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L’ovulo umano manipolato ma non fecondato può essere brevettato a fini industriali

18 Dicembre 2014
L’ovulo umano manipolato ma non fecondato può essere brevettato a fini industriali

Corte di Giustizia UE: affinché si abbia un vero embrione deve sussistere la capacità intrinseca di svilupparsi in individuo, il che non si configura nel processo di sviluppo iniziato dopo la partenogenesi.

Copyright sugli ovuli umani? Sembrerebbe, a tratti, di rivedere le immagini del famoso film “I ragazzi venuti dal Brasile” nel leggere le motivazioni della innovativa sentenza della Grande Sezione della Corte di Giustizia Europea fornite questa mattina [1].

Secondo i giudici di Lussemburgo, un ovulo umano manipolato ma non fecondato può essere brevettato a fini industriali.

Per essere considerato già un embrione, l’ovulo non fecondato deve necessariamente avere la capacità intrinseca di svilupparsi in essere umano. La conseguenza, dunque, è che un ovulo attivato per partenogenesi che abbia iniziato un processo di sviluppo non può essere ancora considerato come un embrione umano.

Il solo fatto che un ovulo umano attivato per partenogenesi inizi un processo di sviluppo non è sufficiente per considerarlo un embrione umano, si legge in sentenza. In buona sostanza, tutte le volte in cui dall’ovulo non potrà mai derivare un essere umano, poiché non in grado di svilupparsi, allora non si ha a che fare con la “vita” di un essere umano e l’ovulo, conseguentemente, o meglio il suo uso, sarà brevettabile a fini industriali o addirittura commerciali.


note

[1] C. Giust. UE causa n. C-364/13.


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