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Bollette pagate a rate: la proposta del Governo

9 Novembre 2022 | Autore:
Bollette pagate a rate: la proposta del Governo

Il ministro dell’Economia Giorgetti davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato ha annunciato quali sono le misure su cui lavora.

L’obiettivo del Governo è quello di presentare il prima possibile la manovra di bilancio che andrà a destinare i 21 miliardi di euro a disposizione e che ha, come scopo primario, quello di aiutare famiglie e imprese nella gestione del caro vita e del caro bollette.

Proprio per cercare di aiutare quanto più possibile i cittadini a pagare luce e gas, il Governo sta studiando una «rateizzazione degli oneri per l’energia elettrica», secondo quanto annunciato stamane dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sulla Nadef davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato. Una facilitazione che, frammentando in più parti il pagamento delle ingenti bollette dei prossimi mesi, potrebbe aiutare molte famiglie in sofferenza economica dovuta a questo momento difficile.

«Tra gli obiettivi programmatici e gli andamenti tendenziali di indebitamento netto emerge una disponibilità di risorse pari a circa 21 miliardi di euro per il 2023 e 2,4 miliardi di euro per il 2024» ha confermato Giorgetti.

Il Ministro ha poi annunciato «un orientamento di politica fiscale selettivo, con priorità ben definite in un quadro di prudenza volto a favorire la discesa del debito, che dipenderà anzitutto da una crescita economica più sostenuta, obiettivo dell’azione del governo anche attraverso lo strumento del Pnrr».

Con riferimento alle pensioni Giorgetti ha dichiarato che «nel periodo 2022-2025 la spesa per pensioni assorbirà risorse per oltre 50 miliardi». Il ministro ha poi spiegato che «nell’ambito della positiva evoluzione della spesa primaria, si registra un incremento nella spesa per pensioni. Le nuove stime di inflazione determinano infatti una diversa ipotesi di indicizzazione, che comporta maggiori oneri per 7,1 miliardi nel 2024 e 5,6 miliardi nel 2025».

Per dare un’idea degli oneri che complessivamente gravano sulla spesa per pensioni per effetto del meccanismo di indicizzazione all’inflazione, aggiunge, «le stime del conto economico a legislazione vigente scontano un incremento di 5,4 miliardi per il 2022, cui segue un incremento di 21,3 miliardi nel 2023, 18,5 miliardi nel 2024 e 7,4 miliardi nel 2025. Ciascuno di questi incrementi è a carattere continuativo, ovvero si trascina negli anni successivi aggiungendosi ai nuovi incrementi per adeguamento all’inflazione prevista in ciascun anno».

«Sto procedendo alla firma del decreto per l’adeguamento delle pensioni in base alle risultanze dei dati Istat, come previsto dalla normativa vigente, si determinerà un aumento della relativa spesa del 7,3 per cento». Per gli interventi in materia fiscale previdenziali «si dovranno cercare compensazioni con altri interventi nello stesso settore». Dunque, per le misure in ambito fiscale bisognerà «diminuire certe forme di aiuto per aumentarne altre», spiega, aggiungendo che lo stesso vale per gli interventi in materia previdenziale.

Gli interventi di tregua fiscale previsti dal Governo, invece, «saranno un utile sostegno alla liquidità nell’attuale contesto di crisi energetica e tensioni inflazionistiche». «Sono inoltre allo studio altre misure che riguardano l’estensione della soglia di ricavi e compensi che consente ai soggetti titolari di partita Iva di aderire al regime forfetario e un regime sostitutivo opzionale (la cosiddetta flat tax incrementale) per i contribuenti titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti», aggiunge.

Confermata, inoltre, la proroga del credito di imposta per le imprese e del taglio delle accise con il decreto Aiuti Quater che approderà in Consiglio dei ministri domani. «Con il prossimo decreto-legge saranno confermate anche per il mese di dicembre 2022 le misure che riconoscono, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, contributi straordinari, sotto forma di crediti d’imposta, pari a una quota delle spese sostenute per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. Inoltre sarà prorogata fino al 31 dicembre 2022 la riduzione delle aliquote di accisa su benzina, gasolio, gpl e gas naturale impiegati come carburanti; per quest’ultimo sarà confermata fino al 31 dicembre la riduzione dell’IVA al 5%».

Il Governo sta anche verificando la possibilità di impiegare le risorse disponibili della programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per misure di riduzioni dei costi energetici di imprese e famiglie, ha comunicato Giorgetti.

Per il Superbonus, «l’incremento, rilevato sulla base delle informazioni aggiornate al primo settembre, segnala uno scostamento complessivo di 37,8 miliardi di euro sull’intero periodo di previsione». «In particolare, per gli anni 2023-2026, i maggiori oneri determinano un maggior onere, con il conseguente peggioramento della previsione delle imposte dirette per importi compresi tra gli 8 e i 10 miliardi di euro in ciascun anno, che potrebbe pregiudicare l’adozione di altre tipologie di intervento», sottolinea. «Peraltro, la stima degli oneri per il Superbonus 110% potrebbe subire un ulteriore incremento a fine anno considerando anche i dati al 30 settembre pubblicati da Enea», aggiunge.

Infine, Giorgetti ha affermato che la manovra sarà presentata dal governo nell’arco massimo di tre settimane a partire da ora.



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