Sarà possibile il licenziamento per “scarso rendimento”

20 dicembre 2014


Sarà possibile il licenziamento per “scarso rendimento”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2014



Job Act: spunta, tra le ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo quello per il caso in cui il dipendente sia svogliato.

È stato un vero e proprio tabù, sino ad oggi, in Italia, parlare di “rendimento” dei dipendenti. Neanche a menzionarlo. Né davanti ai sindacati, né in un’aula di tribunale, tanto più in una commissione parlamentare di riforma. Figlio di una cultura lavoristica che ha visto sempre la retribuzione “a cottimo” come una forma di sfruttamento del dipendente, il rendimento è stato considerato come un modo indiretto di valutare la qualità lavorativa del dipendente, sulla quale, invece, il datore non ha – secondo lo Statuto dei lavoratori – possibilità neanche di effettuare controlli a distanza. Da cui, dal lavoro dei datori di lavoro, il detto secondo cui “una volta assunto, è impossibile licenziare un dipendente”.

Ed ora, invece, tra le ipotesi di licenziamento per “giustificato motivo oggettivo”, in attuazione della riforma appena approvata con il Job Act, potrebbe figurare proprio il caso del lavoratore svogliato, che non ne voglia sapere di produrre secondo gli standard minimi aziendali. Insomma, l’azienda sarà libera di licenziare per “scarso rendimento”.

C’è da dire, comunque, che i giudici si stanno già aprendo a questa figura, legittimando i licenziamenti per scarso rendimento, sebbene ancora non espressamente previsto dalla legge.

Critiche sul punto non mancano e non mancheranno di certo. Secondo Cesare Damiano (Pd), la formula dello scarso rendimento è “per sua natura fortemente arbitraria per licenziare un lavoratore”.

L’intenzione, poi, è quella di introdurre, in caso di licenziamento disciplinare, la clausola di “opting out” per consentire all’impresa di poter comunque pagare un indennizzo al posto del reintegro, come avviene in Spagna e Germania.

Per le piccole imprese, invece, si applicheranno le nuove regole, dimezzando gli importi degli indennizzi e con un tetto di sei mensilità di risarcimento (per non peggiorare il regime attuale).

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Autore immagine: 123rf com

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