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Lo sai che? Legittima la riduzione dell’assegno di mantenimento con un pignoramento in corso?

Lo sai che? Pubblicato il 18 dicembre 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 dicembre 2014

L’espropriazione o l’esecuzione forzata sullo stipendio può consentire la riduzione dell’importo mensile a condizione che incida sulle capacità economiche del soggetto esecutato.

L’eventuale presenza di una esecuzione forzata sui beni dell’ex coniuge, obbligato a versare l’assegno di mantenimento (o anche quello divorzile), può consentire a quest’ultimo di richiedere al giudice la riduzione dell’importo di detto assegno mensile. Ma ad una sola condizione: che l’onerato dia prova che il pignoramento in corso incida effettivamente sulle sue capacità reddituali, ossia diminuisca considerevolmente le sue disponibilità economiche.

Lo ha detto la Cassazione con un’ordinanza depositata ieri [1].

Il caso è, purtroppo, tipico dei nostri giorni. Poniamo, per esempio, la sussistenza di un pignoramento del quinto dello stipendio o della pensione, o anche un provvedimento di sfratto dalla casa già oggetto di asta a seguito di una esecuzione forzata. Il debitore oggetto di una procedura di pignoramento (in gergo tecnico, cosiddetto “esecutato”), per essere autorizzato dal tribunale a una decurtazione del mantenimento che versa in favore dell’ex coniuge, deve dimostrare, sin dal primo grado di giudizio, che tale procedura di esecuzione forzata incida sul suo complessivo asse patrimoniale, rendendo effettivamente difficoltoso, se non impossibile, l’obbligo al versamento dell’assegno in questione.

Si pensi, per esempio, al caso in cui il pignoramento del quinto dello stipendio incida già su una busta paga già particolarmente bassa. O al caso in cui, a seguito dell’ordine del giudice di abbandonare l’immobile soggetto a pignoramento immobiliare, l’esecutato sia costretto a trovare un nuovo appartamento ove andare in affitto.

Fuori da queste ipotesi, la sola presenza in astratto di un pignoramento non consente la riduzione dell’importo mensile versato all’ex.

note

[1] Cass. ord. n. 26637/14.

Autore immagine: 123rf com


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