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Abuso edilizio: la prova di Google Earth non ha data certa

18 dicembre 2014


Abuso edilizio: la prova di Google Earth non ha data certa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 dicembre 2014



Le immagini satellitari non fanno piena prova e vanno perciò supportate da altre prove più certe.

Impossibile sanare l’abuso edilizio solo portando in processo le immagini tratte da Google Earth. Queste ultime non sono idonee a certificare la data di costruzione dell’opera necessaria per la domanda di sanatoria.

A dirlo è il Tribunale amministrativo Regionale di Napoli, in una sentenza dello scorso 27 novembre [1].

Secondo il TAR campano, il sistema online, creato dal motore di ricerca americano, che va sotto il nome di Google Earth e monitora, grazie a immagini fornite dai satelliti, gran parte del globo, non fornisce però informazioni certe sulla provenienza, data di realizzazione e metodo di rilevamento.

Nel caso di specie è stata negata la sanatoria a un fabbricato costruito a seguito di un abuso edilizio, in quanto presentata fuori termini previsti dalla legge regionale.

Per dimostrare la data di costruzione del manufatto, il privato non può limitarsi a fornire, alla pubblica amministrazione, le foto satellitari scattate da Google. Difatti – si legge nella sentenza in commento – i rilevamenti tratti da Google Earth non possono costituire idonei documenti utili allo scopo, salvo non vengano corroborati da elementi più circostanziati che confermino i dati del satellite. E ciò a causa della provenienza del suddetto rilevamento, delle incertezze in merito all’epoca di risalenza delle immagini visualizzate (come emerge dallo stesso sito, per impostazione predefinita il software “visualizza le immagini di qualità migliore disponibili per una determinata località”, con la precisazione che “a volte potrebbero essere visualizzate immagini meno recenti se sono più nitide rispetto a quelle più recenti”), della genericità delle informazioni relative ai metodi di esecuzione del rilevamento medesimo.

Peraltro, è bene notare che Google Earth presenta due versioni: la prima “di base”, che quindi non è aggiornata in tempo reale e si basa su invii di dati discontinui. La seconda, invece, più evoluta, predisposta per scopi commerciali.

note

[1] TAR Napoli, sent. n. 6118 del 27.11.2014.

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