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Rettifica di sesso: identità modificabile senza intervento chirurgico

20 dicembre 2014


Rettifica di sesso: identità modificabile senza intervento chirurgico

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 dicembre 2014



Transessuali: il tribunale di Trento rimette la questione di costituzionalità alla Corte.

Attualmente, per ottenere il cambiamento di identità sessuale nei registri civili (e sulla carta d’identità) è necessario aver fatto ricorso alla chirurgia, ossia aver cambiato, con l’intervento in sala operatoria, i propri caratteri sessuali. Domani, invece, questa condizione potrebbe non essere più necessaria. Infatti, secondo un’ordinanza del tribunale di Trento [1], è irragionevole e frutto di pregiudizi culturali vincolare il transessuale al trattamento col bisturi: egli, al contrario, deve essere libero di poter scegliere la propria identità sessuale a prescindere dall’aspetto che lo caratterizza. Tanto più che oggi esistono cure meno invasive dell’intervento chirurgico, come quelle ormonali.

I giudici, in particolare, hanno ritenuto sussista il dubbio di incostituzionalità della norma [2] che prevede la rettifica del sesso solo “in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca a una persona sesso diverso da quello enunciato nell’atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali”. La disposizione in commento si pone in evidente contrasto con la Costituzione [3] e con la Cedu [4] che riconoscono e tutelano il diritto all’identità sessuale nel senso che ogni persona ha il diritto di scegliere la propria identità sessuale, maschile o femminile, a prescindere dal dato biologico.

Peraltro, il doversi sottoporre necessariamente a un intervento chirurgico pur di avere il riconoscimento ufficiale di ciò che l’organismo ha già “accettato” non è solo un pregiudizio culturale, ma rischia di essere assolutamente pericoloso per la salute della persona che, invece, la Costituzione dovrebbe tutelare.

Tradic therapy.

Ad oggi, il cambio di sessualità, equiparato quasi a una patologia, richiede tre step: un’esperienza reale nel ruolo del sesso desiderato, il trattamento ormonale e la riassegnazione chirurgica dei caratteri sessuali (cosiddetta Rcs). Solo completando questi tre passaggi, il soggetto può essere ammesso tra le persone di sesso opposto. Ma questo potrà non essere più necessario. Spetta ora alla Corte Costituzionale pronunciarsi e decidere se cancellare definitivamente la legge che prevede il necessario mutamento dei caratteri sessuali per cambiare identità anche sul documento d’identità.

note

[1] Trib. Trento, ord. n. 228 del 20.08.2014.

[2] Art. 1, comma 1, della legge 164/1982.

[3] Art. 2 Cost.

[4] Art. 8 Carta Europea Diritto Uomo.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Se una persona ha i capelli neri ma nel suo intimo si sente bionda sulla carta d’identità potrà allora scrivere ” capelli biondi”?

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