Questo sito contribuisce alla audience di
Cronaca | News

Il tetto all’uso del contante crescerà dal 1° gennaio 2023

10 Novembre 2022 | Autore:
Il tetto all’uso del contante crescerà dal 1° gennaio 2023

Dal 1° gennaio 2023, sarà possibile pagare con mazzette da massimo 5mila euro grazie al nuovo Decreto Aiuti Quater.

Lo avevano annunciato e lo hanno (quasi) fatto: tra i primi provvedimenti adottati dal Governo Meloni ci sarà anche quello dell’innalzamento del tetto del pagamento dei contati. Ma questo non sarà necessariamente un male, nonostante sia difficile immaginare che i comuni cittadini vadano in giro per l’Italia a fare spese con 5mila euro in contanti nel portafoglio.

Sale da 2.000 a 5.000 euro il tetto all’uso del contante. È quanto è scritto, nero su bianco, nella bozza del dl aiuti quater che entro la serata di oggi dovrebbe venire approvata dal Consiglio dei ministri. La norma è contenuta nell’articolo 6 del decreto, dove sono previste «Misure urgenti in materia di mezzi di pagamento», e dove si interviene sul decreto legislativo 21 novembre 2007. La novità dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2023, contrariamente a quello che sarebbe successo se il Governo non fosse intervenuto entro la fine dell’anno, ossia l’abbassamento a 1000 euro del limite massimo di contanti per un pagamento.

Del tema se n’è tanto parlato nelle scorse settimane, in seguito alla proposta depositata dalla Lega di alzare a 10mila euro il tetto al contante, proposta subito ridimensionata da Fratelli d’Italia, che già nell’immediato aveva dichiarato di voler diminuire il limite avanzato.

Ma l’alzamento del tetto al contante non necessariamente deve essere considerato un male. La soglia più alta del ‘tetto al contante’, pari a 5.000 euro, fissata per il 2010, coincide con il livello più basso di evasione fiscale mai registrato nello scorso decennio, pari a 83 miliardi di euro. Mentre il livello più alto di evasione, con picchi superiori a 109 miliardi, si è registrato nel periodo che va dal 2012 al 2014, quando la soglia massima per i pagamenti cash era stata abbassata a 1.000 euro. È quanto emerge da un’analisi del Centro studi di Unimpresa.

Secondo l’analisi «non è possibile individuare alcuna correlazione diretta tra l’andamento dell’evasione fiscale e l’evoluzione del cosiddetto ‘tetto al contante’: l’osservazione dei rispettivi andamenti negli ultimi 10 anni, infatti, non consente di indicare alcun nesso causale tra le modifiche alle norme relative all’utilizzo del denaro di carta per i pagamenti e la curva del gettito tributario sottratto all’amministrazione finanziaria annualmente».

Stando all’analisi del Centro studi di Unimpresa, nel corso del decennio che va dal 2010 al 2019, la soglia massima per l’utilizzo del denaro contante ai fini del pagamento e delle transazioni commerciali è stata più volte oggetto di correzioni e modifiche. Nel 2010, si è registrato il livello più alto, quando il tetto al cash era a 5.000 euro, e proprio quell’anno l’evasione fiscale ha toccato la soglia più bassa con 83 miliardi successivi. Nel 2011, il tetto al contante è stato abbassato a 2.000 euro e l’evasione fiscale è salita a 104,8 miliardi di euro, con un incremento di oltre 21 miliardi rispetto all’anno precedente: quindi, cala il tetto al contante e sale l’evasione.

Unimpresa rileva che negli anni successivi, la soglia per l’utilizzo del cash è stata ulteriormente ridotta a 1.000 euro, ma i furbetti delle tasse non si sono intimiditi: nel 2012 l’evasione fiscale è salita a 107,5 miliardi, nel 2013 ancora a 109,7 miliardi, nel 2014 era a 109,2 miliardi, nel 2015 a 106,1 miliardi. Nel 2016, poi, il tetto al contante è stato di nuovo alzato a 3.000 euro, ma questo fattore è rimasto una variabile indipendente rispetto all’evasione che quell’anno è rimasta stabile a 106,6 miliardi.

Nel 2017, il totale del denaro sottratto all’Erario era a 107,3 miliardi, nel 2018 a 102,3 miliardi e solo nel 2019 si è registrata una riduzione più apprezzabile a quota 99,2 miliardi. Una riduzione, quest’ultima, tuttavia che non è in alcun modo stata favorita dall’aumento da 1.000 a 3.000 euro per la soglia dell’utilizzo del contante, definita peraltro già quattro anni prima, rileva infine Unimpresa.



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube