persona che si comporta come familiare

17 dicembre 2014


Notifica nulla al domicilio se l’atto è consegnato a persona che si comporta come familiare

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2014



Il cittadino ottiene l’invalidità dell’accertamento dimostrando che a ricevere il plico non era un familiare né un affine.

La notifica di un atto giudiziario o di un accertamento fiscale deve essere fatta al domicilio del destinatario e, preferibilmente, consegnata a mani di quest’ultimo. Tuttavia, se questi non è presente, il plico può essere affidato a persona di famiglia o addetta alla casa, purché non abbia meno di 14 anni. Per persona di famiglia la legge intende non solo colui che appartenga allo stretto nucleo familiare, ma anche parenti o affini legati da vincoli affettivi o di comunanza di vita stabili (non cioè del tutto momentanei o occasionali) con il destinatario. In pratica, si deve trattare di una convivenza stabile. Per cui il convivente occasionale (per esempio, il fratello ospite per qualche giorno) non è legittimato a ritirare l’atto e, quindi, l’eventuale notifica alle mani di questi è nulla.

Con una sentenza [1] di questa mattina, la Cassazione ha inoltre specificato che la notifica può essere annullata quando il plico viene consegnato a persona che si comporta solo apparentemente come un familiare, ma che in realtà non lo è. È stato così accolto il ricorso di un contribuente che si era visto notificare a casa un accertamento fiscale, consegnato dal postino a un uomo qualificatosi come suocero ma che in realtà non lo era.

La decisione si contrappone a un’interpretazione che sembrava ormai consolidata secondo la quale era sufficiente per il fisco la consegna del plico presso la residenza del contribuente a innescare un valido procedimento.

Sul punto, la Cassazione ha più volte affermato che, in caso di notifica al domicilio del destinatario, la qualità di persona di famiglia (o di addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda) di chi ha ricevuto l’atto si presume dalle dichiarazioni recepite dall’ufficiale giudiziario nella relata di notifica. Ma se il destinatario dell’atto intende contestare tale circostanza, dando prova che non sussiste il rapporto di parentela e di convivenza stabile, ben potrebbe farlo, e in questo modo potrebbe rendere nulla tutta la notifica.

Le devastanti implicazioni pratiche

La sentenza va calata nell’ambiente in cui viviamo. Dove ogni escamotage è buono pur di evitare una notifica di Equitalia o di un precetto o di un atto giudiziario, di una multa o finanche di un sollecito di pagamento.

Troppo facile sarebbe, allora, rendere nulla una notifica solo facendo ritirare l’atto a un estraneo (un vicino, un familiare momentaneamente presente, ecc.), qualificatosi invece, davanti al postino, come familiare convivente. Soprattutto quando è noto, ormai, che il postino non è solito richiedere documenti di identità a chi ritira la posta…

note

[1] Cass. sent. n. 26501 del 17.12.2014.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Cari Colleghi, e’ però altrettanto vero che i Postini sono obbligati ad identificare e definire la qualità ex artt. 138 e 139 c.p.c. di chi riceve l’atto chiedendone il documento e ponendo specifiche domande. Non solo, ma per legge sono anche tenuti a relazionare le ricerche che hanno eseguito per trovare il destinatario dell’atto. Come da Voi in maniera eccellente detto, commentando la sentenza della Cassazione, la legge assegna preferenza alla notifica a mani dell’atto però presso la residenza e non presso il domicilio. Di li deve partire la ricerca e da lì deve risultare relazionata. Altrimenti vi è assoluta incertezza della persona alla quale sarebbe stato consegnato l’atto. Infatti, più spesso i postini omettono di lasciare alla persona non destinataria che trovano e che non è tra quelle previste nel novero dell’art 139 cpc l’avviso di deposito dell’atto. D’altronde, la notifica per gli atti amministrativi di natura tributaria, esattoriale e per le multe partecipa della loro formazione e mancando la certezza sulla loro notifica non producono nessun effetto nella sfera giuridica del loro destinatario. Ricordiamoci che sono atti e non lettere d’amore…..quindi la loro notifica, che termina con la consegna da parte del postino, deve essere eseguita secondo il c.p.c. e quindi deve essere improntata a completezza e precisione e quindi fatta con professionalità. Pertanto i postini, in quanto al momento della consegna dell’atto, rivestono qualifica e funzione di pubblici ufficiali, devono essere professionalmente addestrati adeguatamente. In fondo a mio modestissimo avviso, la sentenza della S.C. di Cassazione da Voi commentata in fondo vuole proprio dire questo tra le righe. Buone Feste.

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