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L’alluvione non è caso fortuito: Anas responsabile per l’acqua sulla strada

18 Dicembre 2014


L’alluvione non è caso fortuito: Anas responsabile per l’acqua sulla strada

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 Dicembre 2014



Allagamenti: riconosciuta la responsabilità dell’Anas per non aver provveduto a effettuare adeguati lavori di deflusso delle acque piovane su una strada statale.

Le piogge intense hanno formato un vero e proprio torrente sulla strada statale e l’acqua ha poi danneggiato la vostra proprietà? In questi casi l’Anas può essere chiamata a risponderne.

È quanto si deduce da una recente sentenza della Cassazione [1].

Perché si possa parlare di risarcimento danni, però, è necessario che il danneggiato dimostri che il sistema di deflusso delle acque piovane non sia stato realizzato a regola d’arte, e che, quindi, la formazione della “piena” sia proprio causata dal comportamento colpevole della Società stradale. Se si riesce a fornire tale prova, non rileva il fatto che la causa scatenante sia stata un’improvvisa e imprevedibile alluvione, perdurata anche per più giorni e dal carattere dell’eccezionalità. Infatti, in questi casi, il danneggiante non può invocare il cosiddetto caso fortuito, ossia l’unica ipotesi in cui non opera la responsabilità oggettiva [2] del custode di una cosa (in questo caso, la strada) per i danni cagionati da quest’ultima.

Un fenomeno di pioggia intensa e persistente, tale da assumere i connotati di una pioggia definita “alluvionale” non costituisce un evento di forza maggiore idoneo, di per sé, ad escludere la responsabilità dell’Anas se questa non abbia tenuto in buono stato di manutenzione la strada.

Infatti, chiarisce la Suprema Corte, per “caso fortuito” deve intendersi un avvenimento imprevedibile, imponderabile, tale da configurarsi come fattore determinante in modo autonomo dell’evento (il danno). Il carattere eccezionale di un fenomeno naturale, nel senso di una sua ricorrenza saltuaria, anche se non frequente, non è, quindi, sufficiente, di per sé solo, a configurare tale esimente, in quanto, volendo, può essere prevista in base alla comune esperienza [3].

È certamente vero, in astratto, che una pioggia di eccezionale intensità può anche costituire caso fortuito, ma non è affatto vero che una siffatta pioggia costituisca sempre e comunque un caso fortuito [4]. In sintesi, per escludersi il risarcimento del danno bisogna dimostrare che le piogge siano state da sole causa sufficiente dei danni nonostante la più scrupolosa manutenzione e pulizia, da parte del proprietario della strada, delle opere di smaltimento delle acque piovane. Il che equivale, in sostanza, a dimostrare che le piovve siano state così intense (e quindi eccezionali) che gli allagamenti si sarebbero verificati nella stessa misura pure se vi fosse stata detta scrupolosa manutenzione e pulizia.

note

[1] Cass. sent. n. 26545/2014.

[2] Art. 2051 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 5627/1991.

[4] Cass. sent. n. 5658/2010.


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